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Lugano - Il favoloso Castello di Trevano

A cache by finsteraarhorn Send Message to Owner Message this owner
Hidden : 11/7/2009
Difficulty:
2 out of 5
Terrain:
2 out of 5

Size: Size: regular (regular)

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Geocache Description:


Il Castello di Trevano, il Castello delle Fiabe, il Castello della Musica… Il Castello di un mondo da sogno, che oggi ci possiamo solo sognare. Già, perché il Castello fu abbattuto dal Cantone Ticino oltre 50 anni fa per fare posto al Centro studi. Una multi -la nostra prima, aggiornata nell'agosto 2014 e nell’agosto 2017- per tornare con il GPS sui luoghi e con la memoria ad un’epoca dove si poteva ancora sognare. A Trevano vi ci potete recare comodamente con i mezzi pubblici: bus TPL numero 4 dalla stazione di Lugano fino alla fermata “Centro studi” (Waypoint TP) o in auto, posteggiando al parcheggio del centro studi (autorizzato al di fuori degli orari scolastici, Waypoint P1) o a Cornaredo (Waypoint P2). Calcolate almeno un’oretta per fare il giro, i calcoli la ricerca della cache.

Alle coordinate di partenza troverete la monumentale entrata del Parco, protetta da una cancellata (da dove altrimenti iniziare la nostra multi?). Attraverso la cancellata potete vedere dall’altra parte della strada gli edifici che formavano il villaggio dei dipendenti del Castello e che ora ospitano degli uffici del Cantone.
Domanda 1: Quante sono le pigne che ancora sovrastano quel che rimane dei cancelli del Castello? Risposta: A. Le coordinate della seconda stazione risultano quindi:
N 46° 1. (A*A)+407, E 8° 57. (A*56)

Domanda 2: alla seconda stazione di quante pietre è composto l’arco d’accesso da sud (contandole partendo dal suolo)? Risposta: B. Le coordinate della terza stazione sono perciò:
N 46° 1.(B*39), E 8° 57.(B*B)+496

Domanda 3: di quante aperture (porte e finestre) è dotato l’edificio della vecchia centrale a gas alla terza stazione? Risposta: C. Alla quarta stazione giungete alle coordinate:
N 46° 1. C*104, E 8° 57. C*99

Domanda 4: che numero fa di AIL GAS, nei pressi di una delle più grandi del suo tempo? Risposta: D
Le formule necessarie per calcolare le coordinate finali N 46° 1.UVW, E 8° 57.XYZ sono le seguenti:
A*D + B*C – A – C – D = UVW
A*B + C*D + 2*(A+B+D) – 3 = XYZ
Somma di controllo UVWXYZ = 29

E ora, se volete conoscere un po’ la storia di questi vecchi mattoncini, un modesto riassunto lo trovate in fondo al listing.



Deutsch

Zur Cache kann man mit der öffentlichen Verkehrsmittel gut ankommen (TPL Bus Nr. 4 bis zur Haltestelle „Centro studi“, Waypoint TP). Parkieren ist auf den Schulareal ausser Schulzeiten gestattet (Waypoint P1) oder sonst immer in Cornaredo (Waypoint P2).

Frage 1 bei der Anfangskoordinaten (Station 1): Wieviele Zapfen gibt es noch auf die Spitzen der überbleibenden Eingangs Torteilen? Antwort: A.
Koordinaten Station 2: N 46° 1. (A*A)+407, E 8° 57. (A*56)

Frage 2: Wieviele Steine bilden der Bogen der Südwand (Fundament + Stützen + Bogen)? Antwort: B.
Koordinaten Station 3: N 46° 1.(B*39), E 8° 57.(B*B)+496

Frage 3: Wieviele Öffnungen (Türen und Fenster) hat dieses Gebäude? Antwort: C.
Koordinaten Station 4: N 46° 1. C*104, E 8° 57. C*99

Frage 4: Welche AIL GAS Nummer hat es hier? Antwort: D.
Die Formeln zur Berechnung der Cache Endkoordinaten N 46° 1.UVW, E 8° 57.XYZ sind die folgenden:
A*D + B*C – A – C – D = UVW
A*B + C*D + 2*(A+B+D) – 3 = XYZ
Kontrollsumme UVWXYZ = 29

Viel Spass!
Finsteraarhorn



English

You can easily reach the cache zone with the bus Nr. 4 to the stop “Centro Studi” (Waypoint TP). Parkings are available at the School outside School time (P1) or at Cornaredo (P2).

Question 1 by the start coordinates (station 1): How many conifer cones are on the top of the remaining parts of the Castle gate entrance? Answer: A.
Coordinates Station 2: N 46° 1. (A*A)+407, E 8° 57. (A*56)

Question 2: How many stones build the arch on the south wall (count all the rocks, from the soil)? Answer: B.
Coordinates Station 3: N 46° 1.(B*39), E 8° 57.(B*B)+496

Question 3: How many opening (doors and windows) has this building? Answer: C.
Coordinates Station 4: N 46° 1. C*104, E 8° 57. C*99

Question 4: Which is the AIL GAS Number there? Answer: D.
The Formulae to calculate the final coordinates of the Cache N 46° 1.UVW, E 8° 57.XYZ are the following:
A*D + B*C – A – C – D = UVW
A*B + C*D + 2*(A+B+D) – 3 = XYZ
Control sum UVWXYZ = 29

Have fun!
Finsteraarhorn


La storia del Castello di Trevano

Il Belvedere


Al barone russo Pavel von Derwies, diventato ricchissimo alla corte dello zar Alessandro II con la costruzione della rete ferroviaria russa, si deve l’edificazione del Castello. Iniziata nel 1870 con il favoloso budget di 12 milioni di franchi di allora, realizzò in 7-8 anni una delle più splendide residenze del tempo (se volete visitarne una ancora in piedi, in zona, date un’occhiata alla Mystery “Vezia – Il Cuore degli Eroi”, GC1YW2X).

Immaginatevi di far sparire gli edifici della SUPSI e di veder sorgere dove oggi c’è il piazzale questo magnifico palazzo. Il Castello, costruito in stile francese, era composto di un corpo centrale, di due ali e un grande atrio in stile pompeiano che misurava 250 m2 (il più grande in Svizzera). Il pavimento era formato da mosaici e 62 colonne di marmo di Carrara stavano tra il pianterreno e il primo piano, al quale si accedeva attraverso un maestoso doppio scalone di marmo dominato dallo “Spartacus” di Vincenzo Vela. Tra le colonne del primo piano, lungo la galleria che permetteva l'accesso alle stanze e alle sale, 300 colonnine di cristallo di Boemia. Il tetto al di sopra dell’atrio era una cupola di cristallo. L’ala sinistra del palazzo era occupata per intero dal Teatro, le cui pareti erano addobbate con arazzi del XVI sec. Nel teatro venivano rappresentate opere e pièces teatrali. Sull’angolo dalla parte del teatro c’era la sala da concerto con un organo. La cappella era collocata nella parte sinistra del corpo centrale, la parte privata del castello. Si parla di un interno tutto rivestito di preziosi arazzi e contenente gioielli e arredi rari di inestimabile valore. Le sale erano denominate come si usava nelle regge: biblioteca, sala da pranzo, sala da biliardo, salone d'onore, salone imperatrice Eugenia, sala egiziana… L’arredamento era curato nei minimi dettagli e proveniva in parte dalla reggia francese, od erano stati proprietà delle Tuileries, del re Enrico IV di Navarra, di Caterina dei Medici e di altri personaggi e case dell’epoca storica.

Il barone alimentava a gas i 400 lampioni parigini che illuminavano il parco di 120'000 m2. Siccome questa tecnologia non era ancora molto diffusa, si costruì una centrale privata, di cui ci è arrivato lo scheletro dell’edificio principale che la ospitava, con la sua ciminiera e ai lati due grandi vasche circolari un tempo coperte da altrettante campane di metallo. È la terza stazione di questa multi. Il parco conteneva piante rare da tutto il mondo, un edificio ispirato alle terme romane, con caldarium, sudarium e grande vasca, un grande acquario sotterraneo con sette vasche rappresentanti un’idea romantica dei sette mari, una grande serra riscaldata contenente le ninfee più grandi del mondo, un tempietto dedicato alla musica, la finto-medievale Torre di Vera (seconda stazione della cache) e sul lato sud del palazzo un magnifico belvedere che dominava la città di Lugano.

Von Derwies non ebbe molto tempo per godersi il suo bel Castello, in quanto morì in circostanze poco chiare nel 1881, il giorno dopo che anche sua figlia perì, lei per il tetano contratto dopo una caduta da cavallo. Furono però anni molto intensi e ricchi, che videro ospiti del barone a Trevano lo Zar Alessandro III, la regina Vittoria d’lnghilterra, la regina Elisabetta d’Austria e l’imperatrice Eugenia di Francia. Con la sua morte si disperse l’orchestra privata che aveva portato con sé dalla Russia - tra musicisti e attori erano circa 100 gli artisti che operavano al castello. Tramontò così improvvisamente la vita mondana, sul Castello scese la notte e il teatro vuoto rimase a testimoniare il sonno delle Muse o il ricordo della visita di Gounod, per la rappresentazione del suo Faust. Tra le bellezze del parco, oltre al curatissimo quanto ahimè funesto maneggio, figuravano pure due laghetti: uno con un’isoletta dove ora c’è l’entrata della galleria Vedeggio-Cassarate, l’altro, più grande, offriva delle barchette per dei romantici momenti a due e occupava la porzione di terreno comprendente l’attuale specchio d’acqua e la zona dei bersagli dello stand di tiro.

Erede del Castello, il figlio Sergey non si mosse mai dalla Russia per abitarlo. Lo vendette nel 1889 ad un altro dignitario russo, il Luogotenente Generale di Stato Maggiore Aleksandr Heinz, che morì senza esserselo goduto neanche lui. Poi la proprietà passò ai capriaschesi Domenico Quadri e Antonio Mari, che se ne disfarono dopo breve tempo cedendola nel 1900 al professore, musicista, imprenditore e finanziere franco-americano Louis Lombard. Con l’arrivo di Lombard per Trevano si aprì una nuova epoca di splendore, il teatro e la sala da concerti tornarono ad accogliere ospiti dalle toilette raffinate e musicisti di valore. L'orchestra era formata da trenta elementi fatti venire appositamente dalla Scala di Milano e il ricavato dei concerti andava in beneficenza. La crisi successiva alla prima guerra mondiale e la morte di Louis Lombard, avvenuta nel 1927, portarono però ad una nuova chiusura dei cancelli affacciati sul grande viale che porta al Castello. La famiglia torna negli Stati Uniti e con il Castello vengono nuovamente abbandonate anche le strutture di servizio della proprietà: la nevera e il caseificio, la latteria, lo chalet oggi al 27 di un rametto di via Trevano, la stalla dagli stipiti e i cornicioni in marmo di Carrara.

Nel 1934 la proprietà passò al Cantone per 200'000 franchi, in quanto creditore principale per imposte non versate dagli eredi Lombard. I piani del Cantone volevano per Trevano un'epoca di nuovo splendore con un anfiteatro all'aperto e una scuola d'arte d'alto livello nello stabile, ma la guerra decretò un'altra sorte per l'intero complesso. Il Castello vide l’arrivo di profughi, rifugiati e internati, diventò centro di studi, con corsi tenuti per rifugiati italiani. Per i ragazzi dei dintorni i cancelli del grande parco si aprirono come su un mondo di meraviglie e nella grande fontana si susseguirono i tuffi di giovani giunti a Trevano, trasformatosi in colonia estiva. La fontana è a quel momento la più grande del Ticino, ornata da un Nettuno che era stato pensato per la fontana principale della città di Bordeaux e nei pressi della quale vi è la quinta stazione della nostra multi. Poi la seconda guerra mondiale termina; il Castello e il parco vengono nuovamente chiusi al pubblico, parte del parco diventa tenuta agricola cantonale, un pescheto sperimentale e un vigneto nel quale si sperimenta l’adattabilità della vite del tipo “Merlot” in Ticino, sotto la direzione del “Sciur Maestru” dell’Ora della terra Angelo Frigerio, fin verso la fine degli anni ’50.

Nel 1958 viene presa dal Gran Consiglio la decisione di demolirlo per far posto alla nuova Scuola Tecnica Superiore. Nel 1961, 230 chilogrammi di esplosivo fanno saltare in aria uno dei più splendidi capitoli della storia culturale, soprattutto musicale, del nostro Cantone, lasciando le poche tracce che state vedendo. Storia per certi versi bizzarra e per altri persino inquietante: le vicende narrate non fecero che alimentare le fantasie popolari e con esse la leggenda di una cattiva stella che implacabile colpiva di sfortuna i suoi proprietari. "Il magnifico edificio, ideato e costruito per la musica, sembra invece ospitare un fantasma che gode della sofferenza umana". Ma non vogliamo lasciarci su note tristi, meglio rimembrare le note più belle di questa strana favola: quelle soavi fatte intonare dal romantico barone che voleva fare di Trevano una Bayreuth armoniosa e maestosa, degna di Richard Wagner. Speriamo con questo di farvi passare un bel momento, così come è stato per noi l’ideare, il ricercare e il sistemare questa cache.

Buon divertimento!
Finsteraarhorn



Fonti:
Silla, Carlo, “Il Castello di Trevano”, Lugano, 1959
Swisscastels
Lugano.ch
Documento GLIMI
Theaterlexikon
La Città: ottobre 1994, maggio 1995, novembre 1995, maggio 1996 .
Servizio del Quotidiano del 4 aprile 2010 che cela spoiler delle tappe intermedie e persino della cache!

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