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Rivolta d'Adda: Ponte Vecchio

A cache by Lord Yoruno Send Message to Owner Message this owner
Hidden : 4/27/2015
Difficulty:
1 out of 5
Terrain:
1.5 out of 5

Size: Size: micro (micro)

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Geocache Description:

Cache by

Lord Yoruno


IL PONTE VECCHIO DI RIVOLTA D'ADDA

La storia del passaggio sull'Adda a Rivolta è piuttosto travagliata e segue le vicende umane per svariati secoli
Già in epoca medioevale vennero a più riprese costruite passerelle in legno che consentissero il passaggio del fiume; l'attraversamento era inoltre garantito, nei periodi di magra, da rudimentali zattere-traghetto o dalle barche dei pescatori e dei cavatori di sabbia e sassi della zona.

L'episodio del passaggio dal ponte di Cassano, dal 23 al 25 luglio 1158, da parte dell'esercito di Federico Barbarossa dopo la precipitosa fuga dei Milanesi, conferma che sull'Adda, a Rivolta, non ci fosse alcun ponte, mentre si ha notizia dell'esistenza di un porto e di un traghetto sottoposto a dazio; nel 12O8 il notaio Alberto Sommi redigeva nella Camera dei Consoli di Milano un atto di divisione:

"... la metà del porto do Rivolta è posseduta da certi nobili, l'altra metà dal Comune di Rivolta."

In uno scritto del 1225 si legge che "i consoli di Rivolta acquistarono [...] la quarantottesima parte dei diritti sul ponte e sul porto con i relativi dazi e pedaggi." Si trattava di una costruzione in legno di cui si ha notizia anche in altri documenti deli anni seguenti, sempre riferiti ad ottenere quote da parte dei consoli del paese.

Nei secoli XIV e XV la Gera d'Adda fu teatro di aspri scontri tra i Milanesi e i Veneziani; vennero costruiti passaggi di barche per consentire ai soldati di attraversare senza pericolo i corsi d'acqua e si giunse perfino ad ordinare la distruzione delle passerelle in legno per proteggersi da attacchi alle spalle.

Nel 145O i Milanesi chiesero il taglio del ponte che i Veneziani avevano costruito il 5 novembre 1446.

Durante la dominazione spagnola della Gera d'Adda, dal 1535 al 1714, il passaggio sul fiume a Rivolta perse quell'importanza strategica che aveva avuto nei secoli precedenti non essendo più il corso d'acqua linea di confine tra stati diversi.
Il 16 giugno 17O9 Nicola Villa, camparo di Vaprio, presentava al Comune un preventivo per la realizzazione di un ponte sopra il fiume Adda "al Rame detto il Rovinale":

"Longhezza di detto Ponte sono di giusta misura de braccia 110, larghezza braccia 6. Per braccia numero 80 di longhezza ci vuole colonne n.40 di longhezza per cadauna colona braccia 10 e in 12 conforme il fondo..."

In seguito, nel 1866, gli amministratori del Comune, consapevoli dell'utilità di un ponte stabile per il paese e per tutto il territorio, cominciarono a valutare la proposta dell'Ing. Milesi di utilizzare "il cemento della Val Seriana da poco tempo scoperto e applicato alle costruzioni." Per realizzare i 16 archi furono utilizzate 16 armature con un risparmio di "molte migliaja di lire".
Ben presto l'opera cominciò a suscitare la curiosità di numerose amministrazioni comunali interessate alla costruzione di ponti nei loro territori. Insieme alla basilica il nuovo ponte era diventato l’orgoglio dei Rivoltani e rappresentava una concreta speranza per lo sviluppo di tutto il territorio.
Purtroppo il ponte in cemento idraulico bergamasco non ebbe grande fortuna: le acque dell'Adda già dal mese di giugno presero ad intaccare quella parte allungata dello sperone che finiva nel cuore della corrente. Nessuno, data la solidità del cemento, mai avrebbe immaginato quanto sarebbe accaduto nella notte tra il 9 e il 10 ottobre 1868: una piena del fiume travolse un buon numero di arcate, due sulla sponda sinistra e cinque su quella di destra.
Non era però il tempo di abbattersi e l'ing. Berinzaghi, assieme alla Giunta Municipale, ricercò altre soluzioni per il ripristino del ponte nella ditta Finet-Charles & C., un'impresa industriale di costruzioni metalliche che aveva realizzato per conto della provincia di Milano altri due grandi ponti sul fiume Adda, il primo a Cassano, l'altro tra Vaprio e Canonica.

Il nuovo ponte venne inaugurato il 14 giugno 1874.

La piena dell'autunno 1928 danneggiò nuovamente il ponte, che venne poi riparato, e in seguito durante la Seconda Guerra Mondiale vi fu un ulteriore restauro, non dovuto ai bombardamenti ma all'usura del ponte stesso.

Il 22 novembre 1951 una disastrosa piena mise fine a tanti tentativi di recupero: infatti il ponte cedette al centro della sua parte nuova.
Alcuni testimoni ancora oggi ricordano che, mentre si stava costruendo il nuovo ponte (quello attualmente presente ed utilizzato per il transito), il piano del vecchio manufatto era stato in parte ricostruito con assi in legno e ferro tanto da consentire il transito dei pullman vuoti a passo d’uomo: i pendolari venivano fatti scendere e accompagnavano a piedi il passaggio degli automezzi.

Il nuovo ponte venne costruito negli anni 1956-1957, mentre i pilastri metallici del “vecchio ponte” vennero fatti cadere con uso di esplosivo il 23 maggio 1989.

Gli ultimi piloni in acqua sono crollati nel 2005 durante i lavori di consolidamento.
Ad oggi rimangono solo alcune delle arcate poggiate su terra, messe parzialmente in sicurezza da alcune impalcature.

La cache

La cache consiste in un contenitore cilindrico, contenente il solo logbook, posizionato a breve distanza da quel che resta del ponte.


THE OLD BRIDGE OF RIVOLTA D'ADDA

The story of the passage on Adda river in Rivolta is quite difficult and follows human affairs for several centuries.
Already in medieval times they were repeatedly constructed boardwalks that would allow the passage of the river; the crossing was also guaranteed, in the lean periods, by rudimentary rafts or by ferry-boats of fishermen and miners of sand and stones in the area.

The episode of the passage from the bridge of Cassano, 23 to 25 July 1158, by the army of Federico Barbarossa after the hurried flight of the Milanese, confirms that on Adda, in Rivolta, there was no bridge, while the existence of a port and a ferry subjected to duty was known.

In the fourteenth and fifteenth centuries the Gera d'Adda was the scene of fierce fighting between the Milanese and the Venetians; passages of boats were built to allow the soldiers to cross without danger.

In 1450 the Milanese asked the cut of the bridge that the Venetians had built 5 November 1446.

During the Spanish domination of Gera d'Adda, from 1535 to 1714, the river crossing in Rivolta lost the strategic importance that had in previous centuries, no longer the river boundary between different states.

Later, in 1866, the directors of the Municipality, aware of the usefulness of a stable bridge to the country and throughout the territory, began to consider the proposal of Eng. Milesi to use "the cement of Val Seriana recently discovered and applied to buildings". To achieve it 16 arches were used with 16 armor saving "many thousands of liras."
Soon the work began to arouse the curiosity of many municipalities interested in building bridges in their territories. Along with the new basilica the bridge became the pride of Rivolta people and it represented a real hope for the development of the whole territory.
Unfortunately, the concrete bridge had no great luck: the waters of the Adda since June began to affect the elongated part of the spur that ended in the heart of the current. Noone, given the strength of the concrete, would have ever imagined what happened in the night between 9 and 10 October 1868: a flood of the river swept away a number of arches, two on the left side and five on the right.
But it was not the time to break down and Eng. Berinzaghi, together with the Town Council, searched other solutions for the restoration of the bridge in the company Finet-Charles & C., an metal construction industry that realized for the province of Milan two large bridges over Adda, the first in Cassano, the other between Vaprio and Canonica.

The new bridge was opened June 14, 1874.

The flood of autumn 1928 once again damaged the bridge, which was later repaired, and later during the Second World War there was a further restoration, not due to the bombing but to the tearing of the bridge itself.

The disastrous flood of 22nd, November 1951 ended every recovery efforts: in fact the bridge collapsed in the middle of his new part.
Some witnesses still remember that, while the new bridge was building (the one currently present and used for transit), the plan of the old artifact was partially rebuilt with wooden planks and iron so as to allow the transit of empty bus: people were forced off and accompanied on foot the passage of vehicles.

The new bridge was built in the years 1956-1957, while the metal pillars of the "old bridge" were destroyed with use of explosive in 23rd, May 1989.

The last pillars in water collapsed in 2005 during renovations.
Today there are only some of the arches resting on the ground, made partly in safety from some scaffolding.

The cache

Cache is a cilindric container with only the logbook, placed a few meters away from the remainings of the bridge.

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Additional Hints (Decrypt)

[ITA] Yrttv vy cnaaryyb vasbezngvib
[ENG] Ernq gur vasbcnary

Decryption Key

A|B|C|D|E|F|G|H|I|J|K|L|M
-------------------------
N|O|P|Q|R|S|T|U|V|W|X|Y|Z

(letter above equals below, and vice versa)



 

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