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Archeologia Industriale - La Snia Viscosa

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Hidden : 5/26/2015
Difficulty:
1.5 out of 5
Terrain:
1.5 out of 5

Size: Size: regular (regular)

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Geocache Description:


TeamViewers presenta

 

"Archeologia Industriale - La Snia Viscosa"

 

Lo stabilimento SNIA di Varedo si estende per circa 430mila m2, costituendo praticamente una città nella città, arrivando a toccare persino Limbiate e Paderno Dugnano e oggi purtroppo è in stato di completo abbandono.
La società proprietaria è un’importante azienda chimica italiana che ha oggi sede a Milano; fondata a Torino nel 1917 da Riccardo Gualino con il nome di Società di Navigazione Italo Americana (SNIA), la sua funzione iniziale era quella di controllare i trasporti marittimi tra Italia e Stati Uniti.
Negli anni successivi cambiò nome due volte, prima in “Societa di Navigazione Industria e Commercio”, in relazione all'appena iniziato interessamento alle fibre tessili artificiali ed a seguito del crollo dei noli marittimi dopo la prima guerra mondiale, e poi in “Società Navigazione Industriale Applicazione Viscosa” (SNIA Viscosa) con cui divenne una delle più importanti aziende del paese nella produzione di rayon.

Nel corso della sua storia assorbì alcune società del settore nel nord Italia.
Venne anche quotata alla borsa di Milano nel 1922. Nel 1925 era la prima società italiana con un capitale sociale pari ad un miliardo di lire, oltre che la prima a essere quotata in una borsa estera (Londra e New York); nello stesso anno il gruppo Snia Viscosa era arrivato a produrre l’11,1% della produzione mondiale di filati artificiali.
In quegli anni di crescita vennero costruiti altri stabilimenti, come quello di Torino Stura, e venne assunto il controllo del Gruppo Seta Artificiale con gli stabilimenti di Varedo e di Magenta (Novaceta).
La produzione annua di rayon salì vertiginosamente proprio nel 1929, anno della grande crisi mondiale.

Nel 1937 SNIA Viscosa commercializzò la Lanital, una fibra autarchica tratta dalla caseina, la proteina del latte.
Nel secondo dopoguerra la SNIA si sviluppò ulteriormente assorbendo alcune aziende primarie italiane.
Nel 1974 entrò a far parte di Montedison, che la comprò da Mediobanca; con il nome di Snia BPD nel 1980 venne acquistata da FIAT, ma la crisi dell’intero settore chimico italiano nel 1998 fece sì che FIAT la cedesse in blocco.
Negli anni successivi continuò a cambiare proprietari sempre a causa della crisi.
Nel 1999 la società diventò SNIA S.p.A..

La società era attiva nelle fibre tessili, nella chimica specialistica, nei materiali compositi e nel biomedicale; quest'ultima attività, che rappresentava la maggioranza dei ricavi SNIA, fu scissa nel 2003 e quotata sempre alla borsa di Milano sotto il nome di SORIN.
Nello stesso anno anche alcune società nel settore tessile si staccarono da SNIA s.p.a.
Il 16 aprile 2010 il Tribunale di Milano ha dichiarato lo stato di insolvenza di SNIA S.p.A., dando luogo all'avvio della procedura di amministrazione straordinaria. Le cause che hanno provocato la crisi societaria del 2008 sono probabilmente un insieme di diversi fattori: lo scorporo delle attività Sorin, i grossi debiti con i fornitori e i mancati incassi per 22 milioni di euro il sequestro dell'impianto di Torviscosa (UD) da parte della Procura.
Quest'ultimo evento ha determinato il blocco della produzione e delle vendite, che hanno avuto ripercussioni su tutto il gruppo SNIA, in quanto diverse linee produttive di altri stabilimenti dipendevano dalle materie prime prodotte a Torviscosa (UD).

Borsa Italiana S.p.A. ha disposto la revoca dalla quotazione nel mercato azionario della società, mentre negli anni a venire altre grosse aziende del settore hanno acquistato gli stabilimenti rimasti ancora attivi.

Lo stabilimento di Varedo nacque nel 1924 per opera della Società Seta Artificiale Varedo, joint venture SNIA, con lo scopo di fabbricare filati artificiali di cellulosa rigenerata.
Inizialmente dedicato alla produzione di rayon viscosa, nel dopoguerra iniziò a produrre nylon 6 (nome commerciale Lilion), arrivando ad occupare 6000 dipendenti.
Nel 1982 la produzione della viscosa venne fermata (a causa della crisi del petrolio e della concorrenza dei paesi stranieri, nonché dell’introduzione di nuove normative ambientale che imposero alla SNIA di apportare innovazioni agli impianti di trattamento dell’aria, dell’acqua e dei fumi), mentre quella del nylon proseguì fino al 2003, quando poi l'intero complesso di Varedo venne chiuso.
Dal 2008, anno in cui è stata venduta a un’altra società, versa in stato di abbandono, sebbene comunque le operazioni di bonifica siano in corso da allora per un valore stimato di 20 milioni di euro.

L'area del complesso SNIA Viscosa è una vera e propria città abbandonata; è molto affascinante tanto che parecchi produttori cinematografici chiedono permessi per girare scene di film, scatti fotografici, ecc...
SCONSIGLIAMO VIVAMENTE DI ENTRARE NEL COMPLESSO ANCHE SE ABBANDONATO.
SE FATE VISITA ALLA CACHE DI SERA, EVITATE DI ANDARCI DA SOLI.. POTRESTE INCONTRARE BABBANI LOSCHI.

 

 

 

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