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Ricixxx-Mura Leonine

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Hidden : 2/4/2017
Difficulty:
2 out of 5
Terrain:
1.5 out of 5

Size: Size: small (small)

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Geocache Description:

Ricixxx-Mura Leonine


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Nell'anno 848 venne posta la prima pietra di quella cinta muraria denominata "Mura Leonine" che racchiudevano la "Civitas Leonina", dal nome di papa Leone IV che le realizzò. Le mura furono erette a difesa del Colle Vaticano dopo che i Saraceni, nell'846, saccheggiarono la basilica di S.Pietro durante il pontificato di Sergio II. Papa Leone IV diresse personalmente l'enorme numero di operai e, grazie al suo diretto interessamento, il lavoro fu completato in soli quattro anni. Il pontefice, in lenta processione di popolo e dignitari della Chiesa, inaugurò le mura il 27 giugno 852, percorrendo l'intero circuito a piedi scalzi, celebrando il rito della consacrazione. 3 porte, 44 torri e 1444 merli, per una lunghezza di circa 3 Km, munivano la muraglia "in opera mista di pietra e calce" che cingeva e proteggeva la Tomba di Pietro. Cerchiamo ora di ricostruire questo primo tracciato , ben diverso da quello attuale, iniziando dalla prima porta in prossimità di piazza S.Pietro (cancellando dai nostri occhi il colonnato del Bernini, che fu costruito soltanto nel XVII secolo), ovvero la "porta S.Pellegrino", bellissima, massiccia e chiusa fra due torri, dalla quale iniziava la via dei Pellegrini, tuttora esistente, ma situata all'interno dello Stato del Vaticano. Il tratto di mura che univa la cinta muraria al Mausoleo di Adriano corrisponde all'attuale Passetto, dove, all'altezza dei fornici dell'attuale piazza Pia, si apriva la seconda porta, la "posterula S.Angelo". Il tratto prospiciente le rive del Tevere erano sprovviste di mura perché l'imponente complesso costituito dall'Ospedale S.Spirito era considerato sufficiente a proteggere l'area retrostante: le mura riprendevano all'altezza dell'odierna porta S.Spirito, la terza porta, allora denominata "posterula de' Sassoni" (dalla "schola dei Saxoni", collegata alla chiesa di "S.Maria in Saxia", oggi di S.Spirito in Sassia). Da qui la cinta saliva il colle per ridiscendere all'altezza dell'attuale largo di porta Cavalleggeri e proseguire, con un percorso quasi parallelo a quello attuale ma oggi posto all'interno della Città del Vaticano, fino all'altezza dell'attuale porta Pertusa: da qui il tracciato proseguiva verso nord-est fino all'attuale "Torre dei Venti", per poi ridiscendere, quasi in linea retta, attraverso le odierne piazza della Zecca e piazza del Forno, verso la porta S.Pellegrino. Il XIV secolo, con il ritorno della sede papale a Roma dopo la parentesi avignonese, segnò una tappa di particolare importanza per Roma e per il Vaticano, perché i pontefici ritennero che quest'ultimo fosse meglio difeso e protetto rispetto al Laterano e quindi si dedicarono a costruire e fortificare nuovi palazzi nella "Città Leonina". Numerose furono le opere di restauro e di fortificazione della cinta muraria da parte dei successivi pontefici, ma fu Niccolò V, nel XV secolo, ad effettuare le prime opere di ampliamento (nella mappa in alto segnate in verde): fu riedificato, in sostituzione di quello preesistente, quel tratto che, partendo dall'odierno Portone di Bronzo (l'accesso ufficiale ai Palazzi Vaticani), si congiungeva col muro del Passetto in corrispondenza del cosiddetto "Torrione di Niccolò V". A questo periodo risalgono anche due porte, la Pertusa e la Turrioni, allora aperte direttamente nelle Mura Leonine e soltanto in seguito spostate ed aperte nelle nuove mura. Molto più incerta appare la data di apertura della porta Fabbrica, anche se le fonti maggiormente accreditate la fanno risalire allo stesso periodo della Pertusa e della Turrioni. Il timore di nuove incursioni da parte dei pirati saraceni, nonché le nuove tecniche che prevedevano ormai l'uso massiccio di artiglierie, indussero papa Paolo III ad interventi di ammodernamento delle mura (nella mappa in alto segnati in nero) che avessero anche nuove caratteristiche difensive. In quest'opera di fortificazione il papa si avvalse dell'opera di ingegneri come Michelangelo ed Antonio da Sangallo il Giovane, anche se spesso in disaccordo tra loro. I lavori, iniziati il 18 aprile 1543, si protrassero per 6 anni, con il Sangallo occupato fino alla sua morte (29 settembre 1546) nella zona S.Spirito - Castello - porta S.Pellegrino, mentre Michelangelo si occupò della zona a nord della porta S.Pellegrino e poi, dopo la scomparsa del collega e fino al 1548, anche dell'area di competenza del Sangallo. Quest'ultimo in particolare, nel biennio 1543-45, costruì tre bastioni nella zona della porta S.Spirito: quello del "Fiume", così denominato perché prossimo al Tevere ed oggi assorbito dall'ampliamento dell'Ospedale S.Spirito, un altro situato immediatamente sopra la porta e quello degli "Incoronati". Michelangelo invece portò a termine, nel 1548, l'imponente "bastione del Belvedere": l'attuale confine della Città del Vaticano, dall'angolo con piazza del Risorgimento fino all'ingresso ai Musei Vaticani, è ancora quello limitato dalla muraglia michelangiolesca. Ma fu con papa Pio IV, nel 1561, che le mura assunsero un aspetto più massiccio e più ampio (nella mappa in alto segnate in azzurro): innanzitutto fu realizzata una cinta spostata più a nord, in pratica quel tratto che, dall'attuale piazza del Risorgimento, congiungeva il "bastione del Belvedere" al bastione settentrionale di Castel S.Angelo. Questo tratto sopravanzò, sminuendone quindi l'importanza, l'originario tracciato delle "Mura Leonine", oggi noto come Passetto, che divenne così soltanto il "Coridore de Borgo", ovvero la via di fuga pontificia verso Castel S.Angelo. L'intervento di Pio IV realizzò inoltre il tratto di bastioni tuttora esistente sul lato occidentale e meridionale del Colle Vaticano. Progettato e costruito a protezione del centro della cristianità e della residenza pontificia, il nuovo confine racchiuse così un nuovo rione, quello di Borgo, che con decreto del 9 dicembre 1586 venne aggiunto agli altri come XIV rione di Roma. Pio IV non vide però il compimento della sua opera, che fu portata a termine dal successore Pio V, come testimoniano i numerosi stemmi disseminati lungo tutta la cerchia muraria ed alternati a quelli di Pio IV. Riassumendo quanto detto, ripercorriamo il tracciato attuale della cinta, soltanto in alcuni tratti scomparso o modificato. Iniziamo il percorso dalla incompiuta porta S.Spirito, alla destra della quale svetta imponente il "bastione di Sangallo"; salendo verso la collina lungo il bastione, a metà del quale è visibile uno stemma di Pio IV, le mura, che racchiudono il moderno complesso di Propaganda Fide, piegano verso sud-ovest e ridiscendono in uno slargo su viale delle Mura Aurelie, dove si uniscono alle Mura Gianicolensi (nella mappa in alto il breve tratto di intersezione in arancione). Compiendo un doppio angolo in direzione nord, il muro prosegue fino in corrispondenza dell'uscita della moderna galleria Principe Amedeo di Savoia, dove sono visibili i resti del maestoso torrione circolare, oggi isolato e senza più la sua antica e massiccia forza difensiva, che anticamente diede il nome alla "porta Turrionis". Quando venne costruita la Caserma dei Cavalleggeri, la guardia pontificia lì acquartierata da Pio IV, la porta venne appunto ribattezzata "Cavalleggeri". Quindi il muro piega ad angolo retto verso ovest e s'interrompe (unico caso delle Mura Leonine), demolito per motivi di viabilità, in corrispondenza della confluenza di piazza del Sant'Uffizio con largo di Porta Cavalleggeri, nella posizione in cui originariamente era situata la porta Turrioni/Cavalleggeri . I resti di questa porta , un arco bugnato sormontato dallo stemma di Alessandro VI Borgia, che ne curò alla fine del Quattrocento un rifacimento, sono stati spostati qualche metro più avanti, dove riprende il muro. Accanto alla porta si trova un elegante sarcofago strigilato di epoca romana che funge da vasca per una fontana che riceve acqua da una protome leonina e da due bocchette laterali . Anche questa fontana originariamente aveva una diversa struttura ed una diversa collocazione: in precedenza era formata da una vasca a bancone in muratura che fungeva da abbeveratoio, nella quale l'acqua era versata da due cannelle laterali, e si trovava accanto al torrione circolare, qui spostata in occasione dei lavori per la realizzazione della galleria Principe Amedeo di Savoia. La fontana, alimentata dall'Acqua Lancisiana, è sormontata da 2 lapidi; la prima risale a Pio IV e così recita: "PIUS IIII PONT MAX UTILITATI PUBLICAE ET COMMODITATI AEQUITUM CUSTIODAE PONT ANNO SAL MDLXV" (ovvero "Pio IV Pontefice Massimo ad utilità pubblica ed a vantaggio dei cavalieri di guardia nell'anno 1565"). Questa lapide è sormontata dallo stemma di Pio IV ed affiancata dallo stemma del Comune di Roma e da uno stemma cardinalizio. La seconda lapide risale a Clemente XI: "AQUAM UTILITATI PUBLICAE ET COMMODITATI AEQUITUM CUSTODIAE QUAM PIUS IV PONT MAX PERDUCENDAM CURAVERAT QUAEQUE IN USU ESSE DESIERAT CLEMENNS XI PONT MAX RESTITUIT ANNO SAL MDCCXIII PONT XIII" (ovvero "L'acqua ad utilità pubblica ed a vantaggio dei cavalieri di guardia che Pio IV Pontefice Massimo aveva provveduto a condurre (qui), e che aveva cessato di essere in uso, Clemente XI Pontefice Massimo restituì nell'anno 1713, 13° del suo pontificato"). Proseguendo lungo le mura troviamo un'altra lapide che riferisce di un restauro avvenuto nel 1858 per volere di papa Pio IX: "MURUM URBIS LEONIANAE A NICOLAO V PONT MAX REFECTUM PIUS IX PONT MAX INSTAURAVIT TUTIOREMQ REDDIDIT ANNO MDCCCLVIII CURANTE IOSEPHO FERRARI PRAEF AER" (ovvero "Le mura della Città Leonina restaurate da Niccolò V Pontefice Massimo, Pio IX Pontefice Massimo rinnovò e rese più sicure nell'anno 1858, curatore Giuseppe Ferrari prefetto dell'erario"). Poco dopo l'inizio di via della Stazione Vaticana, esattamente in corrispondenza della sagrestia della basilica di S.Pietro, si trova la porta Fabbrica (nella foto 5), oggi murata e parzialmente interrata perché il terreno fu rialzato per regolarizzare il pendio, sormontata dallo stemma di papa Clemente XI Albani e dallo stemma della Reverenda Fabbrica di S.Pietro (F.A., ovvero Fabrica Apostolica), una delle Confraternite più potenti all'epoca in cui venne eretta la basilica e tuttora esistente come ente preposto alla manutenzione del complesso. Questa porta, aperta nel XV secolo, fu in seguito chiusa e riaperta soltanto nel XVI secolo da papa Pio III per il passaggio dei materiali provenienti dalle vicine fornaci e necessari per la costruzione della basilica vaticana: il suo nome, Fabbrica, si deve proprio al passaggio dei mattoni per la "fabbrica" di S.Pietro. A questo punto è necessaria una breve precisazione: sui materiali che qui transitavano e sui quali non si pagava dazio, vi era apposta la dicitura "Ad U.F.A.", ovvero "Ad Uso Fabrica Apostolica", da cui deriva l'odierno modo di dire "a ufo", ossia gratis, a spese altrui. Dopo la porta, l'unico elemento di rilievo è un portale moderno con i battenti in ferro, quasi una porta blindata, sormontata da uno stemma di Pio XI, dopo la quale si raggiunge il ponte ferroviario che collega la stazione vaticana con la rete italiana. Da qui inizia viale Vaticano e per i successivi 350-400 metri circa di muraglia, comprensiva di un bastione che anticipa una leggera deviazione verso nord-ovest, si osservano solo due stemmi di Pio V, del 1568 e del 1569, dopodiché si giunge alla porta Pertusa , anche questa murata e situata nei pressi della via omonima, la quale è strutturata su tre aperture incorniciate dal bugnato: due accessi secondari ai lati del portale principale. La porta è in diretta corrispondenza con l'ingresso principale del "Torrione di S.Giovanni", che domina alle spalle, molto probabilmente corrispondente all'antica "porta Pertusa" delle Mura Leonine. Proseguendo, uno stemma di Pio IV, risalente al 1564 e, pochi metri più avanti, il grande bastione triangolare (il punto più occidentale dello Stato Vaticano) che consente al muro un brusco cambio di direzione verso nord-est. Poco dopo il bastione si trova una posterula murata di un certo interesse. Le testimonianze più antiche parlano di una porticella nei pressi della Pertusa ad uso degli abitanti del "Palazzo", ma si riferiscono al primitivo muro leoniano, che si trova qualche metro più indietro di quello attuale di Pio IV. Autori più recenti non forniscono molte indicazioni, lasciando supporre, come fa il Piale, che questo ingresso fu chiuso molto presto o, addirittura, non fu mai aperto. Da qui in poi, fino all'ingresso dei Musei Vaticani, a poco meno di 1 km di distanza, la muraglia è un susseguirsi di bastioni e rientranze costellate di targhe e stemmi pontifici. Sull'ampio portale d'accesso ai Musei Vaticani  con cornice in bugnato è situata la relativa targa, sormontata dalle statue di "Michelangelo Buonarroti"  e "Raffaello Sanzio" poste ai lati di uno stemma di Pio XII del 1932. All'angolo del viale Vaticano con via Leone IV si trova un imponente stemma della famiglia Farnese databile al 1542, a testimonianza dei lavori di papa Paolo III; proseguendo, pochi metri prima dell'angolo tra viale dei Bastioni di Michelangelo, piazza del Risorgimento e via di Porta Angelica, è situata la porta bronzea con lo stemma di papa Benedetto XVI, aperta nel 2006. Subito dietro, dove ora si trova uno stemma di Pio XI , esisteva la "porta Angelica", alcuni resti della quale sono visibili incastonati nel muro. Da qui iniziava un tratto di mura, all'incirca lungo la direttrice delle odierne piazza del Risorgimento-via S.Porcari-via Alberico II, che si congiungeva al bastione settentrionale di Castel S.Angelo e che venne abbattuto nel 1888 nell'ambito dei lavori di urbanistica volti a rendere più moderno e fruibile il quartiere di Borgo. Il tratto di mura, invece, orientato verso sud e che costeggia via di Porta Angelica fino a congiungersi con il Passetto, risale al 1929 quando, a seguito del Concordato, vennero fissati i confini tra lo Stato Italiano e la Città del Vaticano. Lungo questo tratto si apre, in corrispondenza di via del Belvedere, la porta di S.Anna, un moderno accesso alla Città del Vaticano. Al termine di via di Porta Angelica vi sono una coppia di fornici aperti per motivi di viabilità da Pio IV nel 1563 e dal Comune di Roma nel 1933, sopra i quali vi sono conservate una serie di lapidi a testimonianza di vari interventi.

CURIOSITA'

Piazza della Citta' Leonina numero 1, nel quartiere popolare e ''papalino'' di Borgo Pio, e' ancora, trent'anni dopo, idealmente l'indirizzo del cardinale Joseph Ratzinger. Nessuno infatti ha piu' abitato nell'appartamento dove l'ex arcivescovo di Monaco-Frisinga ebbe casa da poco dopo il suo trasferimento a Roma, avvenuto il 15 febbraio del 1982. Nella Citta' eterna Ratzinger era stato chiamato da Giovanni Paolo II per assolvere al delicato incarico di prefetto della Congregazione della dottrina della Fede: ruolo che ha lasciato solo per ricoprire quello ben piu' impegnativo di Papa.L'appartamento dove il cardinale Ratzinger ha risieduto ininterrottamente per 23 anni e' oggi vuoto. Nessuno lo ha abitato dopo la permanenza del futuro pontefice. Attualmente vi stanno svolgendo lavori di ristrutturazione da cui forse potrebbe emergere qualche carta o qualche appunto dimenticato dal cardinale nel suo trasferimento all'appartamento pontificio che si trova giusto di fronte la sua vecchia casa, al di la' delle mura vaticane.All'epoca in cui vi abitava Ratzinger, per ovvi motivi di riservatezza, gli interni del civico 1 erano contraddistinti al citofono con i numeri romani. Oggi, unica variazione, sono stati modificati con i piu' semplici numeri arabi.

The Leonine City (Latin: Civitas Leonina) is the part of the city of Rome around which the ninth-century Pope Leo IV commissioned the construction of the Leonine Wall. It is on the opposite side of the Tiber from the seven hills of Rome and was not enclosed within the ancient city's Aurelian Walls, built between 271 and 275. The Vatican City is within the enclosed area, but the Leonine City, containing also the Roman rione of Borgo, is much more extensive than the tiny Vatican City.

The Leonine Wall, which defines the Leonine City, was constructed by Pope Leo IV following the sacking by Muslim raiders of Old St. Peter's Basilica in 846. Built from 848 to 852 as the only extension ever made to the walls of Rome, this three-kilometre wall completely encircled the Vatican Hill for the first time in its history.An abortive start had been made by Leo III, but disturbances in the city had suspended work, and the Romans dismantled the sections that had been begun and used them in private constructions. Pope Leo IV used his estate workers, inhabitants from the surrounding countryside, Saracens captured after the sea battle of Ostia in 849 and funding from an imperial Frankish donation, to construct the wall, which ran in an enclosing U-shape from the riverbank at Hadrian's Mausoleum, soon to be Christened the Castel Sant'Angelo, up the slopes of the Vatican hill encircling the basilica and descending again to the river. The walling was constructed of tuff and tiling, forty feet high, with 44 strong towers at bowshot intervals. The massive round corner tower that still crowns the Vatican hill has its origins in this construction campaign.

Three new gates gave access to the newly enclosed Borgo. Two were in the stretch of wall that led back from the Castel Sant'Angelo: a small postern gate behind the fortified Mausoleum, called the Posterula S. Angeli and later, from its proximity to the Castello, the Porta Castelli, and a larger one, the principal gate through which emperors passed, near the church of St. Peregrino, called the Porta Peregrini, later the Porta S. Petri. A third gate opened the Leonine City to the rione of Trastevere. A festival celebrated the official completion of the walling, 27 June 852.

In addition, chain towers were built along the Tiber river to repel Saracen assaults by water.

In 1083, after refusing to crown Henry IV as the next Holy Roman Emperor, Pope Gregory VII found himself under siege within the Leonine City. After Henry took the city, Gregory fled to Castel Sant'Angelo. Gregory attributed the loss of the Leonine City to famine and negligence and not so much to "the courage of Henry's men".

Later, more extensive circumvallation was effected under Pope Pius IV (reigned 1559 — 1565), when Leo's walling was broken in places. Three further gates had been opened in the walls.

In 1870, when the military forces of the Kingdom of Italy captured Rome, overthrowing what was left of the Papal States, the Italian government intended to allow the pope to keep the Leonine City as a small remnant Papal State. However, Pope Pius IX would not agree to that arrangement, and thus there was a 59-year standoff, when the Popes were a "prisoner in the Vatican",[10] settled in 1929 by the Lateran Treaty, which recognized the sovereignty and independence of the Vatican City.

Die Leoninische Mauer ist eine mittelalterliche Befestigungsanlage, die den römischen Stadtteil Borgo und einen Großteil der Vatikanstadt umfasste. Überreste der Mauer befinden sich im westlichen Teil des in Rom gelegenen Kleinstaates auf dem Vatikanischen Hügel innerhalb der Vatikanischen Gärten. Die Leoninische Mauer bildet heute nicht mehr die äußere Grenze der Vatikanstadt; sie liegt innerhalb der heutigen Stadtmauer.

Die Mauer wurde Mitte des 9. Jahrhunderts, als der Vatikan noch außerhalb der alten aurelischen Stadtmauer Roms lag, unter der Herrschaft von Papst Leo IV. (790–855) errichtet. Sie sollte vor weiteren Angriffen durch die Sarazenen schützen, welche 846 die vor der Stadtmauer liegenden Kirchenschätze geplündert hatten. Eine Karolingische Sondersteuer finanzierte in der Folge den Bau einer neuen Stadtmauer.

Der Bereich innerhalb der Mauern wird als Leostadt bezeichnet.

La Cité léonine (latin Civitas leonina) est un quartier de Rome que le pape Léon IV avait fait entourer de remparts (le mur léonin) pour défendre la basilique Saint-Pierre contre les incursions musulmanes au IXe siècle.

En effet, la plaine et les collines vaticanes, situées sur la rive droite du Tibre, n'étaient pas comprises dans le territoire protégé par le mur d'Aurélien, composé des sept collines de Rome (toutes située sur la rive gauche), et du Transtévère (rive droite).

La Cité léonine correspond aujourd'hui au Borgo et à la Cité du Vatican. Le mur léonin constitue la seule enceinte médiévale construite à Rome.

Après une première tentative par Léon III, la construction du mur léonin est décidée par Léon IV à la suite du sac de la basilique Saint-Pierre en 846 par les Sarrasins. Il est édifié de 848 à 852, et constitue la seule extension jamais faite au mur d'Aurélien. Pour ce faire, Léon IV utilise les Sarrasins faits prisonniers lors de la bataille d'Ostie en 849, mais aussi nombre de Corses au service de Rome et de la Papauté après la chute de l’empire romain et depuis qu’ils furent accueillis par le Pape (Léon IV), alors qu’ils fuyaient l'île, ravagée par les mêmes Sarrasins. Ces souvenirs sont consignés, jusqu’à la période du Quattrocento, dans cette chronique des actes des Papes, tenue à jour au fil des siècles par les historiens de la Curie, qu’est le Liber Pontificalis: “ [...] de nombreux corses, qui terrifiés par les sarrasins, fuyaient leur propre sol et erraient çà et là en exil, privés de patrie, en vinrent à chercher au plus vite le refuge et le salut auprès du siège apostolique de Rome. [...]” Après avoir écouté leurs nombreuses offres de service, le Pape leur fait répondre : “Si vous vous engagez à mettre à exécution tout ce que vous Nous promettez, Nous vous donnerons des terres que vous pourrez habiter. Vous devrez rester fidèles à Nous-mêmes et à tous Nos successeurs [...]. Citée dans : "L'affaire de la garde corse du Pape". Marc Piazza. Ed. Anima Corsa.

Le mur léonin est inauguré solennellement le 27 juin 852.

Ce premier mur avait un tracé en U : débutant au mausolée d'Hadrien, il montait vers la colline du Vatican pour englober la basilique Saint-Pierre avant de redescendre vers le fleuve. Haut de 12 mètres et long de 3 km, il était percé de trois portes : à l'ouest près du mausolée (posterula Sancti Angeli), au nord près de l'église San Pellegrino (Porta Sancti Peregrini, puis Porta Viridaria et Porta Sancti Petri), et au sud vers le Transtévère (Posterula Saxonum puis Porta Santo Spirito).

De retour d'Avignon, les papes considérèrent la cité léonine comme plus facile à défendre que le Latran, en particulier du fait du château Saint-Ange. Les murs sont alors régulièrement restaurés et renforcés. Cependant, le sac de Rome de 1527 montra l'insuffisance de ces murailles et leur inefficacité face à l'artillerie nouvelle. Paul III décida en 1523 de construire une nouvelle fortication bastionnée conçue selon les principes modernes. D'abord dirigés par Antonio da Sangallo le Jeune et par Michel-Ange, les travaux continuèrent sous le pontificat de Pie IV, et furent achevés sous celui de Pie V. Cette nouvelle muraille s'écartait considérablement du tracé de l'ancien mur léonin vers le nord.

Additional Hints (Decrypt)

haqre gur pnova cubar

Decryption Key

A|B|C|D|E|F|G|H|I|J|K|L|M
-------------------------
N|O|P|Q|R|S|T|U|V|W|X|Y|Z

(letter above equals below, and vice versa)



 

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