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Italiano
1. Introduzione
Un minuscolo gruppo di case rurali adagiatesi ai piedi della montagna, doveva essere, ai primi tempi, ciò che poi formò la borgata di Ravecchia. La maggior parte della popolazione viveva a Prada, a mezza montagna, circa tre quarti d'ora dal piano. In basso, su quel terreno che nei tempi più lontani le grandi alluvioni dei torrenti Dragonato e Guasta avevano modellato, la gente di Prada scendeva a coltivare i campi.
Chi si avventura lungo la mulattiera verso i Monti di Ravecchia, non può mancare di sostare ad ammirare la Chiesa di San Girolamo, che sembra essersi ritagliata uno spazio appena sufficiente per guardare il cielo nella verde penombra dei castagni. E dopo la pausa, se quella discreta presenza sacra non ha ancora suscitato domande nel passante, ci pensano i numerosi ruderi che costellano i dintorni a delineare i tratti suggestivi di una vicenda storica ai più ancora ignota e avvolta dal mistero. Chi non è del luogo non sa infatti che chiesa e costruzioni antiche (sì perchè non si tratta di semplici edifici rurali ma di abitazioni innalzate con maestria e scelta accurata di pietrame) sono testimonianza solida e finora incancellata di un robusto insediamento montano da tempo abbandonato.
La fisionomia originaria di questo antico nucleo montano sospinge a immaginare quello che, nelle età più antiche, doveva essere il paesaggio bellinzonese, che conserva ancora oggi tracce di analoghi insediamenti lungo quella fascia intermedia che, per condizioni ambientali e per ubicazione studiata (tra il fondovalle e le stazioni dell'alpeggiatura), si prestava a ospitare decine di fuochi e bocche che con le risorse locali potevano non solo sopravvivere anche nelle più grame stagioni, ma pure garantirsi un'esistenza altrettanto dignitosa di coloro che vivevano negli abitati del fondovalle. Aragno di Arbedo, Sassa di Gorduno, le molteplici frazioni montane di Montecarasso, disposte attorno alla chiesa di S.Bernardo e quelle di Sementina che sorgono nelle vicinanze di S.Defendente: località, queste, tutte attestate con la loro fisionomia nei documenti medievali, che paiono sorvegliare dalle alture il borgo fortificato di Bellinzona, in cui il visitatore attento può scorgere relitti di edifici abbandonati da secoli e quasi soffocati dalla vegetazione, oppure moderne residenze estive piantate su residui di precedenti costruzioni.
Questa costellazione di nuclei montani in area prealpina, questa geografia della presenza umana insegna che alle interpretazioni ricorrenti - mutate perlopiù da una visione semplificata della complessità storica - di gente costretta a fuggire dall'aria malsana della pianura e da orde barbariche assassine, è preferibile una visione di persone che hanno saputo (con la saggezza e la tenacia che accomunano contadini e alpigiani) occupare spazi di territorio dove non mancavano possibilità di sopravvivenza e dove edificare luoghi di abitazione in grado di ridurre la distanza tra i campi della pianura e i pascoli e le foreste a quote più elevate.
2. A proposito del cache
Con mezzi propri: partendo dal posteggio Pianello, il sentiero con 100 m di dislivello è percorribile in meno di 30 minuti a piedi.
Con mezzi pubblici: dall'Ospedale San Giovanni di Bellinzona-Ravecchia, il sentiero con 300 m di dislivello è percorribile in 45 minuti.
3. Informazioni supplementari
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Partendo dalla stazione FFS di Bellinzona, l'Ospedale San Giovanni è raggiungibile facilmente con i mezzi pubblici (Linea 5).
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Presso il parcheggio Pianello c'è un bel parco giochi nel bosco.
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Per chi non ama strette stradine di montagna con, a tratti, scarsa visuale, consigliamo di partire dall'Ospedale San Giovanni di Bellinzona-Ravecchia.
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I percorsi si svolgono su sentieri di montagna marcati: si consigliano calzature adatte.
Auguriamo a tutti una bella passeggiata e buon divertimento nella ricerca!
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Deutsch
1. Einleitung
Ein winziges Grüppchen ländlicher Häuser, eingenistet am Fusse des Berges – das wird ursprünglich der Kern dessen gewesen sein, was später zum Quartier Ravecchia wurde. Der grössere Teil der Bevölkerung lebte in Prada, auf halber Höhe des Berghangs, etwas dreiviertel Stunden Fussweg über der Ebene. Die Bewohner von Prada stiegen jeweils dort hinunter, um auf dem Kegel, den in längst vergangenen Zeiten die Hochwasser der Bäche Dragonato und Guasta in der Form eines Fächers abgelagert haben, ihre Felder zu bestellen.
Wer sich auf eine Wanderung auf dem Saumpfad in Richtung Monti di Ravecchia einlässt, muss unbedingt bei der Kirche des Heiligen Hieronymus (San Girolamo) einen Halt einlegen, um das Gotteshaus zu bewundern, das gerade knapp die notwendige Lücke in den Halbschatten der Kastanienbäume geschnitten hat, um in den Himmel blicken zu können. Und wenn der heilige Bau den Betrachter nicht schon genügend nachdenklich gestimmt hat, so werden dies die zahlreichen Ruinen tun, die den Weg säumen. Sie zeichnen die Umrisse eines historischen Geschehens, das noch weitgehend unerforscht und von Geheimnis umwittert ist. Der Ortsfremde weiss nicht, dass die Kirche und die Gebäude (keineswegs nur einfache Hütten, sondern aus zielbewusst ausgewähltem Gestein meisterhaft erbaute Wohnhäuser) bisher unangetastete und solide Zeugen einer blühenden, doch vor langer Zeit verlassenen Bergsiedlung sind.
Was heute von dieser alten Bergsiedlung zu sehen ist, lässt uns erahnen, wie die Landschaft um Bellinzona in der Frühzeit aussah. Noch heute gibt es Spuren ähnlicher Siedlungen entlang des Geländebandes zwischen dem Talgrund und den Alpen, welches dank günstigen Umweltbedingungen und kluger Nutzung seiner Vorteile Dutzende von Haushalten und Hunderte Mäuler ernähren konnte. Die vorhandenen Ressourcen erlaubten nicht nur ein Überleben selbst in der härtesten Jahreszeit, sie boten auch Lebensbedingungen, die nicht weniger menschenwürdig waren als jene der Talbewohner. Aragno oberhalb Arbedo, Sassa bei Gorduno, die vielen Fraktionen am Hang über Montecarasso, die sich um die Kirche von San Bernardo gruppieren ebenso wie jene von Sementina um die Kirche von San Defendente – all diese Örtchen sind auf mittelalterlichen Abbildungen zu sehen, und sie scheinen von ihrer erhöhten Lage aus die befestigte Stadt Bellinzona zu überwachen. Die längst verlassenen Überreste, die der aufmerksame Besucher heute entdecken kann, sind von der Vegetation beinahe überwuchert oder verborgen unter modernen Sommerhäusern, die auf den alten Fundamenten errichtet sind.
Die Art, wie diese Siedlungen angelegt wurden, und die Örtlichkeiten, welche die Bewohner gewählt haben, zeigen, dass die gängige, allenfalls von einem vereinfachenden Geschichtsbild beeinflusste Vorstellung, dass die Siedler vor der ungesunden Luft der sumpfigen Ebene und vor barbarischen Mörderbanden geflohen seien, weniger wahrscheinlich ist als das Bild von weisen und hartnäckigen Bergbauern, welche es verstanden haben, ein Gelände zu nutzen, das Überlebensmöglichkeiten bot, und das darüber hinaus in günstiger Distanz zwischen den Feldern der Ebene und den hochgelegenen Alpweiden liegt.
2. Zum Cache
Mit eigenen Mittel: Wenn man vom Parkplatz Pianello loszieht sind die 100 Meter Höhendifferenz in weniger als 30 Minuten zu Fuss zu schaffen.
Mit öffentlichen Verkehrsmitteln: Vom Spital San Giovanni in Bellinzona-Ravecchia ausgehend, benötigt man für die 300 Meter Höhendifferenz etwa 45 Minuten.
3. Zusätzliche Informationen-
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Beim Parkplatz Pianello hat es im Wald einen Kinderspielplatz.
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Denjenigen die schmale und unübersichtliche Bergstrasse nicht lieben wird empfohlen beim Spital San Giovanni in Bellinzona-Ravecchia zu starten.
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Die Wanderung wickelt sich auf markierten Bergpfaden ab: es ist ratsam, entsprechende Schuhe zu benützen.
Wir wünschen allen einen schönen Spaziergang und viel Spass beim Suchen!
FTF, 24.10.09, swiss.chris
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