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la riserva
naturale della bolla di san martino è un’area protetta di
notevole importanza, tanto da essere iscritta in ben due inventari
federali, quello delle paludi e quello dei siti di riproduzione di
anfibi entrambi di importanza nazionale. si estende su una
superficie di pressappoco 7 ettari all’interno di una piccola
conca ai piedi della collina che sovrasta l’abitato di vezia
ed è composta da un interessante mosaico di ambienti naturali tra i
quali spiccano: il bosco, la zona umida (palude), i ruscelli e le
zone aperte (prati e siepi).
la maggior
parte della riserva è ricoperta da bosco, un’importante area
di alimentazione, svernamento e rifugio per molte specie di anfibi
che si riproducono nello specchio d'acqua. nella parte centrale si
tratta di raggruppamenti forestali umidi (ontano nero, frassino e
frangola comune) mentre le pendici circostanti sono occupate da
selve e cedui castanili.
il cuore
della riserva è costituito dalla palude, formata da una variegata
moltitudine di piccoli specchi d’acqua alternati a cespi di
grandi carici e sfagni. a monte un ruscello temporaneo assicura
l’apporto d’acqua principale mentre a valle un
terrapieno rallenta il prosciugamento del biotopo. in passato la
conca era occupata da un laghetto. la vegetazione acquatica che lo
ha colonizzato ha innescato un lento processo di interramento, che
ha raggiunto oggi una fase molto avanzata.
all’interno della riserva sono presenti
alcuni piccoli ruscelli e canaletti, attorno ai quali localmente si
è sviluppata una rigogliosa vegetazione igrofila (erbe alte e prati
umidi). questi corsi d’acqua, benché in parte temporanei,
rivestono un ruolo importante nel mantenimento
dell’equilibrio idrologico della palude e offrono un habitat
ideale per la riproduzione della salamandra. oltre ad essa, nella
riserva vive un gran numero di specie animali e vegetali, molte
delle quali rare e minacciate.
negli specchi d’acqua si riproducono ben 6 specie di anfibi,
tra queste anche il tritone crestato e il tritone punteggiato
meridionale. quest’ultima specie, assente al nord delle alpi,
è stata osservata in ticino unicamente in una decina di stagni.
nella bolla di san martino è presente con una popolazione
particolarmente numerosa.
tra gli insetti spiccano invece le libellule, che colpiscono
soprattutto per i colori sgargianti, le grandi dimensioni e il volo
rapido e acrobatico.
per quanto
riguarda la vegetazione, la palude è caratterizzata dalla presenza
di alcune specie di grandi cariceti (carice vescicosa e carice
elongata) rare e minacciate, mentre gli sfagni cresciuti nei secoli
passati sono i principali responsabili dello spesso strato di torba
(in parte profondo oltre 2,5 metri) che ricopre il fondo della
palude.
la particolare situazione geomorfologica del biotopo (posizione
all’interno di una conca orientata nord-sud e substrato molto
acido) ha inoltre creato delle condizioni microclimatiche tali da
permettere lo sviluppo di specie vegetali solitamente presenti
unicamente a quote molto più elevate.
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