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torello è
un luogo caratterizzato da piccoli pascoli, da una vecchia masseria
e dalla chiesa omonima, dal quale si gode di una splendida vista
sul lago di lugano. prima di giungervi, percorrendo la strada
sterrata che attraversa il bosco di faggi, si incontra il santuario
della madonna d’ongero che, oltre alla via crucis, offre un
punto d’osservazione in direzione della collina
d’oro.
è verosimile che in origine torello fosse un posto
d’osservazione e che vi fosse una torretta di segnalazione
(da cui deriverebbe il toponimo). il luogo doveva, inoltre,
appartenere ai della torre fin dalla metà del XII secolo circa e
avere inizialmente carattere residenziale.
la chiesa di santa maria assunta e l’annesso monastero furono
fondati dal vescovo di como, guglielmo della torre, originario di
mendrisio, e la solenne cerimonia della consacrazione si tenne alla
sua presenza nel 1217.
il monastero di torello, dove presero dimora monaci
dell’ordine agostiniano, estendeva i suoi diritti su numerose
terre vicine: a grancia aveva il deposito del grano e possedeva
terreni a carabbia, pazzallo, figino e bioggio. le rendite
garantivano il mantenimento della comunità monastica.
il convento venne in seguito soppresso con decreto pontificio nel
1389, ma due monaci vi rimasero fino al 1398, cioè fino alla loro
morte. successivamente, per decreti e concessioni papali e
vescovili, la prepositura di torello venne destinata al capitolo di
san lorenzo di lugano, il cui collegio canonicale ne entrò tuttavia
in possesso effettivo soltanto nel 1578, grazie alla bolla di papa
gregorio VII.
nel 1586 i magistrati ed il popolo di lugano inoltrarono al papa
una richiesta per ottenere che le rendite di torello, insieme a
quelle degli umiliati di sant’antonio in lugano, potessero
essere utilizzate per fondare un collegio, da affidare ai gesuiti,
per l’istruzione della gioventù del luganese. non avendo i
gesuiti accettato, vennero invece i somaschi che ottennero così la
prepositura di sant’antonio nel 1598 e quella di torello nel
1621. nel corso dei secoli questo insediamento divenne così una
masseria rimasta in gestione ai somaschi fino al 1853, quando venne
messa all’asta ed acquistata da una famiglia milanese, i cui
discendenti sono gli attuali proprietari.
la chiesa è un edificio romanico, con la facciata in porfido rosso
e il portale con due eleganti colonnine coronate da capitelli
corinzi. alcuni affreschi decorano la lunetta e tra quelli che
decorano i lati del portale quello a destra in cui compare s.
cristoforo con gesù sulla spalla è ritenuto fra i più antichi di
tutto il canton ticino. l'interno è a navata unica disposta su due
livelli, lungo le pareti i lacerti di affreschi inquadrati da fasce
ornamentali appartengono ad un autore diverso da quello che ha
dipinto la facciata, per la rozzezza della linea probabilmente
antecedente. al centro della navata nella parte superiore della
chiesa e situata la tomba del vescovo guglielmo della torre. il
coro è quadrangolare, sull'altare una tela cinquecentesca piuttosto
rovinata raffigura l'assunta. a sud del coro un'apertura immette
nell'abside dell'antica cappella del secolo X-XI, trasformata in
seguito in sacrestia.
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