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Ecomuseo Adda di Leonardo #2: il ponte San
Michele
Percorso
Naturalistico - culturale alla scoperta delle impronte Leonardesche
nello straordinario contesto paesaggistico del medio corso
dell'Adda.
Questa cache è parte di una serie posizionate sul percorso
dell' Ecomuseo Adda di Leonardo e sono tutte raggiungibili a
piedi o in bicicletta ( in alcuni casi gli ultimi metri sono
percorribili solo a piedi). Il percorso si snoda per la
maggior parte su strada sterrata in piano ed è percorribile in
tutte le stagioni.
Il ponte di San Michele, progettato dall’ingegnere
svizzero Jules Röthlisberger (1851-1911) e realizzato nel 1889
dalla Società Nazionale Officine di Savigliano, è lungo 266 metri,
e si eleva a 85 metri al di sopra del livello del fiume. È formato
da un’unica campata in travi di ferro da 150 metri di corda
che sostiene, tramite 7 piloni sempre in ferro,
un’impalcatura a due livelli di percorribilità, il primo
ferroviario e il secondo (6,3 metri più in alto)
stradale. Attenzione, la cache è nascosta lungo l'alzaia che fiancheggia
il fiume Adda.
Per arrivare al
parcheggio:
giunti a Paderno d’Adda,
nelle vicinanze del Ponte di San Michele, si può imboccare la
ripida ma agevole strada asfaltata che, passando accanto al
monumento degli Alpini, scende al
fiume.
Naturalistic
trail - the cultural discovery of Leonardo's fingerprints in
the extraordinary landscape of
the middle course of the Adda
river.
This cache is part of a series located
in the path of "Ecomuseum Adda of
Leonardo"
The Bridge of San Michele, designed by Swiis engineer
Jules Röthlisberger (1851-1911) and
built in 1889 by the Società Nazionale Officine di
Savigliano, is 266 meters
long and rises 85
meters above the river level. In consist on a
single
span beams ironfrom 150 yards of rope which
supports, trough 7-iron pillars, a scaffold with two levels
of practicability,
the first rail and the second (6.3 meters higher) Street.
Attention, the cache is hidden along
the towpath that runs along the
river Adda. To
reach the parking lot, joints in
Paderno d'Adda, near the Bridge
of San Michele, one can take the paved road
that
passes near the Alpini monument, down to
the river
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Il percorso
dell’Ecomuseo
Adda di Leonardo, percorribile a piedi o in bicicletta,
inizia alla “porta” nord, al traghetto
di
Leonardo
che collega Imbersago a Villa d’Adda
attraversando il fiume Adda. Si segue la
strada
sterrata per
giungere alla diga
di Robbiate
costruita per alimentare il
canale Edison.
Per sfruttare il salto fra i due livelli, a monte e a valle della
diga, fu realizzata la centrale
Semenza.
Dal fiume si vede il
ponte
San Michele
di Paderno d’Adda, un arco di ferro
proteso da sponda a sponda.
Poco a valle del ponte, una seconda diga, realizzata con lunghe
aste di legno dette panconcelli (diga di Poiret), origina
il naviglio
di Paderno.
Ai Tre
Corni ha
inizio il tratto degli “scorci leonardeschi”. Qui,
Leonardo pensava di realizzare lo sbarramento dell’Adda da
cui far partire il naviglio. Affacciandosi sul fiume, si possono
ammirare i tre massi erratici. Dopo quasi un chilometro
dall’incile, appare la conchetta,
il primo degli 8 salti compiuti dal naviglio di Paderno. Dopo la
conchetta, il naviglio resta praticamente asciutto, a parte alcune
infiltrazioni naturali. L’Adda, invece, procede fra balze e
dirupi, generando ampi bacini, più avanti troviamo la Conca
Vecchia il
primo dei due salti previsti dall’architetto Giuseppe Meda
per aggirare, in sponda milanese, le rapide. Le risorgive che
sgorgavano naturalmente dal terreno sono all’origine del nome
dato al terzo salto: Conca
delle Fontane.
Nei pressi sorge lo
Stallazzo,
un tempo stazione per il ricovero e il cambio dei cavalli che,
risalendo l’alzaia, rimorchiavano controcorrente i barconi,
oggi è punto di sosta e informazioni per i visitatori. Secondo il
progetto dell’architetto Meda, la Conca
Grande
coincideva con il punto terminale del naviglio, che
qui restituiva le sue acque all’Adda. Fra la Conca delle
Fontane e la Conca Grande, una scalinata porta in cima allo sperone
su cui sorge il Santuario
della Madonna della Rocchetta.
Accanto al Santuario è stato scoperto un sito archeologico. Di
fianco alla
Conca
di Mezzo sorge
uno dei piccoli fabbricati che fanno parte del sistema ideato dallo
svizzero Wyttenbach e realizzato agli inizi del ’900 per la
produzione di energia. Prima che le acque dell’Adda venissero
sfruttate dale centrali elettriche, furono a lungo impiegate per
azionare i mulini che, all’epoca in cui ripresero gli scavi
per la costruzione del canale, numerosi s’affacciavano lungo
le due sponde. La centrale
Bertini di
Porto d’Adda, realizzata nel 1898, fu costruita dalla società
Edison per rifornire di energia elettrica Milano. La
centrale
Esterle di
Cornate d’Adda, dall’architettura monumentale che
richiama il rinascimento lombardo, fu realizzata nel 1914 per
soddisfare la richiesta crescente di energia. Proseguendo si arriva
a Trezzo sull’Adda, ‘Città d’arte’ dal
notevole patrimonio architettonico. Il Castello
Visconteo fu
costruito nella sua attuale conformazione da Bernabò Visconti nel
1300 sull’impianto di una Rocca che risalirebbe alla Regina
Teodolinda. All’interno del Castello c’è un centro di
documentazione sui ritrovamenti longobardi, fra i più importanti
d’Europa, venuti alla luce a Trezzo nel 1976/1978 e nel
1990/1992. Sulla riva del fiume si affaccia la centrale
Taccani (ora
di proprietà Enel) monumento d’archeologia industriale,
tuttora in funzione (la centrale è aperta alle visite guidate ogni
prima domenica del mese). Uno sperone di roccia, sotto il ponte
autostradale, ricorda l’antica derivazione del naviglio
Martesana
realizzato tra il 1457 e il 1463 per favorire il
commercio sull’Adda. Proseguendo lungo l’argine si
arriva al Santuario
della Divina Maternità,
con l’annesso convento dei Carmelitani Scalzi (1642) di
Concesa, situato ai piedi di uno sperone roccioso, a picco sul
fiume, sopra il quale si trova villa
Gina,
sede del Parco Adda Nord. ........ l'itinerario prosegue ancora per
alcuni chilometri seguendo l’alzaia lungo il naviglio fino a
giungere alla porta Sud a
Cassano.
Fonte
http://www.addadileonardo.it/
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