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Il cache è suddiviso in due stage, nascosti dentro due cavità artificiali.
Si tratta di vere e proprie grotte, scavate a mano nell'arenaria poco cementata della formazione sabbie di Imola.
Sono siti di interesse archeologico (alcune scritte risalgono al 1600) purtroppo ignorati dalle autorità, che dovrebbero invece valorizzarli e tutelarli. Abbiate il massimo rispetto. E' assolutamente vietato intaccare, danneggiare o venire in contatto in qualsiasi modo con le pareti. Fate estrema attenzione a dove mettete mani e piedi. L'unica cosa che è consentito prendere è qualche foto, senza disturbare i pipistrelli con il flash. Rispettate tutta la fauna, è molto delicata. Evitate di cercare questo cache in inverno: la strada per raggiungere questi posti sarà quasi impraticabile (T=5) e rischiate di svegliare i pipistrelli dal loro letargo.
La grotta di partenza ha passaggi un po' stretti, non è adatta a chi soffre di claustrofobia. Potrebbero esserci insetti e animali di vario tipo in grosse quantità.
Non servono attrezzature particolari, ma è OBBLIGATORIO avere un casco, una buona fonte di illuminazione (preferibilmente sul casco) ed essere almeno in 2 (mai andare da soli in una grotta).
E' richiesta particolare atleticità e saper arrampicare in sicurezza per raggiungere il final. Avere una corda e un imbrago potrebbe far comodo (dipende dalla strada che farete) ma non è necessario.
Per qualsiasi dubbio contattatemi prima di andare alla ricerca così vi lascio anche il numero di telefono.
Prima di partire dite sempre a qualcuno dove andate.
Le coordinate portano all'ingresso delle grotte. Il primo stage è un micro non visibile, aiutatevi con hint e spoiler se necessario. Il final invece è uno small piuttosto grande e soprattutto visibilissimo, basta andare in fondo alla cavità per vederlo.
La ricezione GPS è scarsa, le coordinate hanno un errore che potrebbe superare facilmente i 10 metri.
Cogliete l'occasione per osservare la roccia in cui sono state scavate le grotte. E' un'arenaria di ambiente litorale-deltizio depositatasi circa un milione di anni fa. Si può vedere chiaramente la stratificazione incrociata a basso angolo tipica della battigia, soprattutto seguendo i rari e sottili livelli di ciottoli. Chissà, forse su quella battigia hanno camminato i nostri antenati. Seguendo il sentiero che porta al primo stage, dopo circa 100 metri si arriva ad un arco naturale molto bello che merita una visita e magari qualche foto.
Nella prima cavità ho radunato un po' di rifiuti e ho portato via diverse bottiglie. E' un'ottima occasione per fare un po' di CITO e ridonare alla grotta la sua bellezza originaria.