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Italiano
1. Introduzione
Il percorso che da Biasca si addentrava nella Valle di Blenio, giunto ad Olivone si biforcava: in direzione ovest proseguiva per il Passo del Lucomagno, in direzione nord si addentrava nella strettissima gola del Sosto, solcata dal fiume Brenno, ne seguiva il versante orientale per raggiungere la Val Camadra e il Passo della Greina. Questo collegamento garantiva i rapporti con gli abitanti di Campo Blenio e di Ghirone e nel Medioevo ebbe una certa importanza, se non commerciale almeno militare, come sembrerebbero testimoniare i resti di una torre circolare, d'età presumibilmente longobarda, situati nei pressi di Campo Blenio e di un castello, detto di Brescia, che si trova all'imbocco della gola.
Se poco sappiamo, comunque, dei trascorsi strategici di questa via, più note sono le vicende che riguardano il suo uso locale. Sappiamo, infatti, che i contadini di Semione, villaggio situato all'imbocco della Valle di Blenio, avevano acquistato l'alpe di Diesrut, in territorio grigionese, oltre il Passo della Greina. Durante i loro stagionali spostamenti, i semionesi dovevano affrontare un viaggio che durava più di due giorni per raggiungere con il bestiame il loro alpeggio: una transumanza rituale la cui pratica si protrasse per circa 600 anni. Dai documenti sappiamo che il comune di Olivone concedeva ai pastori di pernottare sul proprio territorio esattamente all'ingresso della gola, che era più prudente affrontare alla luce del giorno. Il transito, infatti, era molto complicato e rischioso. Data la natura della gola, interamente esposta a frane e cadute di sassi, gli incidenti, anche tragici, erano frequenti.
I valligiani si rivolsero regolarmente alle autorità cantonali invocando una strada migliore, ma le difficoltà tecniche da affrontare erano rilevanti. Solo verso la fine dell'Ottocento si trovò la soluzione al problema. Data l'impossibilità di realizzare una strada sicura lungo il vecchio tracciato, si decise di spostarlo in sponda opposta, fendendo la viva roccia del massiccio della Töira che qui ha delle parteti perfettamente verticali.
La realizzazione del progetto, elaborato nel 1888 dall'ingegnere Ferdinando Gianella, si mostrò immediatamente difficoltosa. La natura del luogo, pressoché inaccessibile, rese impossibile uno studio preliminare più dettagliato e di conseguenza si dovette procedere a consistenti modifiche del tracciato originario nel corso stesso dei lavori: venne aumentato il numero delle curve per modificare le pendenze, le rientranze furono maggiorate per creare gallerie più riparate in quanto la roccia si dimostrò più friabile del previsto. Le modifiche apportate comportarono, logicamente, ritardi nel completamento dell'opera e un notevole aumento dei costi che alla fine furono di 134'575 franchi, una somma consistente per l'epoca.
Terminata nel 1891 e realizzata a suon di mine, la strada segnò il definitivo abbandono della vecchia mulattiera della quale, per il prolungato abbandono e per i danni provocati dalla natura, non resta praticamente traccia.
Con le nuove esigenze dettate dall'aumento del traffico automobilistico, nel 1907 furono apportate delle migliorie: il raggio delle curve venne ampliato, il fondo allargato e selciato. Ma il nuovo manufatto non risolse i problemi viari: scavata in parteti di roccia praticamente verticali era soggetta a cadute di massi dall'alto e, durante i mesi invernali, veniva completamente sommersa da nevi e ghiacci tanto che i collegamenti con Campo Blenio potevano essere ripristinati solamente scavando delle vere e proprie gallerie nella compatta massa nevosa. Nonostante le difficoltà, la strada del Sosto rimase in uso fino alla fine degli anni Cinquanta del secolo scorso quando, in seguito alla realizzazione della galleria stradale tra Olivone e Campo Blenio per i lavori di costruzione della diga del Luzzone, venne abbandonata dal traffico automobilistico. Oggi questo stupendo e impressionante oggetto è stato integrato nella rete escursionistica, ma nel percorrerlo si sente ancora un profondo senso di inquietudine.
"Le vie di comunicazione storiche del Canton Ticino", IVS
Con una spesa di 342'000 franchi la vecchia strada del Sosto è stata recentemente risanata e, con l'inaugurazione avvenuta l'8 luglio 2007, il sentiero è stato messo a disposizione di escursionisti e mountain biker.
2. A proposito del cache
Questo multi ti porta alla locazione finale attraverso il ritrovamento di 5 punti intermedi ripartiti su un percorso di 2,5 km con 250 metri di dislivello: il percorso è fattibile in circa un'ora.
Nella gola la ricezione è pessima, ma con le indicazioni date, e con l'hint per il finale, non dovrebbero esserci particolari problemi.
3. Informazioni supplementari-
Pronti? Si parte!
Punto 1: N 46º 31.791 E 008º 56.200
Ma guarda quante mete! Osserva i cartelli e annotati il numero bianco su campo verde riguardante un sentiero di montagna.
Numero bianco = A
Punto 2: N 46º 31.950 E 008º 56.125
All'ombra di alcuni alberi qui trovi una barriera e due cartelli di forma:
1 - triangolare e quadrata
2 - quadrata e rotonda
3 - rotonda e triangolare
Forma del cartello = B
Punto 3: N 46º 32.104 E 008º 56.344
Sfrutta la sosta con vista panoramica per annotarti il numero delle assi rosse.
Numero assi = C
Punto 4: N 46º 32.304 E 008º 56.437
Eccoci all'inizio della tratta più spettacolare della gola. Prima di proseguire guarda cosa vedi nelle vicinanze:
2 - una marcatura sentiero bianco/rosso
3 - una panchina
4 - un palo
Numero di quanto visto = D
Per il prossimo punto non preoccuparti troppo delle coordinate imprecise e del GPS ballerino, tanto non puoi mancare l'obiettivo!
Punto 5: N 46º 32.661 E 008º 56.357
Conta i tondini di ferro verticali e orizzontali che costituiscono l'inferriata della cappelletta e dividi il numero trovato per due.
Numero dei tondini di ferro orizzontali e verticali / 2 = E
Adesso hai tutti i dati che ti servono: prendi posto sulla vicina panchina, ascolta il fragore dell' acqua e godendoti la freschezza del luogo determina le facili coordinate del nascondiglio.
Verifica dei dati: A+B+C+D+E = 24
Il cache finale si trova a:
N 46º 32.AEC E 008º 56.BDD
Auguriamo a tutti una piacevole passeggiata e buona fortuna nella ricerca!
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