
In dialetto locale l'òra è l'ombra, ma anche il vento freddo di tramontana che soffia da nord portando freddo e maltempo.
I Balzi dell'Òra è il vertiginoso crinale nord del Corno alle Scale: un sentiero bellissimo, ripido, vertiginoso, affacciato da tutti i lati sul vuoto. Verso est guarda la valle del Reno con oltre mille metri di strapiombo e verso ovest solo qualche centinaio di metri sulla Valle del Silenzio, il punto di partenza di molte ascensioni alpinistiche invernali, e verso sud, in alto, sulla vetta, Punta Sofia con la caratteristica croce di alluminio visibile a chilometri di distanza.
I Balzi dell'Òra è tra i più caratteristici sentieri dell'Appennino e non è da sottovalutare: in caso di maltempo rinunciate: possono soffiare venti ad oltre cento chilometri orari mentre si è in equilibrio su di un sottile crinale, si possono scatenare temporali con grandine e fulmini; in caso di tempo stabile la salita è però grandiosa, ricca di emozioni e suggestioni, di panorami, di fioriture rarissime che esplodono in tarda primavera lungo questi giganteschi gradini di arenaria.
Trovato il cache rilassatevi scattando una foto ricordo con la macchina usa e getta che pubblicherò finito il rullino. Per favore non rimuovete la fotocamera...
Dopo aver procurato una carta dei sentieri e dei rifugi della zona consiglio di partire dal laghetto del Cavone (WP Trailhead) e percorrere i sentieri 337 e 129 in salita attraversando la Valle del Silenzio, scalando i 600 metri di dislivello fino a Punta Sofia, dopo aver visitato Il Castelliere GC3T2NG. Il ritorno, più agevole, può essere fatto lungo il sentiero 335 a NW dalla croce fino al rifugio Le Rocce, di nuovo alla Valle del Silenzio ed infine al Cavone.
Esistono anche molte altre alternative per allungare il percorso e raggiungere altri cache in quota come raggiungere lo storico Rifugio Duca degli Abruzzi e poi di nuovo al Cavone.
Attenzione: anche se non serve attrezzatura alpinistica si tratta di un sentiero EE (escursionistico per esperti) ed il cache non è raggiungibile in inverno. Divertitevi, ma state attenti: gli Appennini non sono mai da sottovalutare, possono verificarsi situazioni meteorologiche estreme anche in estate. In caso di necessità il soccorso alpino è contattabile tramite il numero 118.
[ENG, Google translate...]
In dialect the òra means: shadow or the north wind that brings cold and bad weather.
The Balzi dell'Òra is the vertiginous ridge north of Corno alle Scale: a beautiful trail, steep, facing on all sides over the void. East view of the Reno Valley with over a thousand meters sheer; to the west view only a few hundred meters on the Valley of Silence, the starting point of many winter ascents; south view, high up on top, Punta Sofia with aluminum cross visible from miles away.
The Balzi dell'Òra is among the most characteristic paths of the Apennines and is not to be underestimated: in the event of bad weather, give up: the wind can blow at over one hundred kilometers an hour while you are balancing on a thin ridge, on can trigger thunderstorms with hail and lightning. In case of stable weather, the climb is however grand, full of emotions, landscape and rare blooms in late spring along these giant sandstone steps.
Found the cache unwind by taking a souvenir picture with the disposable camera that I will publish the finished film. Please do not remove the camera ...
With a map of trails I recommend starting from the lake Cavone (WP Trailhead) and travel the paths 337 and 129 uphill through the Valley of Silence, climbing the 600 meters in altitude up to Punta Sofia, after visiting The Castelliere GC3T2NG. The return, easier, can be done along the path 335 to the refuge Le Rocce, back to the Valley of Silence and finally to Cavone.
There are also many other alternatives to lengthen the course and reach other caches as the historic refuge Duca degli Abruzzi and then back to Cavone.
Warning: even if you do not need mountaineering equipment is a path EE (for experienced hikers) and the cache is not accessible in winter. Enjoy, but beware: the Apennines must never be underestimated, extreme weather can occur even in summer. If necessary, the rescue can be contacted through the number 118.