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Santa Severa 1 Traditional Cache

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Hrundi Silvassa: È tempo di cominciare ad archiviare l'esperienza santaseverina

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Hidden : 8/14/2012
Difficulty:
2.5 out of 5
Terrain:
1.5 out of 5

Size: Size:   other (other)

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Geocache Description:

Why leaving Rome, city full of treasures (and caches) to explore this area of the coast of “Maremma laziale”?
Perché allontanarsi di 50 km da Roma, città ricca di tesori (e di geocache), per esplorare questa zona del litorale della “Maremma laziale”?

Santa Severa is part of the municipality of Santa Marinella, in the province of Rome. It is a small sea resort on the Via Aurelia, 8 km south of Santa Marinella and 50 km north of Rome, full of almost unknown artistic and archeological beauties.
It takes its name from the 2nd-century Christian martyr. The village includes a small medieval town with a 9th-century castle facing the sea, where the ancient Etruscan port of Pyrgi was once located. The Pyrgi Tablets containing the same text in both Phoenician and Etruscan languages, were found here in 1964.
Nowadays, Santa Severa is one of the favorites places of vacation, especially for roman families with children.
 
 
Santa Severa (che deve il suo nome alla santa cristiana del terzo secolo, che qui subì il martirio) annovera una serie di tesori artistici e archeologici di grande valore, anche se non molto conosciuti dai non addetti ai lavori. Il paese – che è una frazione del comune di Santa Marinella – si è sviluppato vicino al sito dell’antica Pyrgi soprattutto negli anni ‘30 del secolo scorso, quando, per gerarchi fascisti di medio livello, furono edificate, dalla cooperativa 28 ottobre, le ville e i villini di “Santa Severa vecchia”, la zona meridionale dell’abitato, che comincia a circa cinquecento metri a Nord del castello. Ora le ville e i villini sono stati in parte abbattuti per fare posto a dignitosi plurifamiliari; non si è persa, comunque, l’atmosfera tipica di quella parte di Santa Severa, con grandi giardini privati ricchi di vegetazione, anche se la moria delle palme ha fatto, negli ultimi anni, la sua parte. Dalla piazza Roma (la “prima rotonda” per chi sta a Santa severa vecchia, e la “seconda rotonda” per chi sta a Santa severa nuova) parte via Giunone Lucina, arteria principale del paese, che raggiunge, correndo parallela al lungomare, i più nuovi insediamenti della località “Grottini” (costruiti a partire dai primi anni ‘70), dove, finita la spiaggia, comincia una costa frastagliata di scogli che prosegue verso nord-ovest fino a Santa Marinella.
Le giornate, nell’estate santaseverina, sono scandite dalla vita di spiaggia (alla spiaggia libera, ormai sempre più ridotta nelle dimensioni, o nei numerosi stabilimenti che si susseguono lungo il litorale, tra i quali spicca l’Associazione velica e motonautica), dalla vita familiare, dai caffè e dai gelati serali in uno dei 4 o 5 bar. Niente locali, discoteche, vita notturna. Le vacanze a Santa Severa sono essenzialmente vacanze per under 18 o over 65: restano scoperti e circa i cinquant’anni intermedi della vita, a meno di non avere figli o nipoti in tenera età. Il pianto e il riso dei bambini, i giochi delle piccole comitive in bicicletta, le partite a calcetto e gli sport da spiaggia costituiscono i principali divertimenti per i più giovani, cui si aggiungono, per tutti, il Burraco e i giochi di carte nazionali (scopone, briscola, tresette). Santa severa è, insomma, essenzialmente un luogo di vacanza per famiglie romane con figli, perché si presta, per la modesta distanza dalla capitale, a un pendolarismo anche giornaliero. Il paese si riempie soprattutto a cavallo di Ferragosto, periodo in cui i proprietari delle ville che non abbiano affittato (e, in questo periodo di crisi degli affitti per vacanze, sono sempre più numerosi) spendono qui almeno una decina di giorni.
La storia dell’insediamento comincia nell’epoca fenicio-etrusca, in cui Pyrgi è porto legato all’entroterra, in particolare all’antica Caere, in contatto con i mercati di tutto il Mediterraneo centro-orientale. Di quell’epoca (V secolo a.C.) restano le vestigia dei vecchi moli del porto, ormai sommersi dall’acqua, i resti della cinta muraria, le fondamenta del castello. L’insediamento raggiunge il suo massimo splendore sotto Thefarie Velianas (probabilmente signore di Caere e Pyrgi): risalgono a questo periodo le lamine d’oro in lingua etrusca, con traduzione letterale in cartaginese, ritrovate nel 1964 e ora conservate a Roma al museo di Villa Giulia, che hanno consentito di decifrare parzialmente l’etrusco, anche se, come molti altri reperti in quella lingua, si riferiscono soprattutto ad attività rituali e recano per lo più nomi propri o di divinità. Principali vestigia di quel periodo sono i templi, oggi racchiusi nella zona archeologica, in uno dei quali si dice che le sacerdotesse praticassero la prostituzione sacra a Uni-Astarte. Completano il quadro archeologico i (modesti ) resti della cinta muraria e una villa romana ormai sommersa dal mare. Sulle fondamenta etrusco-romane, sorge poi, in epoca medievale, il castello (in larga parte restaurato), una delle più belle fortificazioni costiere del litorale tirrenico, che si distingue per la torre saracena di avvistamento del nono secolo, ancora abitato fino a poche decine di anni fa e attualmente oggetto di polemiche circa la sua futura destinazione ad albergo e centro-congressi.

Additional Hints (Decrypt)

Abg oruvaq n yrns. Aba qvrgeb han sbtyvn

Decryption Key

A|B|C|D|E|F|G|H|I|J|K|L|M
-------------------------
N|O|P|Q|R|S|T|U|V|W|X|Y|Z

(letter above equals below, and vice versa)