Progettato da Pietro Dal Fabro, vi riposano i resti di oltre diecimila caduti, dei quali 5.191 identificati e 5.350 ignoti; tra questi, le salme delle medaglie d'oro Francesco Mignone ed Ernesto Paselli. All'esterno, lungo le siepi di cinta, sono esposti due pezzi di muro provenienti da una casa posta presso la vecchia stazione: su questi i soldati lasciarono le celebri scritte "È meglio vivere un giorno da leone che cent'anni da pecora" e "Tutti eroi! O il Piave, o tutti accoppati!".
Originariamente, qui sorgeva solo un cippo disegnato da Alterige Giorgi con quattro bassorilievi (Allegoria della Vittoria) di Marcello Mascherini. Le sculture sono state risistemate sulle facciate esterne dopo la seconda guerra mondiale, essendo state nascoste dalla popolazione per sottrarle alle distruzioni dei soldati Tedeschi