I.G.E. (Impruneta Geocaching Experience)
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 (not chosen)
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In the centre of Impruneta. Nel centro dell'Impruneta.
The name Impruneta is derived from inprunetis meaning «within the pine woods», and the town is known for its fine production of terracotta (the Florentine “cotto of Impruneta”). The “cotto” is made of local clay and has a red-colored finish: its production includes everything from small tiles to large garden vases and statues. The most important monument of Impruneta is the Sanctuary of Santa Maria. The Basilica dates back to 1060, being probably located over an ancient site of Etruscan times (6th century BC) devoted to the worship of the Waters. It was an important site of pilgrimage during the Middle Ages. The basilica was bombed during World War II and now few of the original decorations can be seen. The façade is preceded by a porch by Gherardo Silvani (1634), built by the Florentine people as a vow for the liberation from the plague, and by a bell tower of the 13th century. The interior has a single nave; the presbytery is flanked by two niches by Michelozzo decorated by Luca della Robbia, housing the relics of the Holy Cross and the Madonna’s image to which the sanctuary is devoted. According the tradition, the image was painted by St. Luke the evangelist. The museum connected to the basilica is home to one of the oldest-known pieces of European patchwork, the so-called Impruneta Cushion, dating from the late 14th or early 15th centuries, which was found in the tomb of the bishop Antonio degli Agli after the church was damaged by a bomb in 1944. From the cache there is a good view on the façade of the Church. L’Impruneta è celebre soprattutto per l’industria della terracotta (il cosiddetto cotto di Impruneta), per la tradizionale Fiera di S. Luca, che si svolge ogni anno alla metà di ottobre, e per la Festa dell’Uva, che si svolge ogni ultima domenica di settembre. Le sue tradizioni risalgono all’epoca etrusca e, successivamente, a quella romana ma l’elemento di maggiore importanza storica del Comune è costituito dal Santuario mariano. Durante il Medioevo Impruneta fece parte di una delle leghe presenti nel contado fiorentino, subendo subì gli attacchi di Firenze con la distruzione della rocca di Montebuoni (XII sec.). Dopo il Medioevo entra a far parte della municipalità del Galluzzo, per poi divenire un comune autonomo nel 1929. All’origine della creazione del suo famoso santuario vi è il miracoloso ritrovamento dell’immagine della madonna, protettrice delle acque. Secondo la leggenda, quando si decise di costruire un tempio in onore della Vergine, le mura che venivano innalzate di giorno si disfacevano durante la notte. Le pietre furono allora caricate su un carro, e quando i buoi si fermarono e si inginocchiarono, si cominciò a scavare, ritrovando la sacra immagine proprio in quel punto. Santa Maria all’Impruneta nasce come pieve, collocata su un antico tracciato viario, molto probabilmente su un insediamento religioso pagano di origine etrusca, dedicato al culto delle acque. Sulla facciata è posta una lapide che ricorda la sua consacrazione avvenuta il 3 gennaio 1059 per incarico di Papa Niccolò II. Fin dalla sua fondazione la chiesa fu sede di un capitolo di sacerdoti; alla pieve furono inizialmente concessi privilegi dal papa Niccolò II, privilegi che vennero confermati nel 1156 al pievano Ugo da Papa Adriano I (e, successivamente da altri papi) e che consistevano essenzialmente nelle decime: i tributi versati dal contado, che costituivano la sua principale fonte di ricchezza. Nel 1340 il pievano Stefano Buondelmonti fondò la Compagnia della Beata Vergine Maria e avviò i lavori di ricostruzione e ampliamento della chiesa che si conclusero alla fine del XIV secolo. Successivamente vi furono molti altri interventi: nel 1591 i Buondelmonti realizzarono accanto alla cripta il proprio sepolcreto e nel 1593 finanziarono i lavori all’interno della chiesa che portarono alla realizzazione di due cappelle ai lati del coro. Il portico in facciata fu costruito nel 1634 su progetto di Gherardo Silvani e tra il 1653 e il 1670 venne sistemata la piazza antistante con la costruzione dei loggiati. Nel 1718 venne realizzata la copertura lignea del soffitto. Il terremoto del 1895 procurò alla chiesa ingenti danni. La chiesa venne bombardata e quasi distrutta nella notte tra il 27 e il 28 luglio 1944. I lavori di restauro diretti dall’architetto Guido Morozzi terminarono nel 1955. All’interno, spiccano i due tempietti gemelli eretti da Michelozzo e decorati da Luca della Robbia. Il tempietto della Vergine (Cappella della Madonna) è quello posto sulla sinistra. È così chiamato perché custodisce la sacra immagine - una tavola del XIII secolo in gran parte ridipinta da Ignazio Hugford nel 1758. Il dipinto originale, attribuito all’evangelista San Luca, era, infatti, assai rovinato e sostanzialmente non più leggibile, cosicché il il Reggente lorenese per la Toscana, il Conte di Richecourt decise di commissionarne il pesante restauro all’Hughford. Per il restauro fu presa a modello la Madonna a mosaico che sta nella scarsella del Battistero di Firenze. Ai lati della sacra immagine sono poste le terrecotte di Luca della Robbia raffiguranti i SS. Pietro e Paolo. Il Tempietto del Santissimo Sacramento è posto sulla destra ed è conosciuto anche come Cappella della Croce. Porta questo nome perché custodisce una reliquia della Vera Croce donata al Santuario da Pippo Spano, un condottiero appartenente alla famiglia degli Scolari, parenti stretti dei Buondelmonti. All’altare presenta una terracotta robbiana raffigurante la Crocifissione con ai lati le statue di San Giovanni Battista e San Romolo.
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