Villa Morosini, Cappello, Battaggia, Lampertico, Vanzo Mercante, Comune di Cartigliano, detta il Palazzo
Nel 1417 il governo veneziano invia a Bassano con la carica di podestà il patrizio veneto Pietro Morosini del ramo di San Silvestro. Inizia così l'interesse della famiglia per il territorio bassanese tanto che Gerolamo Cappello, figlio di Pietro, nel 1480 prende in affitto perpetuo una casa vicino alla chiesa. Lo scopo è commerciale. Infatti tramite il Brenta, che scorre a ovest del paese, arriva dal feltrino e dal trentino legname poi convogliato, sempre via acqua, in laguna.
Nel 1511 durante la guerra della Lega di Cambrai sono incendiate le proprietà dei Morosini, che successivamente edificano le attuali nuove barchesse porticate affrontate. Dopo l'apertura della roggia Bernarda, derivante dal Brenta, i Morosini avviano attività produttive con la costruzione di mulini e di un follo per la lavorazione di panni. Di pari passo va l'incremento dei fondi agricoli.
La mole dell'azienda spinge la famiglia a intraprendere verso il 1580 la costruzione di una nuova villa affacciata a ovest sul brolo realizzato oltre il Brenta e a est sulla corte delimitata dalle barchesse; corte che si prolungava, dopo due peschiere rettangolari, in un vasto giardino.
La nuova villa si presenta come un edificio parallelepipedo, elevato su due piani più i granai, con una sala mediana, e quattro sale simmetriche per lato. Progettista è probabilmente il bassanese Francesco Zamberlan, uno degli ultimi collaboratori di Palladio. Successivamente a metà '600 Piero Morosini incarica l'architetto Antonio Sardi, padre del più celebre Giuseppe, di completare il cantiere. E' quindi probabile che spetti a Sardi il portico su pilastri e la soprastante loggia trabeata a colonne ioniche che circondano la costruzione cinquecentesca. Su entrambe le facciate il settore mediano risulta avanzato e concluso da un attico belvedere con frontone triangolare.
Nel 1661 la villa è ereditata dal patrizio Girolamo Cappello del ramo di San Lunardo. Nel 1786 Cartigliano passa per via dotale ai Battaggia che agli inizi dell'800 vendono ai vicentini Lampertico. Succedono i conti Vanzo Mercante di Bassano che nel 1966 vendono la villa in totale abbandono al Comune di Cartigliano. Nel 1976 sono iniziati i restauri, non ancora del tutto conclusi.
Nel recupero del salone centrale del piano nobile sono emersi sopra le porte gli stemmi dipinti delle famiglie veneziane Cappello, Grimani, Lando, Cornaro Piscopia.
In una sala è conservata una raccolta di stampe antiche.