Si deve al Gruppo Escursionismo Lessinia (http://www.escursionismolessinia.altervista.org/index.html) la pulizia e la riapertura di numerosi sentieri che fino a qualche mese fa erano da anni impraticabili. Quest'estate (2013) è stata inoltre collocata a Cerro Veronese una precisa e fitta segnaletica che rende ancor più allettante l'idea di intraprendere uno dei numerosi itinerari, facili e adatti a tutti.

Abbiamo collocato un cache lungo il sentiero della miniere, uno storico percorso che vi condurrà lungo la val Squaranto (la Pisarota, per i veronesi), lungo stradine e sentieri, sulle tracce e i resti delle miniere di lignite e litantrace, combustibili fossili di modesta qualità e scarso valore, che tuttavia hanno rappresentato una risorsa per la ristretta economia di questa parte della montagna veronese per l'intero periodo che va da fine Settecento al termine della seconda guerra mondiale. Le miniere sono formate da gallerie quasi orizzontali, oggi in gran parte inaccessibili, che s'inoltrano nel sottosuolo.

L'estrazione veniva fatta esclusivamente a mano; per il trasporto non si utilizzavano sofisticati mezzi meccanici ma solo carriole ed una rudimentale teleferica. Alcuni documenti risalenti alla fine del Settecento ci dicono che certo Cavaliere Rivafinoli inviò operai per fare ricerche sulle montagne del veronese e già gli scritti del professor Giuseppe Vismara attestano che il litantrace veronese era tra i più adatti per l'estrazione del gas da illuminazione

ISTRUZIONI
Non è un cache mordi e fuggi...occorre dedicare un po' di tempo a raggiungerlo ma ne varrà la pena. L'ideale è parcheggiare al waypoint indicato, munirsi di scarpe da trekking (infradito o sandali meglio di no...), dirigersi verso contrada Foldruna e seguire le indicazioni per le miniere. Giunti al cache potete rientrare dallo stesso percorso, oppure (consigliato) potete proseguire e arrivare a contrada Lavello (vedi waypoint) da cui si può far ritorno a contrada Foldruna.
