Ce l'ho con l'olio
L'olio d'oliva è un componente essenziale della cucina italiana, non poteva mancare una cache dedicata a questo condimento principe.
L'espressione “Ce l'ho con l'olio” è una popolare battuta fiorentina dovuta al fornaio Giuseppe Lacheri (1811-1864) detto “il Lachera” che la mattina prestissimo si aggirava per il Mercato di San Lorenzo con un vassoio pieno di pan di ramerino e soprattutto schiacciata all'olio e schiacciata con l'uva, gridando a squarciagola:”Ce l'ho con l'olio”, “Ce l'ho con l'uva”, si narra che si affacciò un tizio all'ultimo piano che gli gridò di rimando: “E io ce l'ho con la tu' mamma ***** che ti manda fuori a quest'ora!”.
Questa cache è stata nascosta ai confini del campo in cui ci sono gli ulivi di Fabrizio-i5fzi che tramite il suo olio genuino e biologico ha rallegrato molti event con le sue bruschette.
La bontà di quest'olio è dovuta ad un segreto nella coltivazione degli ulivi tramandato da generazioni della famiglia Cappellini, a cominciare dall'avo Eustorgio Cappellini (Carmignano di Sopra (PO) 1779 – San Dalo Infradito sul Chiodo (AH) 1859) eroe del Risorgimento cui il comune ha dedicato una statua (non molto somigliante per la verità) posta in Piazza dei Martiri del Grande Fratello che lo ritrae nell'eroico gesto di scagliare un'uliva contro l'esercito Austro-Ungarico-Daltonico. Il permalosissimo esercito Austro-Ungarico-Daltonico rispose con una palla da 32 che colpì lo sfortunato Eustorgio sui calli. Il figlio Evaristo (Carmignano di Sotto 1822 – Km.69 della Porrettana 1907) gran bongustaio (a lui si deve il celebre trattato “Epistemologia del sugo di papero nel contesto del tortello di patate” Ed. Soffritto – Borgunto MDCCCLXXXVIII) continuò la fortunata tradizione e fece apporre ai piedi della statua del genitore questa lapide: “AD EVSTORGIO CAPPELLINI INDOMITO FRANGITORE DI VLIVE LVBRIFICATORE DELLA PATRIA – NON FIORI MA FETTVNTE”.