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Le tre chiese Multi-Cache

This cache has been archived.

Zeddicus_Zorander: [english text follows]
Ciao willskymaker,
dopo oltre 30 giorni dalla mia nota non ho ricevuto alcuna risposta né visto alcuna modifica.
La cache viene pertanto archiviata.

Se non lo hai ancora fatto, per favore raccogli ogni eventuale resto della cache al più presto possibile.

Si prega di tener presente che, se una cache è stata archiviata da un revisore per mancanza di manutenzione, non verrà de-archiviata, né lo sarà ai fini dell'adozione (cfr. Linee Guida).


Hi willskymaker,

After more than 30 days from my last note I didn't receive any answer and no action has been done.
The cache is archived.

If you haven't done so already, please pick up any remaining cache bits as soon as possible.

Please remember that, if a cache is archived by a reviewer or staff for lack of maintenance, it will not be unarchived, nor it will be unarchived for the purposes of adoption (see. Guidelines).

Un saluto e buon geocaching,
Zeddicus Zu'l Zorander

Community Volunteer Reviewer for Italy
Geocaching.com | Help Center | Linee Guida | Linee Guida Italiane

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Difficulty:
1.5 out of 5
Terrain:
1 out of 5

Size: Size:   micro (micro)

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Geocache Description:

Questo breve multicache, il primo in assoluto nel Salento, vi permetterà di scoprire tre importanti chiese di Francavilla Fontana.


La prima è la chiesa di Sant'Alfonso, comunemente detta "dei Padri Liguorini, ha una facciata novecentesca che si ispira a motivi rinascimentali. È uno dei monumenti di Francavilla di più remota origine, dato che lo stesso Filippo d'Angiò, nel 1322, volle la costruzione di un convento a breve distanza dal luogo dove stava sorgendo la chiesa della Madonna della Fontana. È anche chiamata "la chiesa d'oro", dato che l'interno a croce latina a tre navate, è particolarmente ricco di stucchi e fregi dorati con oro zecchino, messi in risalto di giorno dalla luce penetrante attraverso i tredici finestroni, e di sera dall'illuminazione elettrica.

La seconda è la chiesa di Santa Chiara, ricostruita nel XIX secolo, dopo l'abbattimento della preesistente chiesa seicentesca alla quale era annesso il convento delle Clarisse, ancora oggi parzialmente visibile lungo via Municipio. La facciata neoclassica presenta un portale architravato con trabeazione orizzontale e due coppie di grandi lesene ioniche, che poggiano su bassi plinti, oltre a due nicchie senza statue che fiancheggiano la parte centrale. Il timpano, triangolare, occupa la parte relativa alla zona centrale della facciata. L'interno è a pianta ottogonale, e presenta un pavimento in ceramica risalente al 1840, oltre a quattro altari a nicchia. Nell'abside, dalla cupola a cassettoni d'ispirazione cinquecentesca, vi è l'altare maggiore sovrastato dalla statua di Santa Chiara. Nella sacrestia, infine, sono conservate le statue portate in processione il venerdì santo durante i Misteri. 

Infine, la Basilica minore del Santissimo Rosario, detta anche chiesa matrice, è la più grande chiesa della diocesi di Oria, ed è il frutto della ricostruzione avvenuta nel 1743, dopo che il terremoto del 20 febbraio dello stesso anno aveva distrutto la primitiva chiesa angioina fondata sul luogo del leggendario ritrovamento dell'immagine della Madonna della Fontana. Infatti, secondo la tradizione, l'origine della chiesa è legata al ritrovamento, vicino ad una fonte nei pressi del Casale di San Salvatore, di un'icona bizantina raffigurante l'immagine della Madonna, avvenuto il 14 settembre 1310 dal principe di Teranto Filippo I d'Angiò. Subito dopo la scoperta dell'immagine, il principe ordinò che intorno a quel luogo si costruisse una chiesa nella quale sarebbe stata conservata l'icona. La facciata della chiesa, barocca, è simile alle romane chiese del Gesù e di sant'Ignazio. Proprio tale richiamo ai canoni culturali romani segna un momento di svolta nella tradizione architettonica salentina, influenzando le cattedrali di Oria e Martina Franca. La cupola, rivestita all'esterno con mattonelle policrome di maiolica, riprendendo la tecnica decorativa napoletana, è la più alta del Salento. L'interno della chiesa presenta un impianto centrale a cupola, a tre navate e con una pianta a croce greca prolungata nell'abside.

WAYPOINT 1

N 40° 31.976 E 017° 34.915

A è il numero di lettere del nome del Largo dal quale si accede alla Chiesa. Una lastra commemora l'arrivo e l'accoglienza di profughi scampati miracolosamente a uno dei terremoti più disastrosi del XX secolo. B è 3 se si tratta del terremoto di Messina e Reggio del 1908, B è 4 se si tratta del terremoto del Friuli del 1976, B è 5 se si tratta del terremoto dell'Irpinia del 1980.

WAYPOINT 2

N 40° 31.956 E 017° 34.929

Da questo punto potete vedere i resti delle strutture conventuali dell'ex monastero di Santa Chiara, oggi sede di un centro artistico culturale. C è il numero di colonne visibili. D è il numero di lettere del nome del centro artistico culturale (senza l'articolo).

WAYPOINT 3

N 40° 31.917 E 017° 34.922

Due statue decorano la facciata della Chiesa Matrice. E è 1 se si tratta dei Santi Cosma e Damiano, E è 2 se si tratta dei Santi Pietro e Paolo, E è 3 se si tratta dei Santi Ambrogio e Carlo. F è il numero di lettere del cognome del celebre pittore di Francavilla che ha eseguito i dipinti che decorano l'interno della chiesa.

CACHE LOCATION

Le coordinate finali del cache sono date da: N 40º 31.(A*B*C+779) E 17º 34.(D*E*F+802)

Un ringraziamento speciale ad Allanon87 per aver creato questo multi-cache

FONTI BIBLIOGRAFICHE

http://it.wikipedia.org/wiki/Collegiata_del_Santissimo_Rosario
http://it.wikipedia.org/wiki/Francavilla_Fontana
Vittoria Ribezzi Petrosillo, Fulgenzio Clavica, "Guida di Francavilla Fontana, la città dei principi Imperiali, a cura di Mario Cazzato, Le guide verdi, Congedo Editore

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