La rocca si presume risalga al XII secolo e fu residenza dei Tempesta, Signori di Noale.
Bellissimo sito, un'isola completamente circondata da una fossa con acqua che scorre copiosa. Una macchina da difesa poderosa ed imprendibile, separata ed autonoma rispetto alla stessa città fortificata.
Manufatto articolato ed interessantissimo, protagonista per due millenni di storia. Ai margini della grande centuriazione romana della fertile area agricola tra la laguna, Padova, Treviso e Bassano. Incrocio naturale dei traffici agricoli già in epoca pre-romana e romana, quindi baluardo al centro della pianura nel contrastare le invasioni barbariche e ancora strategico crocevia nei cruenti intrecci politici medioevali.
Dopo l'abbandono e la completa rovina, da metà ottocento e fino a qualche anno fa, il vuoto interno era adibito a cimitero e questo ha accresciuto ancor più la fama di luogo lugubre e sinistro. Questa atmosfera si respira tutt'ora, anche se le tombe sono state rimosse; rimane qualche lapide storica ed alcuni affreschi.
E questo basta ad evocare macabri presagi, specie se ci si avvicina verso sera oltrepassando in solitudine quella porticina d'ingresso dalla punta gotica e ci si sofferma al centro, vuoto, di quella cortina di mura in rovina.
Oggi, in parte restaurata, si presta a piacevoli passeggiate lungo il parco comunale ricco di anatre e cigni.
E' un luogo magico, che ci permette di respirare l'aria della storia vissuta, che ci restituisce, nella sua staticità, la percezione dello scorrere incontenibile del tempo.