CURIOSITA' E LEGGENDE DELLA PIEVE DI SAN LORENZO (Comune di Montiglio Monferrato)
Questa cache è stata creata per dare la possibilità di visitare questa meravigliosa Chiesa romanica; per questo motivo si è deciso di porla all'interno della struttura. Per accedere alla Chiesa è necessario munirsi della chiave; la chiave si trova nell'edificio del Comune di Montiglio, nell'Ufficio turistico, nella Pizzeria "Munfra" e nel Bar "Il Pozzo" del centro di Montiglio: tutti possono averla lasciando un documento di identità!
Buona visita e buona caccia!
Premetto che ogni notizia che qui leggerete ha origine dai visitatori "eruditi" che nel corso degli anni si sono avvicendati nell'esame di questa pieve.
POSIZIONE: La chiesa è orientata da est (abside) ad ovest (ingresso): tale orientamento permette l'illuminazione ed il riscaldamento uniforme tutto l'anno e nel senso strettamente religioso significa che l'origine della Cristianità è da oriente (Gerusalemme): il sud è considerato il lato della vita ed il nord il lato della morte (in origine l'ossario era infatti posto a nord). Una curiosità verificata puntualmente nel comportamento degli oramai oltre 8.000 visitatori è data dal fatto che le persone uscendo dalla pieve voltano a sinistra verso il lato della vita oppure vanno dritti verso il sole; quasi mai voltano a destra verso nord, il lato della morte: provate anche voi!
PIEVE: Il termine "pieve" deriva dal latino "plebs" (plebe, popolo); da pieve deriva inoltre pievano o piovano per indicare il prete responsabile della chiesa stessa; ancor oggi è diffuso il cognome Piovano o Pievano.
EPOCA: La pieve fu dedicata al culto di San Lorenzo nel 1180. In seguito fu anche eletto a patrono di Montiglio. Il culto di San Lorenzo fu introdotto nell'anno mille da San Massimino Vescovo di Milano: egli fu il primo diacono martire della Chiesa di Roma, mentre San Sebastiano fu il primo diacono della Chiesa d'Oriente.
MATERIALE: La pietra con cui fu realizzato l'edificio, oltre al cotto, è la pietra "cantone" di cui esistevano molte cave nella zona; si tratta di una pietra di origine vulcanica, che erroneamente viene chiamata tufo. Questa pietra appena estratta dalla cava è morbida e di facile lavorazione, solo successivamente, a contatto con l'aria, si indurisce.
L'ASPETTO: In origine la pieve era composta da una navata centrale e da due laterali; nel corso dei secoli il soffitto a capriata crollò ed intorno al 1850 la chiesa fu restaurata con un soffitto a botte e ricavando lateralmente delle celle semi-esagonali a sostegno. Fu posto all'esterno un pronao, un colonnato che venne eliminato nel 1953. capitello
CAPITELLI: I capitelli in stile corinzio sono di scuola francese ed i temi richiamano l'agreste, il pagano e per simbologia la cristianità.
L'AMBIENTE: Il territorio in prevalenza boschivo e selvaggio era abitato da popolazioni di origine celtica e pagana. Il vescovo di Piacenza inviò i propri monaci per cristianizzare le popolazioni ed insegnare l'agricoltura. Questo è uno dei motivi per cui l'astigiano è ricco di pievi romaniche. Vediamo ora alcune curiosità seguendo le indicazioni della piantina della pieve.
Il mantenimento del piovano era assicurato dalla "decima", cioè una parte del raccolto che veniva offerta la domenica durante la messa. Sino a qualche anno fa era usanza tipica locale che in chiesa il lato sinistro fosse riservato alle donne ed il destro agli uomini. Questi ultimi però rimanevano all'esterno all'inizio delle funzioni, per discutere l'entità della "decima" da offrire al prete. Nel momento dell'offertorio una donna usciva sul sagrato per avvisare gli uomini che era il momento di portare in dono quanto stabilito. Tale usanza viene ripetuta attualmente alla festa del Ringraziamento, nel mese di novembre. Oggi alla messa gli uomini stanno a volte ancora all'esterno, però hanno dimenticato l'antico motivo. Durante i recenti lavori di restauro è stata scoperta una nuova lapide mortuaria che cita "ANIBAL CO(niux)" probabilmente dedicata da una moglie al marito defunto.
Questa lapide risale al sesto secolo dopo Cristo; in origine il nome doveva essere Hanubald, nominativo germanico molto arcaico