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Le Brede Traditional Cache

This cache has been archived.

BriganteTiburzi: [english text follows]
Ciao collega geocacher,

Il proprietario non sembra essere interessato a fare alcuna manutenzione sulla cache che non risulta essere più presente.
La cache viene archiviata.


Hi fellow geocacher,

The owner seems to be not interested in taking any maintenance action on the cache that has been reported missing.
The cache is archived.

Regards,
Brigante Tiburzi
Groundspeak Volunteer Reviewer

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Hidden : 6/30/2014
Difficulty:
1.5 out of 5
Terrain:
1.5 out of 5

Size: Size:   micro (micro)

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Geocache Description:

Un bagno al lago e la splendida vista su Sirmione...

Consigliamo una breve sosta nel piccolo centro di Moniga e la degustazione del tipico "Chiaretto"!


La Storia

Sul nome Moniga ci sono diverse interpretazioni linguistiche: c'è chi lo ritiene derivante dal toponimo germanico “Morn” (esposto a mattino) e chi lo risale alla presunta presenza di un santuario dedicato alla dea ateniese “Diana Munichia”. Di certo si sa che Moniga è stata abitata fin dall'età del bronzo come si rivela dal sito palafitticolo subacqueo in località “Porto", poco più a sud della localizzalizione della geocache.
Di epoca romana è la lapide votiva dedicata a Benacus, ritrovata fortuitamente durante una ristrutturazione edilizia ed ora conservata presso il municipio. Sull'ara è scritto: -Nettuno – Autore- ed a Benaco Sacro- Massimo Coeus – e Faxino Catulus – voto adempirono.
Pare essere la più antica iscrizione rinvenuta nella quale compare la parola “Benacus”. Gli studiosi ritengono si tratti, probabilmente, di un ex voto di due pescatori fortunosamente salvatisi dalla furia del lago.
La collina digradante verso il lago è dominata dal castello costituito da una cinta murata sovrastata dal mastio.

Il castello, edificato nel X secolo in funzione anti ungara, ha subito rimaneggiamenti in epoche successive: la struttura attuale visibile risale presumibilmente al XIV-XV secolo. All'interno sono state edificate in tempi recenti civili abitazioni private, mentre il mastio è stato utilizzato come torre campanaria per la vicina parrocchiale. In seguito, il destino politico di Moniga è rimasto lungamente legato alle vicende della repubblica di Venezia di cui ha condiviso la sorte:tracce di questo passato sono rimaste in campo religioso, dal momento che Moniga, pur appartenendo amministrativamente alla provincia di Brescia, fa capo invece alla diocesi di Verona.
Dai verbali delle visite vescovili emergono notizie relative alla edificazione delle due chiese presenti sul territorio.
In località San Michele si trova la chiesetta in stile romanico dedicata alla Madonna della Neve risalente alla seconda metà del XVI secolo.

La parrocchiale dedicata a San Martino, iniziata a metà del quattrocento e rimaneggiata più volte - l'ultima delle quali a fine settecento - si presenta in stile baroccheggiante e conserva al suo interno, cinque altari e alcune pale dipinte.
Personaggio di spicco nella realtà locale fu il senatore Pompeo Molmenti che diede inizio, intorno alla fine dell'ottocento, alla vinificazione del “Chiaretto”, caratteristico vino locale, per la promozione del quale - unitamente all'ottimo olio d'oliva del Garda – si tengono a Moniga del Garda, significative manifestazioni fieristiche nei mesi di marzo, aprile e luglio.

Caratteristico è il nucleo più antico del paese in località “Pozzo”, dove, passeggiando lungo strette viuzze, è possibile scorgere scorci di lago o particolari architettonici di un certo pregio, pur senza sfarzo.

 

Il Chiaretto

Per tradizione i primi grappoli della vendemmia sono destinati alla produzione del Chiaretto, un fragrante rosato, tra i primi vini italiani ad aver ottenuto il riconoscimento della denominazione di origine controllata, il 21 luglio 1967. La tecnica di vinificazione, intuita in tempi remoti e codificata già nell'Ottocento dal senatore veneziano Pompeo Molmenti, che aveva casa e vigne a Moniga del Garda, ha ricevuto una precisa normativa nel 1962 dal Consorzio Tutela Vini Bresciani.

Per caratterizzare il Chiaretto è indispensabile un parziale contatto del mosto con le vinacce, perché da queste si possano estrarre il colore ed alcune sostanze fondamentali. Se il tempo di contatto è troppo breve, il vino è scialbo, incompleto, di colore non ben definito. Se si eccede, anche per poco, il vino diventa un mezzo rosso impersonale, troppo vinoso, senza particolari caratteristiche. Si capisce quindi che l’uomo debba saper cogliere “l’attimo fuggente” per separare il mosto dalle bucce: di anno in anno questo varia in funzione dell’andamento stagionale e quindi del grado di maturazione e sanità delle uve stesse.

In pochi altri processi produttivi è tanto fondamentale la sensibilità dell’uomo che deve applicare la tecnologia come arte: solo un’antica tradizione ha consentito di svilupparla nel tempo, senza di essa gli apporti tecnici seguenti, per raffinati e moderni, non raggiungerebbero lo scopo. Le moderne tecniche di vinificazione, ed in particolare un accurato uso del controllo della temperature nel corso della fermentazione, consentono di esaltare i profumi intensi di piccoli frutti di bosco e di fiori.

Additional Hints (Decrypt)

Qvrgeb nq han cvrgen fhy zheb ivpvab nyyr cnapuvar qry yhatbyntb va ybpnyvgà Yr Oerqr.

Decryption Key

A|B|C|D|E|F|G|H|I|J|K|L|M
-------------------------
N|O|P|Q|R|S|T|U|V|W|X|Y|Z

(letter above equals below, and vice versa)