Dal 1655 al 1660 fu Parroco di Gosaldo Don Giobatta Bondi, sacerdote probabilmente nativo di S.Andrea. Volle costruire una chiesa a S. Andrea, con l’ intenzione di farla diventare Parrocchiale come la chiesa di S. Giacomo al Don di Gosaldo. Poiché a Gosaldo non c’ era una canonica pensò di trasformare la vecchia Cappella di San Lorenzo e ridurla in canonica.
La canonica fu fatta come si vede attualmente; venne anche rinforzato e rialzato il campanile attaccato a nord dell’ edificio.
La Chiesa nuova occupava tutto lo spazio che oggi occupa il lavatoio, la latteria e la casa di Elia Menegazzi. (vedere la mappa dell’ Imperial Regio Catasto Austriaco di Belluno - 1840). Aveva molti altari, era di stile romanico, aveva una porta sulla facciata, ed una di fianco, con tre gradini di discesa ed il tetto molto ripido come tutte le chiesette di montagna.
Il 10 agosto 1850, dopo anni di liti, screzi e anche legnate fra gli abitanti delle due frazioni causa le due chiese, i gosaldini del Don incendiarono la chiesa. Rimase la canonica ed il campanile con le campane. Il Comune di Gosaldo vendette la canonica al sig. Giacomo Gottardo Felice Juris (1814-1886), da cui il nome attuale di Casa Juris. Il campanile rimase in balia del tempo e dei vari saccheggiatori di pietre e legname con grave pericolo di crolli. Il consiglio comunale, su istanza del signor Juris il 16 ottobre 1869 deliberò la completa demolizione e la vendita delle macerie per altre costruzioni e fece portare le campane nella sacrestia della nuova chiesa del Don.
Oggi la famiglia Juris è estinta. La casa è in condizioni di degrado come si può vedere dalle fotografie. Si intravedono però ancora gli affreschi e le varie decorazioni che l’abbellivano.