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ANDARE AI TETTI ROSSI (ex-manicomio di San Salvi) Multi-Cache

Hidden : 8/6/2014
Difficulty:
3 out of 5
Terrain:
2 out of 5

Size: Size:   micro (micro)

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Geocache Description:

ANDARE AI TETTI ROSSI (ex-manicomio di San Salvi)

Questa multicache vi condurrà in un luogo che tutt’oggi, per molti aspetti, trasuda ancora dolore e sofferenza, sebbene quasi tutti gli edifici che ne facevano parte siano stati, nel tempo, ristrutturati e re-adibiti ad altri utilizzi (l’intera area attualmente ospita per lo più distaccamenti dell’A.S.L. ma non solo).


-Vi consiglio di leggere per intero la descrizione che segue in quanto, oltre a fornirvi informazioni interessanti sul posto che vi troverete ad esplorare, vi darà anche piccoli indizi per gli step della stessa multi.-

OSPEDALE PSICHIATRICO VINCENZO CHIARUGI

La struttura ospedaliera, fortemente voluta dal Tamburini, eminente psichiatra del tempo, fu costruita su progetto dell’architetto Giacomo Roster e fu inaugurata il 9 Settembre 1890; ospitò inizialmente i degenti del vecchio ospedale psichiatrico San Bonifazio, sito in via di San Gallo, ma ben presto il numero di pazienti crebbe a dismisura. Si pensi che al suo interno furono accolte contemporaneamente fino a 3-4.000 persone (il che, visto e considerato il numero di abitanti di Firenze dell’epoca, voleva dire che un fiorentino su 40 era matto -e questo mi farebbe aprire una lunga parentesi sui fiorentini ma non è il caso di trattarla in questa sede-). Più tardi, negli anni '60, ebbe inizio un movimento di liberazione, che culminò con la legge Basaglia, che a partire dal 1978 impose la chiusura dei manicomi in Italia. San Salvi cominciò così a svuotarsi, anche se l'ultimo «ospite», come si era soliti chiamare i degenti, uscirà poi solamente nel 1998.

Il titolo “ANDARE AI TETTI ROSSI” fa riferimento al colore delle tegole degli edifici e, nel gergo fiorentino, espressioni come «smettila, o tu mi mandi a' tetti rossi!» stanno ad indicare al nostro interlocutore che ci sta, appunto, facendo diventare matti.

L’ex-ospedale psichiatrico copre un’area di ben 32 ettari e, costruito in una zona popolare alla periferia di Firenze, rappresentava in tutti i sensi una “città nella città”. Una piccola città autonoma in tutto e per tutto (dall’approvvigionamento idrico al riscaldamento, dalla mensa alla chiesa, ecc...), in cui una volta entrati non si usciva più. Se ne rese ben conto anche il poeta Dino Campana che fu ricoverato a San Salvi nel gennaio del 1918 e vi rimase per 14 anni. I vari padiglioni di San Salvi erano tutti collegati da camminamenti sopraelevati, destinati ad uso esclusivo da parte degli psichiatri, che potevano così sorvegliare dall’alto i pazienti come animali in uno zoo. Negli edifici erano state inoltre realizzate delle particolari volte a quattro per avere il massimo effetto di rimbombo così da evitare la comunicazione tra i degenti. Sì perché il compito del personale medico era quello di contenere i matti e far passare il tempo ma senza fare nulla. Le cure, secondo le teorie più accreditate dell’epoca, erano a base di elettroshock, violenze, abusi, farmaci... A San Salvi nascevano bambini e questo la dice lunga sui comportamenti dei cosiddetti sani di mente, così come il fatto che gli infermieri venissero selezionati in base alla loro forza fisica.

Ma chi erano gli “ospiti” della così detta “città dei grulli”, come spesso veniva chiamata? Non erano soltanto matti ma vi facevano parte anche poveri, omosessuali (lesbiche in particolare), ragazze madri, anziani, i dissidenti del regime fascista, alcolisti e altri diseredati dalla società civile. Varcare i cancelli di San Salvi voleva dire necessariamente essere matti perché o già lo si era, o lo si sarebbe diventati comunque...

CACHE

Le coordinate iniziali (N 43° 46.214; E 011° 17.118) vi portano al cancello dell’ingresso principale (i tristemente famosi “cancelli di non ritorno”).

STEP 1 (FONTANA)
Una volta varcato l’ingresso dovete raggiungere le seguenti coordinate:

N 43° 46.261
E 011° 17.593

... dove è situata una fontana in pietra. Contate il numero di “archi” in ferro e trasformate la cifra nel formato XY. Quindi calcolate:

A = X²
B = X + Y + 2
C = X + Y
D = X - 3Y
Controllo: A + B + C + D = 19

Per raggiungere il secondo step ricavate le seguenti coordinate:
N 43° 46.2AB
E 011° 17.CCD

STEP 2 ???
Alle coordinate calcolate vi troverete davanti una struttura “particolare”. Rispondete alle seguenti domande:

PRIMA DOMANDA: la base della struttura in oggetto è:
- esagonale = 7
- pentagonale = 5
- quadrata = 1
La risposta esatta ci permette di ottenere la lettera E.

SECONDA DOMANDA: quale è l’altezza approssimativa della struttura?
- da 1 a 5 metri = 4
- da 5 a 10 metri = 0
- oltre 10 metri = 3
Il valore ottenuto corrisponde alla lettera F.

TERZA DOMANDA: di che genere di manufatto stiamo parlando?
- torretta di controllo = 6
- cisterna per l’acqua = 9
- ciminiera per il riscaldamento = 8
Il valore ottenuto ci da la lettera G.

A questo punto dovete calcolare le seguenti coordinate:
N 43° 46.2EC
E 011° 17.FEG

STEP 3 ???
Raggiunte le coordinate rispondete alle seguenti domande:

PRIMA DOMANDA: cosa è stato collocato sul prato nel punto indicato dalle coordinate?
- vagone di un treno = 2
- carrozza = 1
- bicicletta = 4
Il valore ottenuto vi fornisce la lettera H.

SECONDA DOMANDA: di che materiale è fatto tale oggetto?
- solo ferro = 3
- solo legno = 6
- legno e ferro = 5
Avete così ottenuto la lettera I.

Calcolare le coordinate dello step successivo come segue:
N 43° 46.HCH
E 011° 17.HII

STEP 4 ???
Arrivati alle coordinate vi trovate di fronte ad un edificio “religioso”. Dovete contare:
- numero delle finestre tonde presenti sulla facciata anteriore dello stesso = J
- numero delle colonne del porticato davanti all’ingresso = K

Infine calcolate la lettera L come segue:

L = J - K

A questo punto siete in possesso di tutti i numeri corrispondenti alle lettere che compongono le coordinate del FINAL.

FINAL
Il FINAL si trova a:

N 43° 46.HLF
E 011° 17.JCK

Il tempo stimato di completamento della multicache è a mio avviso di circa 1 ora e 1/2.

ATTENZIONE: la cache non contiene penne né altri strumenti di scrittura!

Buon divertimento!

NOTA BENE: nella zona del final la ricezione del segnale GPS e’ scarsa a causa della presenza di un muro e degli alberi soprastanti. Valuterò sulla base delle vostre segnalazioni la necessità di inserire indicazioni aggiuntive.

Personalmente mi sentirei di sconsigliare la ricerca della cache nelle ore serali/notturne in quanto già in pieno giorno il luogo, per sua storia e natura, può generare suggestione.

 

Additional Hints (No hints available.)