Cappella della Pace
La cappella è collocata su un promontorio roccioso in posizione estremamente panoramica che prervde. il
tvome di CastigLasco. La denominazione antica del toponimo, che si ricava da documenti del XV e XVI
secolo è Castrarti Zaschi o anche Castellum Zaschi, che indica come qui dovesse esistere almeno una piccola
struttura fortificata, peraltro resa verosimile soprattutto dalla posizione panoramica, assai favorevole al
controllo.
L'idea di costruire in questo luogo una cappella, che sarebbe stata visitata da gran parte della valle
sottostante, venne nel 1915 al parroco di Cimamulera don Giuseppe Salina, in occasione dello scoppio della
Prima Guerra Mondiale. Lo scopo era quello di invocare sull'Italia e sul mondo il dono della pace. Il tutolo
dedicatorio della cappella prescelto fu quindi alla Madonna della Pace, e dopo aver avviato la raccolta dei
fondi necessari alla costruzione, don Salina diede inizio alla costruzione nel 1916, per poi terminarla
nell'autunno del 1917.
Il piccolo edificio svettante sulla valle era molto semplice, ma conteneva una preziosa opera d'arte: un
affresco, posto sopra l'altare, raffigurante la Beata Vergine, realizzato dal noto pittore vigezzino Giovanni
Battista Ciolina. Negli intenti del parroco c'era anche quello di realizzare, a fianco della cappella un
grandioso monumento ai caduti nelle guerre, ed infatti, il 25 maggio 1919 venne pure posata la prima
pietra; in quest'occasione Angelo Giuseppe Zuliani pronunciò un'orazione titolata Glorificazione degli Eroi,
che vene persino pubblicato. Dopo la lavorazione dei primi elementi del monumento il lavoro fu interrotto,
a causa soprattutto del trasferimento di don Salina nel 1922. Durante la seconda guerra Mondiale la
cappella fu nuovamente meta di pellegrinaggi ma anche, per la sua posizione di controllo, frequentata dai
partigiani che, il 14 ottobre 1944, la scelsero come postazione per collocare una mitragliatrice con la quale
colpire l'esercito tedesco nel fondovalle. Immediatamente individuati, i partigiani furono colpiti da precisi
tiri di artiglieria, che distrussero quasi completamente la cappella, dietro la quale si erano riparati. In
quell'occasione cadde Agostino Pasolini, della cui morte è ricordo un cippo collocato sul postoAl termine
della guerra il parroco don Giuseppe visconti decise di ricostruire la cappella, raccogliendo fondi e
soprattutto opera di volontariato; compreso quello del pittore Giuovanni Botti di Vanzone, che realizzò il
nuovo affresco sopra l'altare, raffigurante la Madonna col Bambino che regge un ramo d'ulivo, simbolo di
pace, sullo sfondo del fondovalle teatro dell'evento bellico, ove si stagliano una colomba ed un gruppo di
armi abbandonate. Sulla facciata della cappella, dalla semplice struttura rettangolare con piccolo portico
antistante, si trovava l'epigrafe
“Belli Rabies Diruit - Fidelium Pietas Refecit"
(La rabbia della guerra distrusse - La pietà dei fedeli ricostruì),
sostituita in seguito con: La guerra distrusse nel 1944 - i fedeli rifecero nel 1945 e restaurarono nel 1872 -
1980. a tale data risalgono infatti gli ultimi interventi di rinfrescatura e risistemazione.
Monumento di Castigliasco
Monumento ai caduti per la patria della Valle Anzasca
In Cimamulera, tramandata di padre in figlio, si conosce la storia dei sassi del monumento che circa 100 anni fa Don Giuseppe Salina, in arte Vittorio D’Avino e gli scalpellini locali vollero dedicare ai caduti della guerra della Valle Anzasca.
La prima pietra fu posata in Località Castigiasco presso la Cappella della Pace il 25 maggio 1919; purtroppo a causa del trasferimento del reverendo nel 1922 e seppure con quasi tutti i sassi lavorati, l’opera non venne mai terminata.
Già negli anni 90 erano stati fatti tentativi, per la collocazione dei sassi lavorati, da parte di un amministratore comunale di Cimamulera Sig Zametti Bruno ma senza successo; finalmente però nell’ottobre 2007, dopo aver accompagnato il Sindaco Sig. Bertoia a vedere i sassi dimenticati sul poggio sovrastante, il Sig Zametti è riuscito a convincere l’Amministrazione Comunale a procedere per il completamento dell’opera.
Gli alpini di Cimamulera hanno lavorato circa 300 ore per dissotterrare i sassi sepolti da terra, piante e rovi e prepararli per i voli dell’elicottero.
Nel novembre 2007 con una decina di voli e nel febbraio 2009 con 31 voli sono stati trasportati tutti i 75 pezzi.
Nel frattempo sono state fatte anche ricerche presso la parrocchia e le biblioteche per trovare della documentazione più approfondita: sono stati trovati alcuni articoli di giornali locali di quel tempo ma purtroppo il progetto dell’Ing. Andrea Fauser non è stato recuperato.
A questo punto è stato interpellato il Geom. Borghini, professionista molto interessato alla cultura e tradizione locale, il quale dopo un accurata indagine sui monumenti della prima guerra mondiale, ha ricomposto, con le misure dei sassi, come avrebbe dovuto essere il vecchio progetto; e dopo aver coinvolto anche l’Ing. Bortot, altro professionista sensibile alle bellezze storiche, insieme hanno preparato il progetto e la documentazione che abbiamo presentato.
SPOILER PICTURES:

http://imageshack.com/f/p1U4m2EWj
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