TOR FISCALE (vicolo di Tor Fiscale)
Tra il miglio 3° ed il 4° miglio della via Latina, gli antichi acquedotti dellaClaudia e della Marcia s'incrociavano due volte in 300 metri, formando uno spazioso trapezio di oltre due ettari. Questo terreno si prestava bene a essere trasformato in una sorta di castello fortificato dal quale si poteva controllare la via Latina e la via Appia, cosa che fecero i goti nei primi anni della Guerra Greco-Gotica (535-553).
In seguito all'occupazione gotica, il luogo assunse il toponimo di Campus Barbaricus.
Sull'angolo nord-est de Campo Barbarico sorge Tor Fiscale. La torre è una delle più ragguardevoli costruzioni del genere esistenti nella Campagna Romana ed è visibile anche da molto lontano, percorrendo la via Appia Nuova. Robustissima e piuttosto ben conservata, Tor Fiscale si eleva per circa 30 metri al di sopra di uno degli incroci della Claudia e della Marcia.
È quadrata ed è rivestita in tufelli inframmezzati da alcuni filari di mattoni. Ha piccole finestre rettangolari, alcune delle quali conservano ancora stipiti marmorei (due per lato sovrapposte), feritoie, fori delle travature in tredici ordini e, sulla sommità, canali di scolo in marmo. Nell'interno si scorgono le tracce di tre piani coperti con volte ora precipitate, mentre si conserva l’intera volta sulla sommità, in cui si apre un foro circolare sul lato ovest.
Sempre sul lato ovest, è da notare in basso un piccolo arco a sesto ribassato, costruito forse per far scaricare il peso dello parete sovrastante sulle fondazioni degli acquedotti antichi.
La torre era circondata da un antemurale (*), in blocchetti di tufo e mattoni; sino alla metà del XX secolo se ne potevano scorgere alcuni tratti lungo il lato nord. Un tratto di muro in tufelli, con un ordine di fori per le travature, è invece ancora visibile davanti alla torre sul lato ovest, dall’altra parte della strada; difficile a dirsi se si tratti di un resto dell’antemurale o di un edificio annesso alla fortificazione.
La costruzione della torre, in base alla tecnica costruttiva, dovrebbe risalire al XIII secolo.
La denominazione di Fiscale, attribuita al fondo e quindi alla torre, non compare invece prima del secolo XVII. Tale nome derivò dal fatto che la tenuta appartenne al fiscale, o tesoriere pontificio; sappiamo che intorno al 1650, il monsignor fiscale Filippo Foppi chiese al Capitolo Lateranense una derivazione dell'acqua della Marana per la sua vigna qui posta.