La zona prende nome da una torre costruita nel XIII secolo a ridosso degli acquedotti Claudio e Marcio.
La torre è costituita di blocchetti di tufo ed è alta circa 30 metri.
Tra il miglio 3° ed il 4° miglio della via Latina, gli antichi acquedotti della Claudia e della Marcia s'incrociavano due volte in 300 metri, formando uno spazioso trapezio di oltre due ettari. Questo terreno si prestava bene a essere trasformato in una sorta di castello fortificato dal quale si poteva controllare la via Latina e la via Appia, cosa che fecero i goti nei primi anni della Guerra Greco-Gotica (535-553).
In seguito all'occupazione gotica, il luogo assunse il toponimo di Campus Barbaricus (trovate infatti via di Campo Barbarico).
L'importanza strategica di questa località è dimostrata dal fatto che, anche nei secoli successivi, se ne giovarono allo stesso scopo gli eserciti che miravano alla conquista di Roma; sappiamo per esempio che nel 1084 le truppe di Roberto il Guiscardo (venuto in aiuto del Papa Gregorio VII, in lotta con l'Imperatore Enrico IV) si accamparono "foris muros Urbis prope Lateranense palatium in loco qui dicitur ad arcus".
Oggi purtroppo non è facile cogliere immaginare che aspetto avesse questo campo fortificato; infatti, da una parte, l’acquedotto Marcio
è stato demolito per far posto all'acquedotto Felice, dall’altra, l'acquedotto Claudio è stato quasi ampiamente smantellato nel corso
dei secoli al fine di poterne riutilizzare i materiali in nuove costruzioni.
La denominazione di Fiscale, attribuita al fondo e quindi alla torre, non compare invece prima del secolo XVII.
Tale nome derivò dal fatto che la tenuta appartenne al fiscale, o tesoriere pontificio; sappiamo che intorno al 1650, il monsignor fiscale Filippo Foppi chiese al Capitolo Lateranense una derivazione dell'acqua della Marana per la sua vigna qui posta.