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Il tesoro di enma Traditional Cache

This cache has been archived.

Zeddicus_Zorander: [english text follows]
Ciao annzonn,

Dopo oltre 31 giorni dalla mia nota, non ho ricevuto alcuna risposta nè visto alcuna modifica.
Se non lo hai ancora fatto, per favore raccogli ogni eventuale resto della cache al più presto possibile. Se hai intenzione di riposizionare la cache puoi farlo entro 3 mesi dall'archiviazione; una volta completata l'operazione per favore mandami un messaggio. Sarò più che lieto di verificare nuovamente la cache per verificare la sua conformità con le linee guida.


Hi annzonn,

After more than 31 days from my last note I didn't receive any answer and no action has been done.
If you haven't done so already, please pick up any remaining cache bits as soon as possible. If you want to replace the cache you can do it within 3 months; once it is ready please drop me a message. I will be more than happy to take a look at your cache again to see if it is still is within the guidelines of the Geocaching.com website for cache placement and posting.

Un saluto e buon geocaching,
Zeddicus Zu'l Zorander | www.geocaching-italia.com
Groundspeak Volunteer Reviewer

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Hidden : 11/3/2013
Difficulty:
1.5 out of 5
Terrain:
1.5 out of 5

Size: Size:   micro (micro)

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Geocache Description:

Nel centro urbano di Olbia, percorso il Corso Umberto e superati i binari, si svolta a destra nella via San Simplicio dove si erge la chiesa...l'obiettivo è nella piazza con i giardini

San Simplicio è una delle chiese più imponenti e significative del Romanico sardo. Per l'assenza di fonti documentarie che ne chiariscano la cronologia d'impianto, le proposte di datazione hanno oscillato tra il VII e il XII secolo. Oggi si è concordi nel fissarne la costruzione in tre fasi, tra la fine dell'XI e il primo ventennio del XII secolo. La chiesa (m 33 x 13, alta 12 m circa) ha pianta a tre navate divise da arcate su pilastri e colonne, secondo un sistema alternato di sostegni. Problemi di ordine statico causarono il crollo delle volte a botte che coprono le navate laterali, per il peso eccessivo delle stesse in quanto realizzate, come il resto del monumento, in granito locale. Fu questo episodio a far mutare il progetto originario e a suggerire ai costruttori di inserire filari di mattoni in cotto che alleggerissero le strutture. I capitelli sono anch'essi in granito. Quelli di pilastro sono schiacciati e hanno una forma a tronco di piramide. Tra quelli di colonna uno è del tipo ad angoli smussati, attestato nella valle del Po a partire dal secolo XI, mentre gli altri presentano la forma generale a tronco di cono rovesciato. Due di questi rappresentano l'unico esempio di capitelli decorati per il Romanico sardo. La resa approssimativa degli ornati è sicuramente attribuibile alla natura del granito, difficile da lavorare. La navata centrale, coperta da un tetto ligneo, si conclude con l'abside a N/O. La facciata è divisa in due ordini. In quello inferiore si individuano tre specchi. Nel campo interno di un archetto, a s., una formella marmorea ha una scena di incerta interpretazione. Nello specchio centrale si apre il portale architravato con arco di scarico, in asse con la trifora dell'ordine superiore. Inserita nel campo incassato di un arco cieco, è costituita da due colonnine a nodo. Otto bacini ceramici completano la decorazione. http://www.sardegnacultura.it/

Additional Hints (Decrypt)

Nv cvrqv qv ha byvinfgeb, anfpbfgb qn han cvrgen! "Haqre" n jvyq byvir gerr, uvqqra ol n fgbar!

Decryption Key

A|B|C|D|E|F|G|H|I|J|K|L|M
-------------------------
N|O|P|Q|R|S|T|U|V|W|X|Y|Z

(letter above equals below, and vice versa)