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1st World War-Sbarrieramento Italiano di Pralongo Traditional Cache

Hidden : 11/2/2014
Difficulty:
2 out of 5
Terrain:
2.5 out of 5

Size: Size:   micro (micro)

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Geocache Description:


SBARRAMENTO FORTIFICATO DI PRALONGO

Quando il regno d’Italia entrò ufficialmente in guerra con l’impero d’Austria-Ungheria, il 23 maggio 1915, la valle del Vanoi a valle di Refavaie e di Caoria era assolutamente priva di apprestamenti difensivi. La linea di resistenza, peraltro ancora in fase di faticoso allestimento, pianificata dagli strateghi della duplice monarchia in quest’area passava infatti per le creste del crinale principale del Lagorai, tra i valichi di Valmaggiore, Coldosè eSadole. Solamente dopo la fine del maggio 1915, con l’occupazione del Passo Brocon e di Canal S. Bovo da parte delle regie truppe, le prime pattuglie d’alpini del 7° reggimento e di fanti della brigata Abruzzi  iniziarono la risalita del torrente Vanoi. Il 5 giugno la 65ª compagnia del btg Feltre, scendendo da Monte Agaro a Canale e risalendo poi per Val Zortei e Fiamenella,  occupò forcella Valsorda (a nord di Canal San Bovo)  catturando due militari austriaci nel corso di una scaramuccia. Altre due compagnie  del medesimo reparto  occupavano in quelle stesse ore Forcella Regana, spingendosi poi su cima di Mezzogiorno  da dove uno dei reparti scendeva ad occupare la località di Pralongo.

Dai primi di giugno 1915, e fino al febbraio  1916, lo schieramento italiano a cavallo del Vanoi si rafforzò quindi sull’allineamento Forc. Valsorda-Cima Valsorda-creste dell’Alpe Boalon (q. 2132, 2114, 2036)-Pralongo- Cima di Mezzogiorno- Conte Moro- Col de la Cros-Forc. Regana. Appoggiata ai potenti caposaldi montani laterali, la stretta di Pralongo forniva ottime condizioni di partenza per l’allestimento di uno sbarramento di fondovalle destinato a proteggere l’immediata retrovia di Canale, talchè anche dopo l’occupazione stabile di Caoria (26 gennaio 1916) gli apprestamenti difensivi proseguirono, rimanendo presidiati ed in piena efficienza fino alla tarda estate del 1916. Fu dalle trincee, allora appena abbozzate, di Pralongo che il 18 giugno partirono in ricognizione con i sottotenenti Heiß e Barbetti  i 30 alpini del Feltre  destinati a cadere nell’imboscata tesa loro presso Refavaie da reparti germanici del D.A.K. Il 16 luglio arrivò a Pralongo la 4ª batteria da montagna, alla quale successivamente s’aggiunse una batteria campale di quattro cannoni da 75/906. La posizione era considerata “naturalmente forte” dal comando italiano della 15ª divisione, anche in virtù dell’appoggio  di cui avrebbe potuto godere, in caso d’attacco, da parte del potente schieramento d’artiglieria previsto sul retrostante Monte Totoga, da dove il medio corso del Vanoi era battibile d’infilata fino oltre Caoria.

Dall’autunno del 1915 il cosiddetto “sbarramento di Pralongo”, considerato un settore relativamente tranquillo,  venne affidato ai bersaglieri del 41° battaglione autonomo e ad un presidio di milizia territoriale (25° reggimento) cui spettava gran parte dei lavori di rafforzamento: vennero scavati ricoveri in caverna e postazioni in roccia, realizzati trinceramenti in pietra e cemento, predisposte piazzole ed appostamenti in caverna per artiglierie. Nonostante la posizione sfavorevole sullo stretto fondovalle, vennero addirittura allestite due piazzole con supporti specificamente dedicati ad una batteria contraerea da 75 mm su due pezzi (peraltro mai schierata, preferendosi  il suo dispiegamento sulle soprastanti q. 2114 e 2132 dell’Alpe Boalon). Dopo il febbraio 1916 la costituzione dello sbarramento avanzato di Caoria lasciò temporaneamente in retrovia quello di Pralongo, dove era stato nel frattempo schierato anche il XVIII° battaglione della Regia Guardia di Finanza, ma lo scatenarsi dalla Strafexpedition dall’Adige al Brenta, con le sue ripercussioni marginali sulle linee italiane del Lagorai, indusse gli italiani ad abbandonare l’alta Val Vanoi ripiegando sull’area fortificata già esistente: la linea Cima di Mezzogiorno-Pralongo-Cima Valsorda, tornò quindi a costituire la linea di massima resistenza, peraltro mai seriamente attaccata dalle esigue forze austriache che agli ordini del Ten. Allgauer operavano nella media valle del Vanoi tra maggio e luglio del 1916. Anzi, il 26 maggio, una pattuglia di bersaglieri uscita dalle trincee di Pralongo riusciva a catturare 5 prigionieri austriaci presso il ponte di Gardelìn.

Le operazioni  italiane dell’estate del 1916 nell’alto Vanoi, a partire dalla poco contrastata occupazione di Cima Paradisi e delle creste di Fossernica fino alla sanguinosa  conquista del Cauriol ed oltre, determinarono un radicale  sommovimento della prima linea delle regie truppe, che a fine autunno occupavano la cosiddetta “regione dei colli” tra Passo Cinque Croci e Cauriol, la vetta del Cauriol stesso con le adiacenti q. 2454 del Gardinal e 2456 di Busa Alta, il medio Vallone di Coldosè, i macereti sotto Coltorondo e la q. 2353 (Punta del Tabio) sotto Cima Cece. Pralongo era ormai profonda retrovia: alla fine di novembre vennero  svuotati i depositi, trasferite le artiglierie, abbandonati i baraccamenti, ed anche il residuo modesto presidio di milizia territoriale e di RRCC addetto al controllo stradale venne spostato a Caoria.

Nessun ruolo ebbe lo sbarramento di Pralongo nel corso del tranquillo 1917, e nemmeno la ritirata italiana del novembre di quell’anno, a seguito del disastro di Caporetto, lo vide tornare protagonista:  le sue trincee e le deserte caverne assistettero mute al ripiegamento delle colonne d’alpini che abbandonavano il Cauriol, il Gardinal e la Busa Alta. Solamente nella notte sul 7 novembre i reticolati e le trincee di Pralongo tornarono brevemente a nuova vita quando la 134ª compagnia del btg Monrosa vi si attestò per alcune ore allo scopo di rallentare l’inseguimento di due baldanzose compagnie di Kaiserschützen della 13ª brigata da montagna austroungarica in discesa da Caoria. Ma la scaramuccia fu di breve durata, giusto il tempo di lasciar sfilare gli ultimi ritardatari e di ripiegare in in direzione del Passo Brocon.

Al mattino del 7 novembre 1917 i Kaiserschützen discesi dal Cauriol entravano in Canal San Bovo; Pralongo era tornata all’impero. Gli italiani l’avrebbero definitivamente rioccupata solamente un anno dopo, alla fine del conflitto, dopo il penoso sfilamento finale delle esauste e disperate milizie di un impero la cui fine segnò la conclusione di un’epoca.

 

Additional Hints (Decrypt)

va gur Ohaxre ba gur jnyy

Decryption Key

A|B|C|D|E|F|G|H|I|J|K|L|M
-------------------------
N|O|P|Q|R|S|T|U|V|W|X|Y|Z

(letter above equals below, and vice versa)