Il porto di Fiumicino è un porto canale, che si sviluppa lungo le sponde banchinate del tratto terminale del canale navigabile ottenuto col prolungamento verso il mare dell'antica fossa traianea. Si tratta quindi di un porto interno che si addentra con le sue strutture nel retroterra e non verso il mare (come avviene normalmente). Nel 2002 il porto di Fiumicino ha concorso alla nascita del network portuale del Lazio, insieme ai porti di Gaeta e Civitavecchia, entrando a far parte dell'ambito di competenza dell'autorità portuale di quest'ultima Il porto di Fiumicino è un importante scalo per i pescherecci, nonché terminal di imbarco per la Sardegna. Tra le attività più importanti dello scalo vi è sicuramente il diporto e la movimentazione di rinfuse e prodotti petroliferi, anche in virtù della contiguità con la Raffineria di Roma e con i due terminal off shore.
Lo stretto legame con il Tevere e il Tirreno ha permesso lo sviluppo dell'attività portuale. Nell'antica età classica romana, dove oggi si erge lo scalo, si insediavano il porto di Claudio ed il porto di Traiano che rifornivano la capitale dell'impero. L'attuale nome Fiumicino ha origine dal toponimo foce micina (foce piccola), riferito alla fossa traiana. La denominazione risale all'incirca all'XI secolo.
Nonostante le imbarcazioni (specialmente quelle da diporto) siano situate lungo tutti i 7,7 km del canale navigabile, il porto vero e proprio è quello compreso tra il ponte elevabile e la foce, per una lunghezza di 1,2 km e una larghezza variabile (massimo 65 metri in corrispondenza dei due moli). L'area portuale include una piccola darsena che si apre su un molo lungo 600 metri sulla foce del fiume. Sulla darsena si affaccia l'Isola Sacra, dove sono presenti le basi navali della Capitaneria di porto, della Guardia di Finanza e della Polizia di Stato. Le banchine interne del porto canale sono occupate dalla flotta pescherecci, dai mezzi di servizio dei terminali off shore e dai natanti delle forze pubbliche.