Skip to content

Ww1 Trincea della prima linea italiana Traditional Cache

This cache has been archived.

Zeddicus_Zorander: [english text follows]
Il proprietario non ha effettuato alcuna manutenzione sulla cache da lunghissimo tempo, e non risulta essere un utente attivo.
La cache viene archiviata.

Si prega di tener presente che, se una cache è stata archiviata da un revisore per mancanza di manutenzione, non verrà de-archiviata, né lo sarà ai fini dell'adozione (cfr. Linee Guida).


The owner didn't take any maintenance action since long time and he/she is not an active user.
The cache is archived.

Please remember that, if a cache is archived by a reviewer or staff for lack of maintenance, it will not be unarchived, nor it will be unarchived for the purposes of adoption (see. Guidelines).

Un saluto e buon geocaching,
Zeddicus Zu'l Zorander

Community Volunteer Reviewer for Italy
Geocaching.com | Help Center | Linee Guida | Linee Guida Italiane

More
Hidden : 7/26/2015
Difficulty:
1.5 out of 5
Terrain:
1.5 out of 5

Size: Size:   micro (micro)

Join now to view geocache location details. It's free!

Watch

How Geocaching Works

Please note Use of geocaching.com services is subject to the terms and conditions in our disclaimer.

Geocache Description:

Questa Cache viene inserita all'interno di un percorso storico sulla sponda destra del Piave, in cui si possono visitare le postazioni di mitragliatrice, parte delle trincee della primissima linea italiana e un porto della Serenissima recuperate da Argine Maestro e i luoghi simbolo della Grande Guerra per RICORDARE e RISPETTARE le persone e i luoghi simbolo della nostra storia. 


Dopo la ritirata seguita alla disfatta di Caporetto lo smarrimento e la confusione crescevano, e i tragici effetti delle artiglierie e delle granate palesavano la gravità dell’ora. Il ponte di Fagarè fu fatto saltare il 9 novembre 1917: la guerra era alle porte e fu imposto l’abbandono delle case e di ogni avere. 

med8 I giorni più importanti per il paese di Saletto nell’ambito della Grande Guerra furono il 15-16-17-18 Giugno 1918. Il 15 giugno, inizia l’offensiva imperiale. L’Argine regio è più volte preso e perduto; Molino della Sega, C, Pasqualin, C. Pastori, sono i perni della difesa intorno ai quali la lotta maggiormente infuria. Angelo Presciutti riporta nel suo diario gli avvenimenti da lui vissuti il 15 giugno 1918. Combatte nella brigata SESIA, e durante l’offensiva Austriaca la brigata riceve un ordine perentorio, terribile: bisogna sacrificarsi fino all’ultimo uomo per arginare l’offensiva nemica. Angelo combatte con coraggio, viene ferito ma rimane al suo posto, sotto  una grandine di fuoco e piombo. Il suo racconto è drammatico:

Non si capiva più niente, morti da tutte le parti, un rumore assordante.
L’ordine era chiaro: non abbandonare la posizione, dovevamo morire sul posto per arrestare il più possibile l’avanzata nemica.  Vedo  avanzare  verso  la  nostra  postazione  centinaia  di austriaci,  mi  giro  per  incitare  i miei compagni ma ero rimasto solo. La ferita non mi fa capire niente, il dolore è lancinante: mi prendono prigioniero
”.

Il 17 giugno alle ore 9 del mattino Saletto è conquistato dagli austriaci. Per ore gli scontri sono intensissimi, le sorti della battaglia più che mai incerta. Grazie all’azione di reparti di bersaglieri che compiono un efficace azione di accerchiamento verso sera sia Saletto che Candelù tornano nuovamente in mano italiana. Più a sud dello schieramento difensivo i reggimenti 71° e 72° austriaci avanzano fino a Fagarè. Nei giorni 16 e 17 la resistenza della brigata Sesia è pari al compito ricevuto, sacrificarsi sul posto ma non cedere, e le perdite subite sono un indice efficace del sacrificio: 119 ufficiali e 3331 militari di truppa, compreso un rilevante numero di dispersi. Nuovi tentativi di sfondamento sono effettuati a Maserada e Candelù dai reparti della 14° divisione austro-ungarica subendo gravi perdite. Il med1Comando italiano comanda nuovi contrattacchi e impone strenua resistenza ai propri reparti nei punti critici. Saletto come altri paesi rivieraschi sono ridotti in macerie. Sui ruderi delle abitazioni i fanti scrivono: “ Non passeranno”. Fino al 21 giugno gli scontri tra gli due schieramenti sono continui, i prigionieri austriaci e ungheresi riferiscono di una situazione militare critica. La notte del 21 giugno la 64 divisione ungherese e la 70 divisione austriaca attaccano nuovamente a Candelù e Saletto ma ne sono respinti subendo gravi perdite.
Alle 19 del 21 giugno 1918 il generale Boroevic fa riportare la linea austro-ungarica sulla sponda sinistra del Piave. Nel bollettino del 24 giugno 1918, n. 1126 si legge “…dal Montello al mare il nemico ripassa in disordine il Piave..” . E’ la fine dell’operazione Radetsky, la grande offensiva austro-ungarica nel settore del Piave si conclude.

Il bilancio di questa operazione mostra la violenza degli scontri e l’enormità delle perdite:
-8°e 3 °armata italiana: 4014 soldati morti, 62000 feriti o dispersi;
-6°armata austro-ungarica e 5° armata dell’isonzo: 5951 soldati morti, 66000 feriti o dispersi;

 

Additional Hints (No hints available.)