L'ingresso della cavità si trova a quota 964 m slm, nel Piano del Tivano, pochi metri sotto la strada provinciale che percorre il Piano. La grotta si sviluppa in direzione Est alla base delle pendici che limitano a Nord il Piano, fino a penetrare con il tratto più orientale all'interno delle pendici del Monte Roncaglia. Gran parte della cavità si sviluppa a circa 100 m di profondità rispetto alla superficie topografica, ma vi sono due rami che si approfondiscono fino a superare i 200 m dalla superficie. Storia delle esplorazioni Date le generose dimensioni dell'ingresso, la parte iniziale della cavità è nota da tempi immemorabili. Nei pressi sono state rinvenute tracce di manufatti di epoca romana. Il nome attribuito alla grotta richiama quello di una strega di epoca medioevale. Nel 1969 viene realizzato il primo rilievo da parte del Gruppo Grotte Milano, riportato in [Bini, Vanin, 1974], per uno sviluppo di 160 metri. In quest'epoca, la cavità presenta accumuli di rifiuti di ogni tipo, testimonianza della scarsa sensibilità ambientale diffusa negli anni '60 e '70. A causa della corrente d'aria che filtra dalla frana terminale e del notevole assorbimento di acque esercitato dalla cavità, il Gruppo Grotte Milano intraprende fin dai primi anni '70 faticosi scavi per disostruire il termine della grotta. Gli sforzi vengono intensificati alla fine degli anni '70 a causa del notevole avvicinamento delle parti più remote della Grotta Tacchi (esplorazioni del 1976-78). Il successo giunge alla fine del 1981, con l'esplorazione di gran parte della cavità, effettuata in collaborazione con il Gruppo Speleologico Lecchese, il Gruppo Speleologico Comasco, il Gruppo Speleologico CAI-Malo e l'Associazione Speleologica Comasca. Con il 1983 si raggiungono i 3156 metri di sviluppo rilevato ([Buzio, Vanin, 1984]). Nel 1985 il Gruppo Grotte Milano e il Gruppo Speleologico Comasco scoprono un passaggio che, tramite un P50, conduce al fondo di -234. Lo sviluppo rilevato passa a 3489 metri ([Buzio, Gandini, 1989]). Alla fine degli anni '80 vengono effettuati scavi interni, revisioni e risalite in diverse aree; l'Associazione Speleologica Comasca forza il ramo Gomorra. Negli anni successivi la frana disostruita nel 1981 subisce frequenti assestamenti, che a volte impediscono o rendono molto pericoloso l'accesso alla cavità. Nel 1995 il Gruppo Grotte "I Tassi" conclude la risalita del Camino dell'Adis nelle Sale Gemelle. Sempre nel 1995, a causa della mancanza di un rilievo dettagliato completo, viene intrapresa un'operazione intergruppi di revisione, coordinata da G. Ferrari. Nel 1997 viene realizzato un rilievo preliminare completo in scala 1:500. Descrizione;Da subito la roccia, a grandi salti, cominciava a scendere nelle profondità e sulle pareti grossi massi sembravano in procinto di lasciarsi andare alla prossima pioggia.Il terreno molto viscido data l’elevata umidità.Consiglio di fare la ricerca in gruppo perché se succede un qualcosa alla torcia la risalita sarebbe molto ardua.Abbigliamento adeguato;scarponi .La temperatura subito all’ingresso scende di parecchi gradi.La cache contiene logbook e penna.
A circa 15- 20 metri nelle viscere della terra,quando sei immerso nel buio.