S. PELLEGRINO LIBERTY 1 – CASINÒ - Traditional Cache
GEOKINA & YUL: Lasciamo libero il sito per una altro collega
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S. PELLEGRINO LIBERTY 1 – CASINÒ -
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Difficulty:
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Terrain:
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Size:
 (small)
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LA GRANDE STAGIONE LIBERTY A SAN PELLEGRINO
La straordinaria fioritura architettonica in stile liberty apparve a San Pellegrino Terme nel primo decennio del Novecento, quando il paese andava cercando un volto adatto al nuovo ruolo di località di villeggiatura alla moda. L'invito venne accolto dalla borghesia imprenditoriale emergente che aveva eletto San Pellegrino a suo ritrovo mondano e qui voleva lasciare un segno tangibile del suo potere con la creazione di forme architettoniche inedite e fastose, affidate alle mani esperte di artisti di chiara fama. E cosi' nel giro di pochi anni sorsero gli edifici che ancora oggi conservano l'eco della luminosa belle èpoque: lo stabilimento dei bagni sul viale delle Terme, la sala bibita col porticato, il Grand Hotel, lo stabilimento di imbottigliamento dell'acqua minerale, il Casino', il Municipio e alcune ville private. Questi straordinari esempi dell'arte liberty furono per alcuni anni lo sfondo al ritrovo estivo mondano.
San Pellegrino Terme divenne allora un centro di rinomanza internazionale, il luogo adatto ai convegni diplomatici, al soggiorno di illustri personalità politiche, artistiche e finanziarie, l'immancabile oggetto delle cronache mondane. Si può ben dire che "passare le acque" nella località termale Brembana e fare una puntata al casinò, per tentare la fortuna ai tavoli da gioco, era d'obbligo tra il bel mondo di allora. Poi vennero la guerra, le limitazioni fasciste e un'altra guerra. E il crollo dei presupposti che avevano fatto le fortune del paese finì per svuotare del ruolo originario i suoi luoghi "sacri", malgrado i ripetuti tentativi di riproporli come strumento di richiamo turistico.
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IL CASINO'
Progettato dall’architetto Romolo Squadrelli, fu inaugurato nel luglio del 1907 e rappresenta il più interessante esempio di stile liberty o floreale di tutta Europa. La facciata si presenta imponente, ma addolcita da stucchi, fregi e bassorilievi di imitazione delle diverse pietre naturali. Il vestibolo, scintillante, conduce al maestoso e suggestivo scalone centrale, sovrastato da un velario che illumina i vetri colorati ed i pannelli dei dodici mesi (con i relativi segni zodiacali), opera del pittore Malerba. Lo scalone porta al primo piano dove si trovano alcune grandi sale tra cui il Salone delle Feste e il Teatro.
Dello scultore Paolo Vedani sono i gruppi allegorici che sorreggono gli artistici lampadari in ferro battuto del fabbro Alessandro Mazzucotelli. Gli stucchi, i putti, le cariatidi sono di Tommaso Bernasconi, le stupende vetrate floreali di Giovanni Beltrami e le boiseries, i soffitti in legno e i mobili dello scultore ed ebanista Eugenio Quarti. Tutti sotto la direzione artistica dell’ing. Luigi Mazzocchi e dello stesso Squadrelli.
Le sale, dai caratteristici rivestimenti in legno, sono artisticamente decorate, in particolare il salone delle Feste.
La sala da gioco fu chiusa il 28 luglio 1917 come forma di rispetto per la carneficina in corso sui fronti di guerra.
Nel Teatro del Casinò si sono esibite le migliori compagnie teatrali e orchestre musicali e negli anni Cinquanta vi si svolsero incontri poetici e letterari con ospiti quali Giuseppe Ungaretti, Tomasi de Lampedusa e Diego Valeri.
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Additional Hints
(Decrypt)
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