La Chiesa di Montevergine è stata fondata nel1636 con il nome di chiesa dei Santi Carlo ed Eugenio per volontà del fratello dell'ultimo conte di Caserta, Carlo Acquaviva.
La chiesa sorgeva presso un trivio e costituiva sin dall'antico un luogo di sosta per i viaggiatori che provenivano da Napoli, Capua e Casertavecchia.
La pianta della chiesa è costituita da un'aula unica che denuncia la sua funzione originaria di cappella votiva; attorno ad essa si sviluppano alcuni altri ambienti.
I verbali delle visite pastorali della fine del XVIII secolo testimoniano la presenza, all'interno della chiesa, di un solo religioso, un eremita, del quale non è noto l'ordine monastico di appartenenza.
Dalla seconda metà dell'ottocento il culto per i santi Carlo ed Eugenio, progressivamente abbandonato, viene sostituito da quello per la Madonna di Montevergine; i pellegrinaggi alla chiesa indussero, probabilmente, ai modesti restauri realizzati tra il 1895 e il 1903. Tra gli altri interventi, citiamo la costruzione di un coretto dotato di armonium al di sopra dell'ingresso della chiesetta.
nel 1905 la cappella dell'Immacolata Concezione, ubicata in un palazzo nobiliare poco distante (attuale palazzo Alois in via S. Carlo) venne acquisita dal vescovo di allora e accorpata alla chiesetta di Montevergine.
La visita pastorale del 1905 prospetta la possibilità di abbattere questa antica fabbrica religiosa, date le scarse condizioni in cui versa, ma le sue sorti rifioriscono quando viene nuovamente affidata all'Ordine dei Frati MInori della Provincia Monastica del SS. Cuore di Gesù. Attualmente la chiesa è sede di un'oasi francescana.
All'interno della chiesa è presnte una statua della Madonna di Montevergine in trono, della quale non si hanno notizie circa la provenienza fino al 1901, anno in cui venne abbellita con una nuova veste in seta, frutto di una pubblica sottoscrizione.
Si conserva anche un grande quadro raffitgurante i SS. Carlo ed Eugenio adoranti la Madonna, reentemente restaurato e ricollocato nella sua posizione originaria, alle spalle dell'altare, mentre, sfortunatamente, nel 1996 è stata trafugata una Dormitio Virginis, opera sacra di autore ignoto rislaente al 1700.
Nel 2011 in occasione del 150° anniversario dell'Unità d'Italia sull'angolo posteriore della chiesa è stata inserita una scultura dell'artista G. Pontillo.
La cache è una struttura tubulare di color arancio. Si consiglia di cercarla di notte essendo l'incrocio molto frequentato.