Skip to content

Sul ponte di Bassano.... EarthCache

Hidden : 10/13/2015
Difficulty:
2.5 out of 5
Terrain:
1.5 out of 5

Size: Size:   other (other)

Join now to view geocache location details. It's free!

Watch

How Geocaching Works

Please note Use of geocaching.com services is subject to the terms and conditions in our disclaimer.

Geocache Description:


Storia di un fiume


Secondo la tradizione, la sua storia inizia con una leggenda dai laghi di Caldonazzo e Levico, a due passi dalla storica città di Trento. Si narra che l’origine del primo lago derivi dalla maledizione di un vecchio signore che, cacciato dalle località di Susa e Càldon, fu accolto tra i boschi da una gentile signora. Irato con la gente della vallata, l’uomo fece franare i monti e sommerse d’acqua le due città.

Un’altra leggenda racconta invece come le lacrime di pentimento dei figli scellerati del Monte Fravort diedero origine alla sorgente delle acque termali di Levico.
Storicamente, il nome Brenta è testimone dei ceppi germanici che anticamente si insediarono nella valle trentina e che battezzarono il fiume con termini come “Brint”, lo scorrere dell’acqua, o “Brunnen”, fontana. In epoca romana il fiume venne nominato “Medoacus”, dal nome dell’antica colonia gallica dei Mediaci e insediata nell’attuale Valsugana, o forse a testimonianza della sorgente del fiume tra i due laghi.

In epoca medievale, il fiume riprese l’antico toponimo e, dal termine latino “rumoreggiare”, era noto come “Brintesis”, finché, in tempi più recenti, venne battezzatola Brenta, termine che individuava le riserve d’acqua utilizzate in caso di incendio e che nella cultura popolare era nominato sempre al femminile.

Il fiume che ha scavato la valle ha portato in essa la vita, e lungo il suo corso ha raccolto testimonianze di civiltà che si sono succedute nel tempo, scorci di paesaggi unici ed opere di grandi artisti che ne hanno tratto ispirazione, popoli ricchi di culture, leggende e tradizioni, antichi mestieri ancora attuali o scomparsi, come il commercio del legname, le zattere e gli opifici.

Il rapporto della gente del posto con l’acqua è stato un rapporto spesso conflittuale, in particolare durante le “brentane”, devastanti inondazioni che fin dai tempi storici hanno lasciato profonde cicatrici sui palazzi, come sulla memoria della gente. A tal riguardo, nel 1966 la pioggia incessante sconvolse quasi tutto il territorio del bacino idrico del fiume e dei suoi affluenti. La più recente piena del2010 ha portato, con oltre0,4 m di pioggia in pochi giorni, esondazioni diffuse su tutto il territorio del tratto di corso compreso tra Vicenza e Padova.

Il Brenta nel Medioevo

In un periodo in cui il controllo dei percorsi fluviali era una risorsa strategica fondamentale, il Brenta fu il principale oggetto delle battaglie tra le città di Padova e di Venezia: infatti, causa le peculiarità del delta del fiume, i territori comandati dalla Serenissima non erano ben definiti e accettati.

Padova, dal canto suo, per contenere le esondazioni nell’area urbana aveva innalzato delle poderose arginature del fiume presso l’antico “Vicus Aggeris” (attuale Vigodarzere), tanto grandi da sorprendere Dante Alighieri, in viaggio per conto dei signori di Ravenna, i Da Polenta, che arrivò a citarle nella sua opera più nota:

« E quale i padovan lungo la Brenta per difender lor ville e lor castellianzi che Chiarantana il caldo senta […]a tale immagin eran fatti quelli tutto ché né sì alti né sì grossi qual che si fosse lo maestro felli.»

(Inferno, canto XV)

Bacino idrografico


Dopo aver percorso l’alta Valsugana, il Brenta entra in Veneto dove riceve le acque del Cismon, proveniente dalle Pale di San Martino, a sua volta alimentato dal Vanoi, che scende dai Lagorai.
Attraversando il Canale di Brenta, il fiume raccoglie le acque dalle risorgive carsiche del massiccio del Grappa (Fontanazzi di Cismon e di Solagna) e dall’Altipiano di Asiago (Ponte Subiolo, Oliero, Rea) per raggiungere Bassano del Grappa, dopo 70 chilometri di corso montano.

Qui inizia il suo tratto di pianura, lungo il quale viene alimentato dalle risorgive planiziali e dal Muson dei Sassi. Nei pressi di Padova il fiume si divide nel ramo orientale – chiamato oggi Riviera del Brenta (costellato di ville), che sfocia in laguna presso Fusina – ed in quello occidentale che sfocia a sud di Chioggia, e che fu realizzato dalla Serenissima nel XVI secolo per trasferire gli apporti solidi del fiume al di fuori della laguna affinché non ne venisse interrata.

Le glaciazioni


Negli ultimi due milioni di anni sul nostro pianeta si sono alternati periodi temperati a periodi di grande freddo.

L’ultimo di questi, detto “Würmiano”, è iniziato 75.000 anni fa per culminare 35.000 anni fa quando nell’Eurasia occidentale si stava differenziando l’Homo sapiens sapiens da quello neanderthalensis.

10.000 anni fa i ghiacciai si ritirarono progressivamente verso le zone più interne ed elevate mentre fino ad allora le Alpi e le Prealpi ne erano rimaste sepolte quasi completamente. Tra gli effetti più notevoli dell’azione erosiva del ghiaccio, ben visibile è la cosiddetta formazione ad “U” della Valbrenta.

Originatasi dall’alta Valsugana, dove i grandi ghiacciai di Adige e Piave si fondevano ed una lingua glaciale giungeva fino a Valstagna.

Le acque del disgelo formarono quello che, ad oggi, si potrebbe definire come il primo corso del futuro fiume Brenta.

 

COME LOGGARE LA CACHE

 

  1. Dove nasce il Brenta?
  2. Che nomi ha preso il fiume durante la storia? E cosa significano?
  3. Dopo la sorgente, da dove riceve le acque?
  4. Che effetto hanno avuto i ghiacciai nella Valbrenta?
  5. Recati alle coordinate indicate, quanto è largo il fiume?
  6. Qual è la velocità dell'acqua? Puoi recarti al Waypoint "River" per essere sulla riva e fare i calcoli con ramoscelli

Le risposte vanno inviuate al mio account con un messaggio private (meglio se tramite il Mesage Center). Potete loggare la EC prima di aver ricevuto la mia riposta

 

READ IN ENGLISH: (CLICK THE FLAG)

Additional Hints (No hints available.)