Perché abbiamo posto qui una cache? Perché all’inizio del ponte, sul lato nord, c’è una grande statua ignorata dai più e dimenticata. Eppure è lì dal 1736. Sola, abbandonata, poco conosciuta anche da chi abita a Il Moro. Per osservarla bene bisogna arrivarci a piedi, col rischio di farsi arrotare: siamo sulla via Emilia, bellezza. La storia della statua è ricca e avventurosa. Il santo è Giovanni Nepomuceno, patrono dei ponti e degli annegati: un santo «nip» (not important person). Boemo di nascita, Giovanni N. pare sia stato gettato giù dal ponte di San Carlo di Praga, infilato dentro a un sacco, su ordine dell’imperatore Venceslao IV.
Il motivo? Come spesso accade c’è di mezzo una donna: sembra infatti che si fosse rifiutato di comunicare a Venceslao i peccati rivelati in confessione dall’imperatrice. E com’è finito qui lo sconosciuto Giovanni? La statua la fece costruire nel 1736 un certo Ludovico, Conte di Kevenhuller, arrivato nel Ducato con 300 ussari, inviato dagli Asburgo per cacciare gli spagnoli (che avevano già razziato il razziabile). Il monumento, posto al confine del possedimento per celebrare l’impresa bellica, è assai simile a quello ancor oggi esistente sul ponte praghese.
Qui sull’Enza da quasi tre secoli, con le frasche sul volto e un mazzo di fiori al posto della palma del martirio (caduta, persa, trafugata?), Giovanni Nepomuceno merita un saluto affettuoso.
