Tornareccio (CH)
è un comune italiano di 1.866 abitanti della provincia di Chieti in Abruzzo. È uno dei trentanove comuni italiani facenti parte dell'Associazione Nazionale delle Città del Miele.
La zona intorno a Tornareccio, specialmente la zona adiacente al Monte Pallano (in base al rinvenimento di selci), fu abitata sin dal paleolitico (da 18-20 000 anni or sono).
Secondo vari studi i popoli che vi si stanziarono sono di origine lucana (visto che sia il nome del popolo lucano che l'appellativo "lucus" hanno la stessa origine)
Poi non si hanno notizie fino alla storia, quando fu assoggettata dai romani, ma il 1º documento che parla di Tornareccio è del 22 giugno 829 quando passò sotto il feudo dell'Abbazia di Farfa che così dice: "Monasteriolum situm in finibus Theathinae sive Vocitanae et constructum in onorem sancti Stephani protomartiris" (il piccolo monastero situato nei confini Teatini o Vocitani, nel luogo chiamato Lucania, costruito in onore del primo martire Santo Stefano).
Monte Pallano
è una vetta dell'Abruzzo meridionale, situato in provincia di Chieti sulla destra del fiume Sangro, a circa 25 km dal mare Adriatico. Il suo territorio è suddiviso tra i comuni di Bomba e Tornareccio e Atessa. Raggiunge un'altezza di 1020 m s.l.m..
È un importante sito archeologico di epoca italico - sannitica risalente ai secoli IV-V a.C., formato da un insediamento di medie dimensioni, identificato con l'antica città di Pallanum, e soprattutto da una possente muraglia difensiva
Pallanum e mura megalitiche
Il nome Pallanum appare per la prima volta nella Tavola Peutingeriana. Nel IV-V secolo d.C. parrebbe essere una stazione sulla strada che congiungeva Aternum (oggi Pescara) e Larinum (presso l'attuale Larino). Pallanum si troverebbe così all'VII miglio da Anxanum (l'odierna Lanciano) ed al XII miglio da Histonium (l'odierna Vasto). Edward Bispham ipotizza che Pallanum sia una città di origine sannitica. Dal I secolo a.C. la popolazione incominciò a diminuire.
Ad est dell'insediamento si erge un'antica e possente muraglia difensiva edificata in periodo italico, di cui ne restano circa 160 metri, alta in media 4 metri ed intervallata in origine da quattro porte, di cui ne sono sopravvissute due: la "Porta del Monte" e la "Porta Del Piano" (quest'ultima è coperta da un architrave). La porta del Piano, larga 80 cm, si trova nella parte più alta del sito, mentre la porta del Monte è posta più a valle, laddove i blocchi diminuiscono di grandezza, ravvisando una diversa tecnica costruttiva. I blocchi utilizzati sono di tipo calcareo, provengono dalla stessa montagna e sono accatastati a secco. Una leggenda vuole edificate le mura megalitiche da Carlo Magno, in realtà furono edificate nel periodo italico tra il VI ed il III secolo a.C.
In un avvallamento ad un'altitudine leggermente inferiore, ad ovest delle mura megalitiche, si trovano le rovine di un insediamento di medie dimensioni. È composto da un complesso di costruzioni che si sviluppano attorno ad uno spazio vuoto centrale. Inoltre sono state rinvenute tegole di terracotta, varie monete di età romana ma soprattutto numerosi manufatti di ferro.
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