Sarei felice di vedere la foto della scatola... I would be happy to see a photo of the box...
La Riserva naturale Fara San Martino – Palombaro è un'area naturale protetta dell'Abruzzo istituita nel 1983. Occupa una superficie di 4.202 ha all'interno del Parco Nazionale della Majella. La riserva si estende tra i comuni di Fara San Martino e Palombaro, in provincia di Chieti. La riserva è caratterizzata dalla presenza delle Gole di Fara San Martino, una sorta di forra formata dall'erosione del torrente Verde. Una leggenda vuole che le gole fossero state aperte dalle braccia di san Martino, probabile riferimento cristiano di Ercole e delle colonne d'Ercole. Il vallone è lungo 14 km ed ha un dislivello di 2400 m. ed è suddiviso in tre parti: la prima detta Vallone di Santo Spirito, nome dall'omonima grotta; la seconda la zona detta Macchia Lunga; la terza detta Valle Cannella, terminante in un circo di formazione glaciale pieno di doline ed inghiottitoi. Parallelo al vallone di Fara è la Val Serviera parte alta del ben più complicato Vallone del Fossato. Quest’ultima è una profonda forra, in cui l’ingresso è attualmente pressoché vietato ai più essendo una delle forre più impegnative dell’Appennino centrale. Pino Antonini (Esperto alpinista, speleologo e appartenente al CNSAS nonché istruttore nazionale forre del CNSAS) nel suo libro "Figlie dell'acqua e del tempo", vera "Bibbia" per chi vuole scoprire e percorrere le forre dell'Italia Centrale tratteggia così il l’escursione alla Val Serviera e al Vallone del Fossato: ... "Subirete quindi con piacere il fascino esercitato dalla montagna imponente e selvaggia dove regna l'atmosfera magica di luoghi primordiali sottratti al resto del mondo: un eden a portata di mano. Alquanto diversa è invece la tetra bellezza della gola (Valle del Fossato n.d.r), scendendo la quale si ha come l'impressione di aver litigato con il cielo che pian piano sparisce sostituito da un grigio soffitto di pietra" ... quindi più avanti ... ". Sparse per tutta la riserva, inoltre vi sono numerose grotte di cui alcune sono state trasformate nel corso del tempo in luoghi di culto, altre sono diventate rifugio di pastori e briganti. Nella zona della riserva, la presenza umana è attestata sin dall'epoca dell'Età del Bronzo. L’escursione che vi consiglio, se avete intenzione di farla, è l’anello della val Serviera, itinerario molto conosciuto che percorre una delle valli più belle e selvagge delle Majella. Apparentemente uniforme se ammirato da occidente, il versante orientale della Majella nasconde invece nel suo cuore tutta una serie di sottogruppi, valli, boschi, canyon, ghiaioni e pietraie, pareti rocciose, paurosi baratri e sconfinati altipiani in quota, raggiungibili solo dopo ore di cammino inoltrandosi nelle sue profonde valli e spaccature. Un consiglio: Se possibile andate con due auto, una delle quali lasciatela allo sbocco della Valle di Santo Spirito in modo che, al termine dell’escursione è possibile ritornare a Capo le Macchie per ripartire.