Le dighe di Panperduto si trovano nel parco regionale del Ticino sul percorso ciclopedonale europeo EI, nel tratto che collega il Lago Maggiore a Milano, un nodo di passaggio sulla via navigabile Locarno-Venezia. Siamo a Somma Lombardo dove il Ticino con le sue anse e meandri scorre verso Milano.
Qui il 28 aprile 1884 furono inaugurate le dighe del Panperduto, un insieme di opere idrauliche progettate per regolare le acque del fiume, sorgente ancora oggi di tutto il sistema idrico del milanese: da qui nasce infatti il canale Villoresi, che confluisce nel Naviglio della Martesana, per poi unirsi al Naviglio Grande e il canale parallelo Vittorio Emanuele III.
Nella seconda metà del XIX si discusse su vari progetti per irrigare le terre a Nord di Milano utilizzando le acque dei laghi prealpini. Il decreto finanziario del 1868 prevedeva così la realizzazione di due canali irrigui e navigabili dal lago Maggiore e dal Lago di Lugano fino a Parabiago e poi, da qui, fino a Cassano d'Adda.
Tra i progetti prevalse quello degli ingegneri Villoresi e Meraviglia; il progetto dell'ingegner Villoresi fu portato a termine dopo la sua morte nel 1879.
L'opera di presa è costituita da un edificio di notevole valore storico-architettonico situato in un contesto ambientale unico nel suo genere. All'interno vi sono i meccanismi per l'azionamento delle paratie che regolano il deflusso dell'acqua nel canale.
Un vero monumento alla storia dell'irrigazione lombarda è proprio il sistema delle dighe cosiddette di Panperduto costruite per regolare l'uso delle acque del Fiume Azzurro a fini irrigui e poi energetici.
L'origine del nome è ancora incerta; c'è chi fa riferimento alle enormi spese per lo scavo dei canali, non ripagate dai benefici ottenuti; chi allude a scavi realizzati mediante il contributo forzoso di mano d'opera che non aveva così il tempo di procurarsi il pane quotidiano. C'è chi ritiene anche che la denominazione sia da ricollegare al rischio di ribaltamento cui andavano incontro le imbarcazioni che trasportavano merci in quella tratta del fiume Ticino, nelle vicinanze dell'abitato Maddalena di Somma Lombardo, dove ci sono ancora dei salti d'acqua. Con il ribaltamento dell'imbarcazione si perdeva il carico ed il guadagno della giornata, cioè il pane.
La cache è posizionata alla seconda diga che si raggiunge con una breve passeggiata, portatevi da scriverere.