“l mio paese sono quattro baracche e un gran fango, ma lo attraversa lo stradone provinciale dove giocavo da bambino. Siccome - ripeto - sono ambizioso, volevo girare per tutto il mondo e, giunto nei siti più lontani, voltarmi e dire in presenza di tutti 'Non avete mai sentito nominare quei quattro tetti? Ebbene, io vengo di là'".
Tra realismo e simbolismo lirico si colloca l’opera di Cesare Pavese, per il quale la realtà delle natìe langhe e della Torino della vita adulta diventa teatro delle proiezioni interiori, del profondo disagio esistenziale, dei miti immaginativi, della ricerca di autenticità, delle ossessioni psichiche. Così le colline e la città vedono come protagonista più la coscienza dell’autore che non la realtà esterna, ambientale e storica.
(cit. Letteratura.it)
Percorrendo le strade santostefanesi incontrerete una serie di mastodontici monumenti metallici dedicati all'arte della scrittura di Cesare Pavese.
Con la nostra cache vi proponiamo la prima struttura, adornata di citazione pavesiana, arrivando da Canelli.
One of the most imponent monuments dedicated to Cesare Pavese, italian writer and poet born in Santo Stefano Belbo (Piedmont).