L’anfiteatro morenico di Rivoli-Avigliana è costituito dai depositi glaciali abbandonati dall’antico ghiacciaio valsusino nel corso dei suoi numerosi avanzamenti ed arretramenti, avvenuti in un arco temporale compreso tra 750.000 e 13.000 anni fa.
All’interno di questo raro ambiente geomorfologico, i massi erratici costituiscono l'evidenza geologica più spettacolare e significativa, testimonianza diretta dell’antica presenza del ghiacciaio e della sua straordinaria capacità di trasportare materiale per lunghe distanze.
Talora di dimensioni gigantesche, di forma e composizione mineralogica assai varia, posti sempre lontano dalle formazioni rocciose geologicamente simili dalle quali furono strappati, essi vanno considerati veri e propri monumenti naturali, fondamentali testimoni della dinamica e del passato geologico del nostro territorio.
Pietra Alta, appena a pochi passi dal lago di Caselette, è uno di questi massi erratici, uno dei più grandi e pochi rimasti del suo genere (circa 15 mt di altezza), la roccia è il tipico serpentino della bassa Val di Susa, attualmente immerso in un bosco di castagni e noccioli e circondato da terreni coltivati, è raggiungibile sia in macchina che a piedi tramite strada sterrata che si diparte sulla dx dopo circa 500m dal paese di Caselette, nei pressi di un’ex zona industriale sullo stradone che porta a Grange di Brione.
E’ uno dei principali siti di ‘bouldering’ della bassa Val Susa, ora molto meno frequentato di un tempo, probabilmente scoperto da G.C. Grassi* negli anni 70/80; la recensione con nome e gradi delle vie è presente nel suo libro e in vari siti di arrampicata.
*(Gian Carlo Grassi, originario di Condove, alpinista e guida alpina, è stato un pioniere dell'arrampicata su ghiaccio in Italia negli anni ottanta, negli anni settanta fa parte del movimento del "Nuovo Mattino", anni delle vie d'arrampicata in Valle Orco e dell'arrampicata sui massi erratici della bassa Val di Susa)