Nell’agosto del lontano 1948 la gente Rivaltese è stata testimone e partecipe di una esperienza unica: le riprese di alcune scene del film di Alberto Lattuada “Il Mulino del Po”.
Il film è la riduzione cinematografica di una parte dell’omonimo romanzo di Bacchelli. Il romanzo di Bacchelli, scritto tra la fine degli anni trenta e gli inizi dei 40, racconta la saga di una famiglia di mugnai - gli Scacerni, dalla fine del settecento, partendo dalla disastrosa campagna di russia di Napoleone fino alla Prima Guerra Mondiale.
Ma perché proprio a Rivalta? Lo stesso Lattuada racconta in una intervista la preparazione del film, la scelta di Borgoforte per le riprese del Mulino e la successiva peregrinazione per i paesi della provincia alla ricerca delle altre ambientazioni.
La ricerca dei luoghi e dei personaggi impegna Lattuada e il suo entourage alcuni mesi prima dell’inizio delle riprese, passando dai mercati e dalle piazze. Lattuada individua a Medole un muratore, Giacomo Giuradei detto Memo, che diverrà il personaggio clou del film: Princivalle Scacerni.
Viene individuata la piazza di Rivalta come luogo idoneo alla scena del comizio (capitolo centrale del romanzo). La piazza di Rivalta diventa la piazza della Guarda Ferrarese, dove si muovono i personaggi di Bacchelli. Ma la piazza di Rivalta e il suo circondario sono anche lo scenario ideale per girare altri episodi come le carceri, la riunione della lega, lo sciopero, con una meravigliosa sequenza del fondo Mincio, l’inizio della protesta dei contadini verso un futuro incerto, di lotta e di sangue. In quest’ultimo episodio è il rivaltese Luigi “Bigio” Morelli, a capo dei braccianti insorti, che recita davanti a Don Cipriano “Benedite la bandiera, l’è la bandiera dei poveri” e Don Cipriano, conscio della tragedia che li travolgerà, gli risponde “Io benedico voi povera gente”.