Ponte Della Gloria
Il ponte sul Mincio a Goito, oltre ad essere un punto panoramico, da cui ammirare il lento scorrere delle acque, è anche un monumento storico: si chiama infatti “Ponte della Gloria”, a ricordo delle battaglie risorgimentali del 1848, che lo hanno bagnato col sangue, ed il monumento al Bersagliere, posto accanto, ne tiene vivo il ricordo.
L’origine del ponte affonda le sue radici molto indietro nel tempo, quando la dominazione romana sul territorio pensò di tenere sotto controllo questa località in cui era molto agevole guadare il Mincio. I Gonzaga stessi durante il loro dominio fecero di Goito una strategica porta d’ingresso al loro Marchesato, di cui il ponte goitese era la chiave d’accesso, sorvegliato da guardie (per prevenire sabotaggi ed abusi) e dazieri (per riscuotere il pedaggio di transito sia per le persone che per le mercanzie del tempo). Il ponte, fatto e rifatto moltissime volte e sempre in legno, era levatoio, almeno nella sua parte centrale, per motivi di sicurezza,
La battaglia di Goito fu un episodio della prima guerra di indipendenza. Ebbe luogo il 30 maggio 1848, quando l'esercito austriaco del feldmaresciallo Radetzky tentò di sloggiare il 1° Corpo d'armata dell'esercito sardo dalle posizioni che teneva a protezione dei ponti sul Mincio, circa 20 km a nord di Mantova, e venne invece respinto.
Villa Giraffa
Edificata sulle rive del Mincio probabilmente nel XV secolo dai Gonzaga di Mantova, venne donata dalla marchesa Isabella d'Este, consorte del marchese Francesco II Gonzaga, ai frati cappuccini affinché istituissero un convento. Costoro la detennero sino al XVIII secolo, quando vennero cacciati da Napoleone, che la trasformò in ospedale militare. Successivamente venne adibita a locanda e in parte a scuola comunale.
Il nome della villa deriva dalla presenza di una statua di giraffa all'interno del parco.
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