Capitolo 4.
L’urlo del pendolo
Dalla porta aperta entrò trafelato uno gnomo alto una spanna più di Anthony, con un cappello bianco, un paio di occhiali rotondi senza montatura, una lunga barba bianca a punta e un grembiule marrone, che disse:
«Ciao Garmy. Ciao Briciola. Ciao...» quindi voltandosi, osservò Anthony seduto sulla sedia, ed esclamò: «Per tutti gli ingranaggi... ma tu sei un umano?!»
Poi guardando Gramy, chiese:
«E’ così? Vero?»
«Sì, nonno l’ho trovato nel bosco, mentre raccoglievo le mielbacche per la torta della nonna.» disse Garmy.
«E (…se posso chiederlo) cosa ci facevi nel bosco, giovane umano?»
«Ecco, ero arrabbiato e ha comiciato a camminare nel bosco. Poi mi sono perso, perché non ho fatto attenzione a dove andavo.» disse Anthony che si sentì dire per la terza volta nella giornata:
«Oh, un grave errore!».
«Ora deve trovare la strada per tornare a casa, nonno.» intervenne Garmy, «Tu conosci una strada che porta alla città degli umani?»
«Mmm... una strada per la città degli umani?...» ripeté il nonno dubbioso, massaggiandosi la lunga barba bianca. «Mmm... no purtroppo, non ricordo città umane qui vicino, ma è anche vero che è parecchio che non vado hai confini dei territori gnomeschi. Qualcun altro in città dovrebbe sapere qualcosa. Ma... sai gli gnomi qui stanno davvero bene e non hanno mai sentito la necessità di esplorare le zone oltre i confini dei territori gnomeschi.»
Poi guardando Anthony, chiese:
«Qual è il tuo nome, giovane umano?»
«Mi chiamo Anthony.» rispose.
«Bene Anthony. Qui in città non è mai arrivato nessun umano, e ha dire il vero credo proprio che solo due o tre gnomi abbiano mai visto un umano vivo e vegeto, e solo tra i più vecchi. Quindi devo assolutamente avvisare il Sindaco, perché decida cosa fare. Inoltre lui potrebbe aiutarti ordinando di fare delle ricerche per sapere dove si trova la tua città.» Anthony ascoltò attento, ma senza farsi troppe illusioni.
Intanto il nonno prendeva un foglio di carta e intingeva un pennino nell’inchiostro e disse:
«Ora invierò un SMS al Sindaco, in cui...»
Anthony sentendo ‘SMS’ si illuminò e chiese sconcertato:
«Esse emme esse?»
«Oh, già. Tu forse non hai mai sentito questo termine. SMS significa: ‘Spedizione a Mezzo Segugio’.» disse il nonno.
«E un segugio cos’è?» chiese Anthony.
«Beh, noi abbiamo Briciola. Non è un vero segugio, ma funziona bene lo stesso.» intervenne Garmy.
«Intendi dire che manderemo una lettera al Sindaco col cane?» chiese stupito Anthony.
«Beh, certo. In città è il mezzo più comodo, sicuro e veloce.»
Anthony allora guardò sotto il tavolo, quel piccolo cane marrone con le orecchie cadenti, che adesso si stava mordicchiando la schiena mezzo addormentato. E pensò: “Il mio ritorno a casa è affidato a questa roba qua!”
Il nonno intanto, stava scrivendo la lettera al Sindaco:
Ill.mo Sindaco ,
con la presente per comunicarLe che oggi in città è giunto un giovane umano di nome Anthony.
Il mio caro nipote Garmy, l’ha trovato perso nel bosco e l’ha aiutato portandolo qui, dimostrando la grande generosità degli Gnomi del Bosco di Conca delle Bacche.
Ora non sapendo con precisione come comportarmi, mi rivolgo a Lei affinché decida sulle sorti del giovane.
Inoltre Anthony afferma di voler tornare a casa al più presto e chiede se qualcuno in città ha notizie di recenti insediamenti umani in prossimità del nostro bosco e sappia indicare la via per raggiungerli.
Fino a Vostro contrordine Anthony sarà ospitato in casa mia.
Distinti saluti
Mastro Orologiaio
Laboratorio del Tempo
Conca delle Bacche
Quindi arrotolò il foglio e lo legò saldamente al collare di Briciola che aveva ripreso a dormire. Poi prese un grosso mazzo di chiavi ed aprì uno dei due grandi bauli appoggiati alla parete di sinistra del laboratorio, e cominciò a frugarvi dentro.
Dopo alcuni istanti estrasse una calza vecchia, consumata e rattoppata, con un biglietto puntato sopra su cui Anthony lesse ‘Sindaco’, avvicinò la calza al naso del cane, che subito scattò in piedi e si mise a grattare la porta.
Appena il nonno la aprì, il cane si fiondò fuori nell’oscurità. Poi riponendo la calza il nonno disse:
«Bene ora non ci resta che attendere la risposta.»
Anthony che aveva seguito la scena sbigottito, chiese:
«Ma quella è la calza del Sindaco?»
«Certo!» esclamò il nonno, «Io sono una persona ben conosciuta e rispettata in città, così il Sindaco mi ha concesso il privilegio di avere una sua calza, per poter inviare le lettere direttamente a lui.»
«E quanto tempo ci vorrà?»
«Oh, pochi minuti. Abbi pazienza, Anthony.» rispose il nonno.
Infatti dopo neanche cinque minuti, Briciola era nuovamente nel laboratorio con la risposta del Sindaco. Il nonno sfilò il foglio dal collare ed il cane tornò a dormire sotto il tavolo, come se nulla fosse successo.
Il messaggio diceva:
Gent.mo Mastro Orologiaio,
con somma sorpresa apprendo della presenza di un umano in città. Questo è un fatto storico e conferma alcune voci che giravano in città già in tardo pomeriggio.
Vi affido ufficialmente la custodia del giovane umano Anthony, in quanto Vi ritengo persona di fiducia.
Siete pregati di presentarVi col Vostro ospite e con Vostro nipote Garmy, subito dopo l’ora di pranzo di domani al Palazzo del Sindaco, per una seduta straordinaria del Consiglio della Città che avrà il segeunte ordine del giorno:
- Chiarimenti in merito all’incontro di Anthony da parte di Garmy;
- Chiarimenti in merito alle attività che intende svolgere in città Anthony;
- Definizione dei diritti e degli obblighi degli umani in città;
- Istituzione di un collegio di saggi di Storia Gnomesca , Storia Umana e Geografia per identificare la presenza di insediamenti umani nelle vicinanze dei Nostri boschio in alternativa individuare possibili fonti d’informazione.
Distinti saluti
Il Sindaco di Conca delle Bacche
«Bene. Siamo convocati tutti e tre per domani pomeriggio. Così potremo avere qualche rassicurazione.» disse il nonno ad Anthony.
Quindi si girò verso l’orologio a pendolo senza lancette e chiese:
«Che ore sono?»
A quel punto Anthony udì un frastuono infernale e si tappo spaventato le orecchie. Il suono proveniva da una larga fessura che si era aperta proprio al centro al quadrante privo di lancette. L’urlo disse:
«SONO LE VENTI E QUARANTOTTO.»
Quando smisero di fischiergli le orecchie, Anthony chiese:
«Cos’è stato?»
«Oh. Niente.» disse il nonno calmo, ma un po’ scocciato. «E’ questo urlaogio che non funziona bene. E’ preciso, ma ogni tanto gli si alza troppo il volume.»
«Urla...che?» chiese Anthony.
«Urlaogio.» rispose il nonno. «E’ una mia invenzione. E’ un orologio a pendolo senza lancette, se gli viene chiesto che ora è, lui risponde. In questo modo per chi non vuole sapere che ore sono è sufficiente che non lo chieda. Ma questo prototipo ha dei problemi con la regolazione del volume.»
«Me ne sono accorto.» disse Anthony massaggiandosi le orecchie.
«Beh, è tardi nonno. Cosa dici se andiamo a mangiare? La nonna sarà già arrabbiata del ritardo.» disse Garmy che effettivamente aveva fame.
«Certo, certo. E’ meglio correre a casa. Sù, Anthony ora sei ufficialmente nostro ospite. Dài Briciola vieni anche tu.» disse il nonno, mentre uscivano dal laboratorio, per recarsi a cena.