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§05 - Il 10° compleanno di Anthony Traditional Cache

Hidden : 5/21/2016
Difficulty:
1.5 out of 5
Terrain:
2 out of 5

Size: Size:   small (small)

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Geocache Description:

Per informazioni: vedi il listing del primo cache  (GC6J9HD)

 

 


Capitolo 5.

Su un arcobaleno o fiondato da una catapulta

Entrarono in cucina, dove la nonna intenta a rifinire un piatto, disse:

«Oh, finalmente! Possibile che dobbiamo mangiare sempre così tardi?»

Briciola si infilò sotto il tavolo dove c’era la sua ciotola con degli avanzi e cominciò a mangiare rumorosamente senza aspettare nessuno.

Il tavolo era apparecchiato per quattro ed Anthony pensò subito a casa sua. Gli venne voglia di telefonare, come quando era andato in gita scolastica l’anno scorso e tutte le sere a cena, quando vedeva il tavolo apparecchiato sentiva nostalgia, così lasciava tutti e correva a telefonare a casa.

Ma questi pensieri si attenuarono e svanirono quando giunsero al suo naso i profumi delle prelibatezze cucinate dalla nonna di Garmy che gli fecero ricordare di avere una fame incredibile. Indubbiamente le mielbacche erano buone, ma come merenda forse non erano sufficienti.

Si sedettero a tavola e la nonna servì una minestra di verdura fumante con dei crostini cotti al forno. Una pietanza che Anthony, in condizioni normali non avrebbe gradito, ma data la situazione e la fame gli parve il cibo migliore dopo quella lunga giornata. Ed è anche vero che quando uno ha veramente fame, scopre il vero sapore delle cose.

Iniziarono a mangiare e durante la cena il nonno e la nonna di Gramy si informarono sulle vita di Anthony, sui genitori, su suo fratello, sul suo compleanno, sulla scuola, e più in generale sulla vita degli umani. Garmy fece poche domande, ma spesso intervenne rispondendo al posto di Anthony su domande di cui già conosceva la risposta. Dimostrando ad Anthony che aveva effettivamente prestato attenzione alle cose che si erano detti quel pomeriggio.

Quando la nonna portò il secondo piatto, un’ottima salsiccia con patate al forno e rosmarino, giunsero ad un tema molto interessante che infervorò il nonno di Garmy: il tempo.

La domanda che fece Anthony, fu:

«Come mai io ho dieci, mentre Garmy ne ha centoundici, ma per molti apetti sembriamo avere la stessa età?»

Il nonno disse:

«Beh, questa è proprio un’osservazione intelligente, perché tu e Garmy, in realtà, avete la stessa età!»

Poi continuò:

«Vedi agli gnomi piace studiare le cose, capirle e modificarle (per certi versi anche agli umani, ma gli gnomi ci riescono meglio, se me lo consenti). Una volta, ma molti secoli fa’, anche gli gnomi usavano lo stesso vostro tempo, ma presto si accorsero che non era conveniente, perché non riuscivano a fare tutto quello che volevano in così poco tempo. Hanno studiato il Tempo e dopo alcuni tentativi sono riusciti a modificarlo secondo le loro esigenze.»

Poi con viva emozione e profondo orgoglio, disse:

«Vedi, noi gnomi, da un anno di voi umani, teoricamente potremmo ricavare fino a dodici anni gnomeschi.»

«Oh! Davvero?» si stupì Anthony.

«Beh, sì. Trascurando l'attrito naturalmente.» aggiunse il nonno.

«Come trascurando l'attrito?» chiese Anthony

«Certo, trascurando l'attrito. L'attrito è molto importante negli orologi e purtroppo non lo si può eliminare del tutto. Io ho passato anni ha cercare di costruire un orologio senza attrito, per riuscire a ricavere tutto il Tempo gnomesco possibile dal Tempo umano. Ma al massimo da un anno umano sono riuscito ad ottenere poco più di undici anni gnomeschi. Anzi esattamente: undici anni, un mese, sei giorni, dodici ore, due minuti, trentasette secondi e... qualche decimo di secondo.» disse preciso il nonno.

«Quindi Anthony ed io in fondo abbiamo la stessa età, nonno?»

«Sì, più o meno... diciamo che siete coetanei, anche se Anthony a dieci anni umani e tu centoundici anni gnomeschi.»

Anthony valutò mentalmente la convenienza della cosa: più anni, più compleanni, più regali. Facendo una proporzione calcolò che Garmy aveva ricevuto 11 volte più regali di compleanno di lui.

La cena continuò e quindi fu il momento del dolce. La nonna tirò fuori dal forno una stupenda crostata di mielbacche (quelle che avevano raccolto quel pomeriggio) che venne letteralmente divorata da Anthony e da Garmy.

Terminata la cena, il nonno si accese la pipa e si mise davanti al caminetto a leggere ‘La Gazzetta del Bosco’, mentre la nonna sparecchiava il tavolo e rassettava la cucina. Garmy ed Anthony andarono in soffitta dove c’era un comodo letto per gli ospiti. Riordinarono un po’ di cose come gli aveva detto di fare la nonna ed accesero un bracere per scaldare la stanza.

Poi Garmy invitò Anthony a vedere la sua cameretta.

 

Scesero al piano di sotto ed entrarono nella stanza di Garmy.

Era una stanza piuttosto normale, c’era un bel letto comodo, un armadio di legno per i vestiti, delle mensole con dei libri (quasi tutti di scuola) e alcuni giocattoli (costruzioni di legno, bilie di vetro, trottole, una scacchiera e un sasso a forma di tetto di una casa) che però Anthony trovò poco interessanti. Gli venne in mente invece, quel discorso sulle altre città degli gnomi, e chiese a Garmy di mostrargli dove si trovavano.

Garmy, non molto entusiasta prese il suo libro di Geografia e dopo averlo sfogliato, mostrò ad Anthony una carta geografica dicendo:

«Ecco a quest’ora il mondo è così.»

Anthony guardò la carta su cui c’erano terre, mari, laghi e fiumi e ogni tanto dei quadratini con dei nomi sconosciuti, ma non riconobbe nessun continente, mare o lago.

«Vedi, queste sono le città che adesso sono illuminate dal Sole.» proseguì Garmy indicando con il dito grassottello i quadratini.

«E noi dove siamo?» chiese Anthony.

«Beh, in questa cartina noi non ci siamo, perché a quest’ora è notte e non c’è il Sole.» rispose lo gnomo.

«Come sarebbe ‘non ci siamo’?»

«Beh, naturalemente non tutto il mondo è illuminato del Sole a quest’ora. Quindi per vedere dove siamo noi, bisogna prendere un’altra cartina. Per esempio domani mattina...» disse Garmy, mentre sfogliava il libro. «Ecco, noi domani mattina siamo qui.» indicando un quadrato nero lontano dal mare con poco a sinistra un torrente con l’indicazione “Conca delle Bacche”.

«Ok. Ma non capisco cosa c’entra il Sole con la nostra posizione su una mappa?» disse sconcertato Anthony.

«Beh... vedi... questo è un po’ complicato, forse è meglio se ti leggo quello che dice il libro.» disse Garmy che non aveva ancora studiato quella parte di Geografia.

Così cercò il capitolo “Introduzione al disegno di carte geografiche” e lesse:

 

“La Terra su cui viviamo ha forma sferica, o più esattamente, ha forma di geoide. Quindi per riprodurla su un foglio occorre farne una proiezione.

“Poiché noi gnomi per effettuare viaggi lunghi, siamo soliti utilizzare gli arcobaleni e poiché gli arcobaleni sono generati dalla rifrazione dei raggi solari su goccie d’acqua sospese nell’aria (come avrete imparato nel corso dell’anno precedente), per convenzione i geografi hanno adottato lo standard delle proiezioni basate sulle Direttrici dei Raggi Solari Rifratti (standard delle proiezioni DRSR).

“Dato che la posizione del Sole nel cielo cambia ad ogni ora e per ogni periodo dell'anno, occorrerà costruire la carta geografica appropriata a quel dato momento. Nelle pagine seguenti vi sarà illustrato come disegnarne una in modo corretto.”

 

Anthony rimase un minuto in silenzio a riflettere, poi chiese:

«Ho capito bene? Voi usate gli arcobaleni per spostarvi?»

«Oh, sì certo. Ma solo per viaggi molto lunghi. Sono molto costosi, sai.» disse Gramy. «Io ci ho viaggiato solo una volta per andare a trovere i miei nonni, quelli delle miniere. E’ stato bellissimo.»

«Quindi, se non ho capito male, viaggiate sugli arcobaleni prodotti dal Sole e quindi le cartine geografiche sono disegnate seguendo i raggi del Sole?»

«Sì, è così. Ma perché voi umani come fate a fare viaggi lunghi?»

«Ecco, ci sono vari modi.» disse Anthony. «Per i viaggi molto lunghi si usa l’aereo, oppure se non hai troppa fretta la nave o il treno. Ma anche l’automobile se il viaggio è più corto.»

«Oh, quanti modi! E cosa sono tutte queste cose?»

«Ecco l’aereo è una cosa con le ali che si alza e vola nel cielo.» disse Anthony.

«Come un uccello? E tu ci stai sopra?» chiese Garmy.

«No, ci stai dentro... seduto dentro. L’ho preso due volte, io. E’ molto bello perché vedi tutto dall’alto, da sopra le nuvole! Ma se c’è vento allora stai male e non è più molto bello.»

«Ho capito. Con gli arcobaleni non è mai stato male nessuno, fin’ora.»

«Beh, poi la nave. E’ una cosa che galleggia e si sposta sull’acqua.»

«Ed è bello?» chiese lo gnomo.

«Sì, tranne se il mare è mosso. Allora anche lì stai male.»

«Ah.» disse lo gnomo poco entusiasta.

«Poi ci sono il treno e l’automobile. Qui in genere non si sta male perché viaggiano sulla terra. I treni sulle rotaie e le automobili sulle strade.»

«Oh, anche i carri viaggiano strade, invece sulle rotaie ho visto viaggiare i carrelli delle miniere.» disse Garmy che poi continuò appassionandosi:

«Anche qui in città abbiamo un mezzo di trasporto strano. Le catapulte

«Ma... le catapulte non servono per spostarsi?»

«Oh, invece sì. Le usano gli gnomi importanti che vanno di fretta per spostarsi da una parte all’altra della città ed evitare il traffico.»

«Ma non sono pericolose?» chiese Anthony allibito pensando ad uno gnomo lanciato in aria da una catapulta.

«Beh un po’... infatti, ogni tanto capita che sbaglino a calibrare la spinta, così invece di finire sui materassi... ma alcuni le ritengono indispensabili e dicono che il rischio vale i vantaggi. Una volta è successo che un importante commerciante finisse impigliato su un albero a quindici metri di altezza e per tirarlo giù ci sono volute cinque ore. Così ha perso un affare sostanzioso. Ha fatto causa alla compagnia delle Catapulte, ma ha ottenuto un risarcimento ridicolo. Infatti mio nonno dice che si sà che le catapulte possono essere un po' rischiose!»

Poco dopo arrivò la nonna che disse loro di andare a letto perché domani c’era l’incontro con il Sindaco e dovevano riposarsi. Quindi mise a letto Garmy ed accompagnò Anthony nella sua stanzetta, controllando che tutto fosse a posto e gli augurò buona notte accarezzandogli la testa come spesso faceva sua mamma.

 

 

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Additional Hints (Decrypt)

Pbzr vy fnffb qv Tnezl, zn zrffb qn ha’nygen cnegr

Decryption Key

A|B|C|D|E|F|G|H|I|J|K|L|M
-------------------------
N|O|P|Q|R|S|T|U|V|W|X|Y|Z

(letter above equals below, and vice versa)