Capitolo 6.
Il ricercato
Intanto a casa Tripot dopo la scomparsa di Anthony, la mamma e Calton non erano rimasti con le mani in mano. Calton aveva preso la bicicletta ed aveva persorso in lungo e in largo la città, fermandosi a chiedere ai passanti se avessero visto un bambino con scarpe da ginnastica, giubbotto blu... eccetera.
Ma nessuno l’aveva visto e anche lui non lo trovò.
Invece la mamma si era messa al telefono ed aveva chiamato alcuni vicini di casa e conoscenti per sapere se Anthony fosse andato da loro. Ma anche loro non l’avevano visto. Alla fine telefono al papà raccontandogli l’accaduto e chiedendo se per caso Anthony era lì con lui. Ma il papà rispose di no e decise di tornare subito a casa.
Era ormai buio, così chiamarono la polizia per denunciare la scomparsa di Anthony. Dopo pochi minuti bussarono due agenti, li fecero accomodare in salotto e la mamma spiegò loro l’accaduto che venne diligentemente trascritto su un taccuino da uno dei due.
Terminato il racconto, l’altro agente fece domande sulle abitudini di Anthony, cosa gli piaceva fare, su come era vestito e se aveva le chiavi di casa. E anche questo finì sul taccuino.
Poi rassicurarono i genitori e dicendo che quando avrà fame o sentirà freddo tornerà subito a casa e consigliarono loro di non chiudere la porta a chiave, in modo che se fosse arrivato sarebbe entrato senza dover suonare il campanello... a volte succedeva che i bambini scappavano di casa poi tornavano, ma trovando la porta chiusa non avevano il coraggio di suonare per farsi aprire.
La mamma annuì, e poi chiese:
«E se non torna?»
L’agente col taccuino disse:
«Per questa notte ci sarà una pattuglia in giro per la città, se vedrà qualcosa di strano potrà intervenire velocemente. Ma domani mattina, se Anthony non è tornato cominceremo delle ricerche più approfondite, in città e anche nei boschi.»
“Già i boschi!” pensò la mamma, ma ormai era buio e cercare un bambino di notte in un bosco non è impresa facile.
Poi l’agente con il tacuino chiese:
«C’è qualcuno che avrebbe motivo di rapire il bambino?»
“Un rapimento!” pensò terrorizzata la mamma.
Ma l’altro agente aggiunse per tranquillizzare i genitori:
«Non è mai successo da queste parti, ma non dobbiamo escludere nessuna ipotesi al momento. Anche se questa è proprio l’ultima possibilità che possiamo immaginare.»
«No. Non abbiamo nemici e credo che nessuno avesse motivo di rapire nostro figlio.» disse il papà, mentre tutti stavano pensando al proprio figlio (o fratello) nelle mani di un uomo senza scrupoli chiuso chissà dove.
Quando gli agenti se ne andarono, papà, ignorando la stanchezza, disse che avrebbe fatto un giro per la città in macchina, e Calton disse che sarebbe venuto con lui. La mamma invece sarebbe rimasta a casa ad apettare che Anthony tornasse e a preparare qualcosa da mangiare.
Il papà e Calton girarono tutta la città in auto a passo d’uomo. Il primo posto da controllare era secondo Calton era il parco, magari era rimasto seduto su una panchina o su un’altalena tutto il giorno a farsi passare la rabbia, anche se Calton era già passato dai giardini pubblici quel pomeriggio e non lo aveva trovato, ma tanto valeva riprovare. Poi quel posto di notte poteva essere un posto pericoloso, ma non quella sera e soprattutto non per Anthony.
Arrivati nei pressi del parco parcheggiarono e scesero dalla macchina. Girarono lungo i viali illuminati dai lampioni rotondi, si inoltrarono anche tra le aiuole e i cespugli ben curati del parco, chiamando Anthony per nome, ma nel parco non c’era nessuno.
Prima di riprendere l’auto, andarono al vicino campo di calcio, lo trovarono buio e deserto.
Allora, si diressero con la macchina, alla stazione ferroviaria dove un assonnato bigliettaio gli disse di non aver visto nessun bambino di dieci anni da solo per tutto il pomeriggio. E poi fece notare che un bambino così piccolo che prende il treno da solo, avrebbe insospettito chiunque.

Visto che erano sulla strada, provarono a vedere alla fabbrica del papà. Il cancello era chiuso, anche se il lavoro lì non si fermava mai e adesso c’era il turno di notte. Parlarono con la guardia notturna.
«Salve, John.» disse il papà alla guardia che evidentemente conosceva.
«Oh, buona sera signor Tripot. Come mai da queste parti a quest’ora. Problemi con qualche macchina?» chiese cortese la guardia abbassando il giornale.
«No, no... ehm, volevo sapere se hai visto da queste parti, un bambino alto così, con una giacca blu e delle scarpe da ginnastica?»
«No... perché è successo qualcosa?»
«Beh... mio figlio, Anthony è scappato di casa oggi pomeriggio e non sappiamo dove è andato.» disse il papà
«Oh, mi dispiace... no, qui non ho proprio visto nessun bambino. Ma se vedo qualcosa le telefono subito. Comunque non si deve preoccupare, questa è una cittadina tranquilla e vedrà, tra qualche ora, quando comincierà a fare freddo, tornerà a casa!» disse la guardia cercando di consolare il signor Tripot.
«Sì, speriamo e... grazie. Buona notte, John.»
«Buona notte, signore.»

Lasciarono la fabbrica e fecero qualche giro nella zona industriale, poi decisero di provare al lago, ormai avevano girato quasi tutta la città.
Andarono al porticciolo dove un anziano pescatore stava per partire con una piccola barca di legno per la pesca notturna con la lanterna.
Si avvicinarono al molo ed il papà chiese al pescatore:
«Mi scusi, signore. Per caso ha visto un bambino di dieci anni con la giubbotto blu, i jeans e le scarpe da ginnastica, da queste parti?»
«Mmm, mi faccia pensare...» riflettè il vecchio. «Sì, ho visto un ragazzino su una bicicletta appena sono arrivato qui a preparare la barca, circa un’ora fa’.»
«E come era vestito?» chiese il papà, con una punta di speranza.
«Ecco... mi pare avesse una giacca blu e un cappello rosso... o forse aveva una giacca rossa ed un cappello blu, non ricordo esattamente... ma andava da quella parte.» disse il vecchio indicando con un dito contorto la strada che cingeva il lago.
«Grazie, grazie davvero.» disse il papà ritornando alla macchina.
Saliti in macchina, Calton disse:
«Ma Anthony non ha preso la bicicletta, la sua è ancora in garage. L’ho vista oggi pomeriggio, quando ho preso la mia.»
«Beh, potrebbe averne presa un’altra da qualcuno... Comunque, proviamo a fare il giro del lago.» accese l’auto e ripartirono.
Quando giunsero quasi dalla parte opposta ripetto al molo dove c’erano alcuni ristornati e dei bar. Trovarono un cameriere che stava pulendo e mettendo a posto i tavolini. Gli chiesero se aveva visto un bambino con la giacca blu, magari in bicicletta, ma il giovane cameriere rispose distrattamente di no.
Così tornano a casa dopo quasi tre ore di ricerche. Quando la mamma sentì la macchina arrivare uscì dalla porta, ma capì subito che Anthony non c’era. E il papà e Calton capirono subito che Anthony non era neppure tornato a casa.
Mangiarono la cena preparata dalla mamma, ma nessuno aveva molta fame e poi andarono a letto, ma nessuno riuscì a prendere sonno.
E finì il giorno del decimo compleanno di Anthony.