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§13 - Il 10° compleanno di Anthony Traditional Cache

Hidden : 5/22/2016
Difficulty:
2 out of 5
Terrain:
2 out of 5

Size: Size:   small (small)

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Geocache Description:

Per informazioni: vedi il listing del primo cache  (GC6J9HD)

 

 


Capitolo 13.

Ristorante con vista sul mondo

Anthony scoprì che per prenotare un arcobaleno occorreva recarsi all’Agenzia Metereologica e Turistica.

Il Professor Nebulis era uno gnomo basso e grassottello e portava un cappello blu scuro piuttosto corto, aveva due basettoni lunghi e la faccia rotonda molto schiacciata, un naso a patata rosso su cui stavano in equilibrio precario degli occhiali minuscoli come due fessure che usava solo per vedere le cose vicine e leggere. Anthony lo ritenne un tipo piuttosto simpatico e socievole.

Il Professor Marmont invece era alto due spanne più di Anthony e magro, portava un cappello marrone chiaro, aveva la faccia allungata e il naso sottile, aveva gli occhi azzurri e le gote rosse, era anche piuttosto giovane, ma ad Anthony parve un po’ meno simpatico.

Durante il cammino i due professori parlottarono un poco tra loro di cose complicate e ogni tanto rivolsero delle domande ad Anthony, riguardanti sopratutto quello che ricordava del tragitto nel bosco.

Dopo alcuni minuti, arrivarono all’agenzia. Sulla vetrina, si leggeva “Arcobaleni giornalieri andata e ritorno per tutte le destinazioni”. Un arcobaleno poteva portare fino a 7 persone, uno per colore.

Antony scelse il rosso (uno dei colori più esterni) così poteva vedere bene di sotto, per lo stesso motivo Garmy scelse il violetto, il nonno di Garmy prese l’indaco per stare vicino a suo nipote. Mentre i due professori presero rispettivamente l’arancione e il giallo per fare compagnia ad Anthony.

La partenza fu fissata per le ore 9 in punto del giorno seguente poco fuori la porta nord della città. Se il viaggio procedeva senza intoppi, sarebbero arrivati alle 14.30 poco fuori la città di Rocciacolle cambiando ben cinque arcobaleni.

Mentre il viaggio di ritorno era fissato per le 15.45 con arrivo previsto a Conca delle Bacche per le 18.30 (poco prima del tramonto) con due soli arcobaleni.

 

Anthony, Garmy ed il nonno salutarono i due professori e si diedero appuntamento per il mattino seguente, quindi andarono a casa.

La nonna era già al corrente di tutto e non ci fu bisogno di aggiungere nulla. Era stata informata dalle vicine di casa, le notizie a Conca delle Bacche volavano, non c’erano dubbi.

Cenarono con degli squisiti gnocchi di patate e formaggio e per secondo degli ottimi saltinbocca alla gnomesca, composti di una fettina di carne con sopra prosciutto crudo e salvia.

Subito dopo cena, la nonna mandò Garmy ed Anthony a dormire, perchè domani dovevano alzarsi presto per non perdere l’arcobaleno e li apettava un lungo viaggio. Il nonno che non aveva sonno andò al laboratorio a finire alcuni lavoretti per non rimamere troppo indietro col lavoro, visto che domani sarebbe stato via tutto il giorno.

Intanto, la nonna si mise a preparare le tre bisacce per il lungo viaggio. Dentro ci mise una maglia pesante nel caso in cui avessero avuto freddo (ad  Anthony ne diede una vecchia del nonno di Garmy che avrebbe dovuto andargli bene) ed una borraccia con l’acqua per i ragazzi e il vino per il nonno, ma soprattutto dei bei panini alcuni con salsiccia e formaggio e altri con mozzarella, pomodoro e prosciutto cotto, infatti avrebbero mangiato sull’arcobaleno, a cena invece pensò che avrebbero mangiato a casa (e comunque i panini che mise negli zaini potevano anche bastare per la cena!).

La mattina seguente, si svegliarono, mentre fuori c’era una fitta pioggerella autunnale, l’ideale per la creazione di un arcobaleno.

Fecero un’abbondante colazione, presero gli zaini e, riparandosi con gli ombrelli, si recarono tutti al luogo della partenza dove erano già arrivati il professor Nebulis e il professor Marmont, con i rispettivi bagagli.

Poco dopo arrivarono alcuni curiosi ed un assistente di volo dell’agenzia con un’impeccabile divisa blu e un cappello blu che si mise a scutare il cielo e a controllare l’orologio di precisione costruito proprio dal nonno di Garmy.

Pochi minuti prima della partenza arrivò anche il Sindaco che augurò buona fortuna ad Anthony e buon lavoro ai professori.

Alle dieci spaccate il cielo si aprì, proprio dove si doveva aprire, un raggio di sole filtrò tra le nuvole e si formò un’arcobaleno fantastico che si alzava fino al cielo partendo proprio dai piedi di Anthony.

Allora l’assistente di volo invitò i passeggeri a salire ciascuno sul proprio colore e caricò i bagagli. I passeggeri salutarono tutti i presenti, la nonna abbracciò Garmy e il nonno. L’assistente di volo diede al nonno di Garmy un promemoria con tutte le indicazioni esatte delle coincidenze con gli altri arcobaleni e poi partirono.

Anthony si trovava seduto a cavalcioni su un raggio di luce rosso intenso, mentre si alzava piano dal suolo, si sentì sempre più leggero poi cominciò ad accelerare. Vide a fatica le nuvole avvicinarsi perché le gocce di pioggia gli battevano in faccia e gli finivano negli occhi, poi la pioggia cessò e si trovò circondato da una nebbia talemente fitta che non riusciva a vedersi i piedi.

Dopo pochi secondi, uscì dalle nuvole e poté vedere un mare bianco e abbagliante di nuvole sotto di sè, che rifletteva la luce del sole. Sentiva una brezza leggera sulla faccia che però non gli dava fastidio e non aveva neppure freddo, con la sua giacca blu.

Al suo fianco c’era il professor Nebulis seduto su un fascio di luce color arancione, che stava per addormentarsi, più a sinistra il professore Marmont su un raggio giallo chiaro, che invece aveva appena tirato fuori un libro e stava leggendo.

Oltre, vide Garmy e suo nonno che parlavano indicando qualcosa a sinistra al di sotto dell’arcobaleno, Anthony guardò meglio e vide che le nuvole sotto di lui si stavano diradando e si poteva intravedere il blu scuro del mare aperto.

Viaggiavano ad una velocità fantastica e sotto di loro il mondo correva veloce.

Il nonno dopo circa un’ora di viaggio, consultò il foglio datogli dall’assistente di volo e guardò il suo orologio da tasca, poi avvisò gli altri passeggeri che tra qualche istante avrebbero cambiato arcobaleno.

Infatti, stavano cominciando a scendere e i colori stavno diventando più tenui, segno che quell’arcobaleno si stava esaurendo. Ma subito ne videro un’altro in lontananza avvicinarsi velocissimo. I due arcobaleni in un punto si sovrapponevano e lì avvenne il cambiamento di arcobaleno senza che nessuno dovesse fare nulla.

Il secondo arcobaleno saliva di nuovo verso in cielo ed aveva colori molto vivaci ed intensi. Effettuarono altri due cambi di arcobaleno, poi il nonno disse che ora potevano mangiare, infatti quell’ultimo arcobaleno sarebbe durato un’ora e mezza quindi avrebbero avuto tutto il tempo. Era già passato mezzogiorno ed Anthony sentiva già da un po’ la fame.

Quindi, non se lo fece dire due volte, aprì il suo zaino e divorò i panini preparati dalla nonna di Garmy, viaggiando oltre le nuvole a cavallo di un arcobaleno con sotto di sè un susseguirsi di terre verdi o marroni o rosse, mari blu o celesti, laghi azzurri o turchesi e nuvole bianche.

Il viaggio proseguì senza altre emozioni a parte lo spettacolo che ogni tanto si apriva sotto i loro piedi quando le nuvole si diradavano e gli altri cambi di arcobaleno.

L’ultimo arcobaleno li condusse presto dentro le nuvole, così si trovarono di nuovo immersi nella nebbia fittissima. Poi sotto le nuvole dove naturalmente pioveva, ed infine si trovarono in un lampo con i piedi per terra. E dopo alcuni secondi l’arobaleno si dissolse, la pioggia lentamente cessò e le nuvole si spostarono rapidamente lasciando, nel giro di dieci minuti, il cielo sereno.

 

Erano atterrati in un prato di erba alta e verde, poco fuori la città di Rocciacolle. Ad accoglierli trovarono il Sindaco della città (riconoscibile dal cappello d’oro) ed altre personalità politiche importanti, alcuni professori dell’università colleghi dei professori Nebulis e Marmont, ed alcuni curiosi che erano venuti a vedere da vicino un autentico umano.

Dopo alcune formalità, gli ospiti vennero condotti all’interno della città. Rocciacolle era una delle più antiche città degli Gnomi del Bosco. Essa era stata interamente scolpita sul pendio roccioso di una altura circondata da un fittissimo bosco, si trovava in una valle molto stretta entro cui scorreva un impetuoso torrente.

La città era circondata da mura di pietra alte tre metri, che si aprivano in una cancellata di spesso legno d’abete rosso. Le case erano di roccia scura con i tetti spioventi di paglia gialla che alla luce del sole, per contrasto con la roccia, sembravano d’oro.

 

 

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Additional Hints (Decrypt)

Vy fragvreb cre enttvhatrer Ebppvnpbyyr è cvrgebfb.

Decryption Key

A|B|C|D|E|F|G|H|I|J|K|L|M
-------------------------
N|O|P|Q|R|S|T|U|V|W|X|Y|Z

(letter above equals below, and vice versa)