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Il Periplo del castello 4° Traditional Cache

This cache has been locked, but it is available for viewing.
A cache by [DELETED_USER]
Hidden : 6/27/2016
Difficulty:
2.5 out of 5
Terrain:
1.5 out of 5

Size: Size:   micro (micro)

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Geocache Description:


Il castello domina da secoli lo scenario di Cisano, costituendone un fondamentale riferimento e simbolo. Generatosi in foggia di borgo fortificato, che le fonti attestano sin dal 1104, il castro si evolve nel corso del Trecento nell'attuale castello-recinto formato dalla cortina muraria e dalle due torri. L'itinerario segue un tracciato già consolidato e noto che inanella il colle morenico su cui sorge il fortilizio, unendovi l'avvio dal Municipio. Alle suggestioni offerte dall'antico sito fortificato il facile percorso unisce così quelle della primigenia sede parrocchiale di San Zenone, costituita dal piccolo oratorio romanico attestato sin dal 1150. Nella seconda parte, oltre la Sella di Lacchiaduro, un'agevole discesa conduce sulle rive della Sonna, ove una semplice area di sosta e l'amenità di alcuni scorci invitano all'indugio, offrendo lo spunto per un più lento svolgersi della breve escursione.


NOTE DI PERCORSO:

Punto di partenza: Municipio di Cisano Bergamasco (m 267)

Lunghezza: circa 1,9 Km

Tempo medio di percorrenza: circa 1,0 h

Dislivello in salita: circa m 50

Quota massima: m 316 (Sella di Lacchiaduro)

La partenza:

Dalla piazza del Municipio (m 267; cartello indicatore) si traversa a destra Via della Conciliazione imboccando la stradella che adduce al sagrato parrocchiale, ove s’affacciano l’oratorio romanico di San Zenone e la grande chiesa novecentesca dedicata al Santissimo Nome di Gesù.

L’antico oratorio di Cisano

Nonostante la prima citazione della chiesa di San Zenone risalga al 1150, la parrocchia di Cisano nacque solo nel 1921 con il distacco da quella di Caprino Bergamasco.Il piccolo oratorio dedicato al patrono di Verona, costruito tra il XI e il XII secolo, divenne così sede parrocchiale, subito rivelatasi insufficiente per un capoluogo in rapida crescita. Ai lavori per la formazione della nuova chiesa si lega la demolizione della porzione frontale, avvenuta nel 1931, e la formazione dell’attuale facciata. L’edificio, con abside semicircolare volta a levante, presenta tracce di murature romaniche accompagnate da strutture cinquecentesche. Resti romanici sono osservabili anche alla base della torre campanaria, parzialmente demolita alla fine dell’Ottocento perché pericolante.

La Strada Bergomea

Occhieggiando alla torre del castello, abbarbicato sullo sperone collinare che s’allunga tra i terrazzi di Caprino e Cisano, si traversa la strada provinciale, qui Viale Giuseppe Mazzini, e si raggiunge Piazza Vittorio Veneto, un tempo piazza della Torre. Lo slargo s’interpone tra il medioevale e tortuoso tracciato della Bergomea e la lineare Strada Regia, realizzata dagli austriaci nella prima metà dell’Ottocento. Con il nome di Bergomea fu per secoli indicata la strada tra Bergamo e Lecco, con diramazioni anche su Brivio e Como, che qualcuno riferisce al Duecento e che i documenti attestano sin dal 1368. L’antico tracciato traversa ancora oggi le terre di Cisano con il nome di Briantea.

Ai piedi dell’antico fortilizio.

Lasciando a destra la discesa per il Ponte dei Sospiri si percorre per un breve tratto Via Roma per poi imboccare a destra la scaletta di Via Salita al Castello (indicazioni), che stretta s’addentra tra le case. Il tracciato si porta in breve sotto l’incombente mole del castello e ne fiancheggia la cinta occidentale più esterna, ove pietre avulse dalla matrice rocciosa locale rivelano l’origine morenica del colle, palesata anche da numerosi piccoli erratici.Occhieggiando sul sottostante nucleo storico di Cisano si supera l’ingresso di ponente del fortilizio, dominato dalla torre maggiore, per poi seguitare verso Nord bordando in piano ronchi un tempo vitati e oggi sede di impianti forestali dominati dall’Abete rosso, da querce e platani. La piacevolissima traversata rende ragione della strategica collocazione del castello, naturalmente protetto dalla morfologia del rilievo. La confluenza della mulattiera sulla comunale della Barella, in corrispondenza del bacino dell’acquedotto, e poi sulla provinciale n. 178 per Monte Marenzo, laddove questa supera la Sella di Lacchiaduro, chiude la dolce ascesa (m 316).

Lungo la Sonna

Un breve tratto sull’asfalto della provinciale adduce alla stradella che a destra scende rapidamente lungo il fianco orientale del colle (indicazioni), offrendo il panorama delle terre di Caprino Bergamasco dominate dalla costiera dell’Albenza. L’attestamento della carrabile è seguito a sinistra da una breve scalinata e da un cancelletto, donde con nuova piega a sinistra l’itinerario cala nell’inciso solco della Sonna e raggiunge uno spiazzo originato da una piccola ansa. Una piacevole area attrezzata per la sosta (m 269) segna il luogo in passato caratterizzato dalle opere di presa del canale a servizio della Filanda di Caprino e dei due mulini “sotto il castello”, siti sulla riva cisanese. Seguendo in piano il sedime della condotta idrica si fiancheggia il torrente uscendo gradualmente dalla forra che ne caratterizza il medio corso. Ora su carrabile si superano i mulini e si raggiunge un ponticello pedonale che fronteggia gli edifici della ex filanda, ove permangono le vestigia dei manufatti a servizio degli opifici idraulici. Una breve salita chiude il percorso anulare e rimette sul tracciato effettuato all’andata.

La Cache:

Contiene logbook e matita, fate attenzione guardate bene dove la prendete... Un minuto ancora, vi servirà per risistemarla come l'avete trovata comportatevi da geocacher responsabili.

Additional Hints (Decrypt)

Aba è ary svhzr

Decryption Key

A|B|C|D|E|F|G|H|I|J|K|L|M
-------------------------
N|O|P|Q|R|S|T|U|V|W|X|Y|Z

(letter above equals below, and vice versa)