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In questa mistery ci sono due delle cose che adoro: la scoperta di una parte del centro storico di Trento e i puzzle (non è così difficile potevo essere più cattiva).
"Fare un giro al Sas" è un'espressione usata dai trentini per descrivere un giro in centro città, magari il sabato pomeriggio, per dare un'occhiata alle vetrine e scambiare quattro chiacchiere con qualche conoscente incontrato per strada, nelle vie che formano un quadrato attorno all'attuale piazza Cesare Battisti.
Pochi sanno però da dove deriva tale espressione e cosa fosse il "Sas", ovvero il sasso, che ricorre in quella frase simbolo della trentinità. Ebbene al centro di Trento c'è un quartiere fantasma, o meglio c'era, ed era più vivo che mai.
Completamente cancellato dal "piccone risanatore" del regime fascista, prima del 1934 al posto della piazza, utilizzata per comizi ed adunate, sorgeva il quartiere più antico della città, non a caso sopra le rovine della città romana, oggi visitabili.

La piazza in una foto degli anni 30 in età fascista la piazza si chiamava piazza Littorio
Il "Fossato del Teatro", così era chiamato il quartiere dietro al Teatro Sociale, era formato da case di sasso, da cui il nome "Sas", anche se l'espressione potrebbe riferirsi alle strade di ciottoli, rare in un'epoca, molto indietro nei tempi, in cui le strade erano prevalentemente di terra battuta.
Sarà forse stata la vicinanza con il teatro, ma il Sas era un quartiere "musicale": si dice che i suoi abitanti venissero reclutati, non solo per la voce ma anche per una certa presenza scenica, per interpretare gitani, soldati spagnoli, cinesi, antichi romani o paggi di corte, nelle opere liriche del Sociale. Nella vicina via Diaz, nata anch'essa dallo sventramento di un altro quartiere storico, il Fossato San Simone, si trovava, oltre alla celebre osteria della "Bepa", il "Bar Universal" che, nel secondo dopoguerra, organizzava lunghe sessioni di ascolto di musica classica, con gusti decisamente nordici“
Non mancava, oltre alla compagnia del vino data dalle molte osterie e taverne presenti, quella femminile: il quartiere era anche conosciuto come "Veronetta" dal nome di una casa di piacere, nascosta in quel "dedalo di vicoli", di cui oggi resta solamente vicolo Malpaga che congiunge via Diaz e via Oriola.

Dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale la piazza cambia nome in piazza Italia.
(fonte http://www.trentotoday.it/guida/giro-al-sas-trento-storia.html)
Non lontano, uno degli angoli più caratteristici di Trento, ove il turista si sofferma estasiato, ammirando un inconsueto prospetto architettonico, formato da logge e loggette che si sovrappongono confusamente in un intricato svolgersi di poggioli e poggioletti abbelliti dal ferro battuto, è costituito da quello che è passato alla storia con il nome di « Cantone » (El’ Canton in dialetto trentino). Un angolo caratteristico di Trento, lasciato oggi in completo abbandono e dimenticato anche dagli studiosi di toponomastica che non si sono presi la briga di ribattezzare e indicare con il suo vero nome questa antica, piccola, ma importantissima, piazza di Trento.

Foto storica del Cantone.
Alle coordinate impostate troverete la piazza col nome attuale Piazza “Cesare Battisti” proprio davanti all’ingresso dello spazio archeologico del Sass.
Orario: 1 giugno - 30 settembre ore 9.30-13/14-18; 1 ottobre - 31 maggio ore 9-13/14-17.30.
Chiuso il lunedì (esclusi i festivi), 1 gennaio, 1 novembre, 25 dicembre
Ingresso: 2,50 euro, ridotto 1,50 euro
(EN) At the coordinates you will find the square with the current name "Cesare Battisti" near the entrance of the Sass archaeological area.
Opening hours: 1 June - 30 September ore 9.30-13/14-18; 1 October - 31 May ore 9-13/14-17.30.
Closed on Mondays (except for local or national holidays), 1 January, 1 NOvember, 25 December
Ticket: 2,50 euro, children 1,50 euro
Per trovare la cache devi risolvere il crucipuzzle. (EN) To find cache, please solve this crossword puzzle.

Buon divertimento! (EN) Have fun!
