Vi trovate a Veran, frazione di Agordo ai piedi del Col di Foglia (Còl de Fóia, 752 m), sul quale, una volta trovata la cache, potete fare una bella passeggiata
1. FONTANE E ABBEVERATOI FUNZIONI E CENNI STORICI
Nell'agordino ogni borgata aveva la propria fontana (dove ci si poteva rifornire d'acqua per i molteplici usi della vita quotidiana), il proprio il lavatoio (dove andare a fare il bucato) e il proprio abbeveratoio per gli animali.
Da un punto di vista architettonico, tutti i manufatti di arredo urbano (così come la pavimentazione, le fontane, i lavatoi, le panchine, i muri di cinta) rappresentano la modificazione dei costumi di vita nel tempo.
In particolare, le fontane non erano solo un mezzo per l'approvvigionamento pubblico dell'acqua, ma anche ornamento, oltre che luogo d'incontro.
In molti comuni permangono tali manufatti, a volte in singoli elementi puntuali, in altri, come nel caso del comune di Agordo, con una diffusione quasi capillare. Tali elementi architettonici si configurano come vero e proprio punto di incontro e di aggregazione, oltre che bene comune.
2. DESCRIZIONE TECNICA E COSTRUTTIVA
Le fontane potevano essere pubbliche o private e generalmente, solo a partire dagli inizi del '900, si hanno le prime domande di concessione di derivazione d'acqua per uso domestico.
La forma più semplice di fontana è il pozzo a carrucola, dal quale si attinge acqua di falda.
Le tipologie di fontana più ricorrenti sono alimentate quasi sempre mediante una condotta d'acqua e in gran parte sono legate al fabbisogno della collettività. L'elemento acqua, nei suoi vari usi, ha sempre rivestito una grande importanza nelle vallate dell'Alto Bellunese, e spesso tali opere sono frutto di un lavoro corale, di un saper fare tramandato per generazioni, e rappresentano un patrimonio artistico e culturale, oltre ad avere un valore documentario.
Le tecniche costruttive trasmesse per secoli hanno conosciuto una radicale modifica all'inizio del XX secolo con la sostituzione dei manufatti in pietra con fontane, lavatoi ed abbeveratoi in cemento e, in qualche caso, in ghisa. In questo periodo, infatti, numerose vasche lapidee sono state cambiate con altre in cemento, o alterate a seguito della sostituzione di pezzi danneggiati con rappezzi in cemento o, ancora, riadattate utilizzandone alcune parti.
A partire dalla prima metà del secolo scorso numerosi di questi manufatti, con la realizzazione dei primi acquedotti, sono stati progressivamente abbandonati ed in molti casi sono stati oggetto di demolizioni, essendo venuto meno il fattore di utilità dell'opera stessa. In alcuni paesi, infatti, non vi sono più fontane storiche, o ne rimangono solo alcuni esemplari. Altre, invece, sono giunte sino a noi e oggi rivestono una particolare valenza storica, culturale ed artistica (come la fontana dei Broi in Piazza Libertà ad Agordo).
3. ESEMPI DI BENI PRESENTI AD AGORDO
Nel centro storico si trova la monumentale fontana a margine del Broi (piazza centrale di Agordo). L'ampio prato (donato ai bambini di Agordo) che connota il tessuto del centro storico, costituisce senza dubbio un eccellenza artistica, storica ed architettonica.
Realizzata con pietra calcarea biancastra, presenta un lavello circolare a specchiature e fuso centrale coronato da un dado sormontato dalla statua del Leone di San Marco.
Oltre alle numerose fontane presenti in tutto il paese, il luogo in cui si trova la cache vede la presenza di una fontana in pietra con lavatoio in cemento.
La sontuosità delle opere attestano quanta importanza rivestissero in passato questi ambiti per la vita collettiva dei borghi rurali, soprattutto in quei nuclei più distanti dagli insediamenti capoluoghi. Questi manufatti costituiscono di fatto la piazza del paese, un luogo di aggregazione doverosamente da preservare e valorizzare.