Il Tempio Votivo della Beata Vergine delle Grazie viene progettato da Marco Casagrande come proprio mausoleo. Esso intraprese l'opera nel 1862 con l'aiuto della cittadinanza, come aveva fatto il Canova a Possagno, ma morì proprio a Cison nel 1880 ed il tempio, rimasto incompiuto, fu completato dall'arch. padovano Antonio Zanivan solo nel 1928, dopo la prima guerra mondiale, per diventare sacrario ai caduti del comune e ospitare le lapidi a loro dedicate, fino a quel momento affisse nella piazza del paese. Sulla sommità un faro, ora spento, aveva lo scopo di rendere visibile il tempio da tutta la Vallata, a ricordo del sacrificio dei Cisonesi.
Il tempio-ossario presenta affinità stilistiche con un’altra opera commemorativa dello Zanivan, il Tempio della Pace di Padova. Il progetto originale del monumento padovano fa da modello a quello cisonese, creato sopra la preesistente cripta opera del Casagrande.
All'interno del tempio decorano un settecentesco confessionale due piccole tele del Casagrande. Altre sue opere si possono trovare anche nella vicina chiesa di Cison, nel duomo di Conegliano e nel duomo di Serravalle (Vittorio Veneto). Sempre nel tempio vi trovava un dipinto del Dall’Oglio dedicato alla Vergine che però venne trafugato nel 1969 e mai più ritrovato.
Nella cripta due murature disposte simmetricamente all’altare accolgono le lapidi con i nominativi di 150 caduti (112 della prima, 3 della guerra d’Africa e 35 della seconda guerra mondiale). Nella cappella retrostante è collocata a muro una lapide relativa, presumibilmente, ai caduti del paese di Cison: i 46 nomi incisi sono infatti ricompresi fra quelli delle lapidi della cripta. Un’ulteriore lapide è depositata a pavimento.
L’accesso all’area è contrassegnato da alcuni elementi posti su basamenti in pietrame: il pennone portabandiera, un obice da 100/17 mod. 1914, alcuni ordigni bellici ed una targa commemorativa. I manufatti in pietrame sono di recente realizzazione e di fattura incerta.
Nota: posto in mezzo ai campi e alle coltivazioni di vite tramite una stradina si può raggiungere la borgata di Mura e percorrere l'itinerario ciclopedonale di 6 km che tocca Follina - Cison – Mura – Gai – Soller – Tarzo.